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Sovrintendenza di Roma, arriva Bottini
Simona Caporilli
Il Tempo 15 gennaio 2005


ANGELO Bottini è il nuovo sovrintendente archeologico di Roma. Nato a Milano nel 1949, lascia il posto di sovrintendente per i beni archeologici della Toscana. Sostituisce Adriano La Regina che era stato confermato nell'incarico fra Natale e Capodanno. Solo qualche giorno dopo, la Corte dei conti aveva rilevato che la legge promulgata proprio per consentire a lui e ad altri alti funzionari dello Stato di restare in servizio nonostante l'età pensionabile non aveva la copertura finanziaria. In poco più di 48 ore la sostituzione con Bottini, soprintendente della Soprintendenza della Basilicata dal 1976 al X996, ispettore centrale fino al 1997 e poi sovrintendente in Toscana.
ANGELO Bottini è il nuovo sovrintendente archeologico di Roma al posto di Adriano La Regina, «defenestrato» in meno di una settimana. Dopo 28 anni infatti, il «signor no», come era stato soprannominato per il rigore e l'intransigenza nella difesa delle rovine romane anche a costo di frenare lavori pubblici di metropolitane e sottopassaggi, di impedire il restauro di monumenti come il Pantheon se grazie ai teloni pubblicitari - ha chiuso un'epoca mettendo un punto alla propria carriera: la novità arriva direttamente dal Ministero dei Beni Culturali.
L'ex sovrintendente di 67 anni, tenace difensore di un ‘archeologia «distruttiva» anche a dispetto delle altre epoche (Via dei Fori Imperiali, via della Conciliazione, via dei Cerchi al Circo Massimo) e in piena età pensionabile è incappato in un «pasticciacelo» burocratico: aveva visto confermato il proprio incarico di tre anni con un provvedimento del ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani che faceva proprio al caso suo: la 186 del 2004, legge che consentiva di prorogare l'incarico degli alti funzionari della pubblica amministrazione fino al settantesimo anno di età. A riconferma di ciò l'elenco diffuso la vigilia di Natale che riconfermava nel Lazio Adriano La Regina alla sovrintendenza archeologica di Roma e Claudio Strinati alla soprintendenza speciale per il polo Museale. L'ennesima vittoria del «Signor no».
Solo una settimana fa, però, i primi cedimenti del sistema costruito in oltre venticinque anni da Adriano La Regina. A lanciare l'allarme l'Associazione Bianchi Bandinelli: «Una mancanza di fondi non permetterebbe il prolungamento al sovrintendente per antonomasia», in base a una circolare del Ministero della funzione pubblica. Prolungare la carriera del «Signor no», insomma, sarebbe stato un po' come assumerlo una seconda volta: un lusso e una spesa insostenibili per il Ministero dei Beni Culturali, nonostante Urbani avesse fatto del tutto per mantenere intatta un'istituzione capitolina.
Immediati i commenti del mondo culturale, accademico, politico, tra le file dei Verdi, dei Ds, della Cgil alla notizia della sostituzione di poltrone negli uffici di Palazzo Massimo: «Esprimo grande stupore e rammarico», ha detto il sindaco Walter Veltroni. Dall'altro lato ci ha pensato Giovanna Melandri - ex ministro dei beni culturali - a rincarare la dose: «II pastìccio normativo e amministrativo che ha portato il ministro Urbani a sostituire il professor La Regina pochi giorni dopo la sua riconferma da parte dello stesso ministro - ha detto la Melandri - dimostra ancora
una volta la sconcertante superficialità con cui sono gestiti oggi in Italia i beni culturali». Ora si attendono i commenti anche di tutte quelle forze politiche che, in un modo o nell'altro, vennero a contatto con Adria-
no La Regina: anche quelli di ex sindaci, come Francesco Rutelli.
A chi d'ora in poi verrà affidata la cura di monumenti quali l'anfiteatro flavio e il foro romano? Classe 1949, milanese e allievo del professor Piero Orlandini, Angelo Bottini è stato soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata dal 1976 al 1996 e ispettore centrale tra il 1996 e il 1997 della Toscana: «Sono entusiasta di questo incarico. Seguirò la linea di tendenza già tracciata dalla soprintendenza per i beni archeologici, nel segno della tutela e della valorizzazione del sistema museale romano, cercando di contemperare le esigenze di sviluppo e trasformazione della città, come finora ho fatto in Toscana», ha detto il neoeletto. Indubbiamente il sovrintendente Adriano La Regina - per il quale già si pensa ad una collaborazione - ha lasciato in sospeso monumenti e capitoli fondamentali dell'archeologia della città eterna: due fra tutti il restauro del Colosseo e il progetto firmato Meier dell'Ara Pacis, «pietra dello scandalo» sia per il professor La Regina che per la sovrintendenza archeologica, protagonista come è stato di accese discussioni: dall'idea di un sottopasso in piazza Augusto Imperatore alla rivisitazione dell'intero disegno.



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