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Firenze. «Fortezza: la città decida, i privati aspettino»
l'Unità, 16 gennaio 2005

In questi anni il rapporto con la Regione è stato molto chiaro e si sono fatti dei passi in avanti anche rispetto alle scelte e gli investimenti da fare, che la Regione ha fatto, e sta facendo su Firenze, come per esempio sul polo fieristico espositivo. Più che chiedere una cosa specifica a Martini per Firenze, propongo questi due grandi assi fondamentali, di una campagna elettorale forte del centrosinistra: coesione sociale, innovazione e sviluppo. E l'altro è il tema, non genericamente definito delle infrastrutture, ma particolarmente definito delle infrastrutture da realizzare, del potenziamento del trasporto pubblico per una nuova qualità della vita, dell'aria e dell'ambiente in cui viviamo.

Passiamo all'attualità di Firenze. Davanti ad una campagna particolarmente visibile e battente sul cantiere del parcheggio alla Fortezza da Basso lei ha fermato i lavori. Perché?
Intanto devo dire una cosa preliminare. Questo dibattito si è aperto in modo molto confuso, parziale. Ho avvertito l'esigenza di fare un percorso di chiarezza. Quando ho proposto la consultazione in consiglio comunale non avevo in mente un'idea puramente e semplicemente referendaria, ne tanto meno una sorta di scarica barile sull'opinione pubblica cittadina. Il fatto molto importante, che nessuno finora ha messo sufficientemente in evidenza, è che fare una
consultazione significa organizzare una campagna dì informazione e di dibattito pubblico, significa cioè riportare i temi in modo chiaro, ordinato e anche trasparente. Il problema è che ci troviamo di fronte alla sovrapposizione e al mischiarsi di più livelli di dibattito. Allora, intanto bisogna stabilire alcune premesse.
La prima è domandarsi: è giusto o no fare un parcheggio di servizio alla Fortezza da Basso?
Dare risposta a questa domanda significa togliere dal piano della discussione un tema e un argomento che invece molti vogliono riproporre. Mi dispiace, ecco un esempio concreto di quanto dico, che purtroppo con la consigliera De Zordo si stanno facendo dei passi indietro e non dei passi in avanti. Se utilizziamo e sfruttiamo il dibattito sul parcheggio alla Fortezza per rimettere in discussione la scelta che il polo Fieristico espositivo congressuale di Firenze sia lì, non va bene. Allora di cosa stiamo parlando? Che bisogna fare un pareggio nel piazzale Caduti dei Lager, secondo alcuni fatto male, o stiamo parlando del fatto che è sbagliato farlo? Intanto voglio fare chiarezza su questo punto: gli elettori una scelta l'hanno già fatta perché lei mio programmi c'era scritto che bisognava realizzarlo. Vorrei fare un sondaggio per vedere quanti sono i fiorentini appassionati a questo tema, rispetto a tanti altri problemi che sono naggiori. E quanti sono i fiorentini informati nel modo giusto sull'argomento.
Una mossa per fare chiarezza, ma come?
Cominciamo a togliere di mezzo alcune questioni che non ci sono, e sulle quali ci deve essere
chiarezza. Anche perché quelli che oggi dicono di no, il parcheggio non deve essere alla Fortezza da Basso, allora mi devono dire che cosa dobbiamo fare? Perché sono gli stessi che sostengono che non ci deve più essere sviluppo della città a Nord-Ovest. Ricordiamoci bene: la scelta della Fortezza discende dalla svolta della fine degli anni Ottanta che blocca lo sviluppo della città a Nord-Ovest nell'area Fiat-Fondiaria. E a me va benissimo, intendiamoci. Ma allora dove si va?
Non penso che qui ci sia qualcuno che vuoi dire: ce ne freghiamo di avere un polo fieristico congressuale a Firenze, perché se fosse così non ci discuterei nemmeno. Se siamo a questo punto è perché ci sono state due giunte: quella Morales e quella Primicerio, che hanno fatto questa scelta.
La giunta Primicerio decise addirittura l'ubicazione della nuova stazione dell'Alta Velociti perché contigua al polo fieristico congressuale. Io in quel periodo dal '94 al '% facevo il parlamentare e il dirigente nazionale dei Ds e quindi ero un po' lontano. Ma, quelli che in quegli anni erano qui scoprono adesso come stanno le cose? È ridicolo tornare ancora una volta su queste questioni.

Ma ci siamo tornati. Sì, ed è doloroso vedere che purtroppo ci si ritorna molto spesso nella cosiddetta sinistra critica senza avanzare - e vedete che torna il tema della cultura politica di governo - una proposta credibile. Seconda questione, su cui vorrei fare chiarezza subito: questo non è un intervento dell'amministrazione comunale, ho letto sulla Nazione una lettera pubblicata con grande evidenza dal titolo: «Sperpero di denaro pubblico». Ma questo è un intervento di finanza di progetto. Bisognerebbe che uno pubblicasse questa lettera e poi sotto scrivesse: Cara signora, guardi che questi non sono soldi pubblici, sono soldi privati. Come dire che bisogna mettersi d'accordo anche qui. Va bene o non va bene la finanza di progetto? Così come tolgo dal dibattito la questione di dove sta il polo espositivo, voglio togliere anche quella che riguarda la finanza di progetto. La finanza di progetto deve andare bene per forza: c'è una legge dello Stato, la legge 109/94 nota come Merloni 37-bis e seguenti che la regola. Allora se voi mi volete dire che il comune di Firenze ha fatto .Ielle illegittimità nel procedimento amministrativo - ma tuttora non è dimostrato : dubito che sia dimostrabile - è un tonto. Se voi mi dite invece che il Comune di Firenze sbaglia a fare ricorso alla finanza li progetto, dovete dire allora che c'è una legge dello Stato sbagliata. Non me la sono inventata io la finanza di progetto. In una situazione di carenza di fondi ho semplicemente fatto la scelta, a fronte di soggetti privati che mi avevano detto di voler investire, di usare quello strumento perché sapevo di non avere i soldi per poter fare quell'intervento. È esattamente il contrario di quello che si sta dicendo, l'esatto rovesciamento della realtà delle cose.

E allora quale è il punto?
Si potrebbe dire: va bene fare il parcheggio lì, va bene fare la finanza di progetto, ma caro sindaco dovevi stare più attento. E io risponderei: dovevo stare più attento io o anche altri? C'è un soggetto molto preciso che ha il compito di fare la tutela, si chiama sovrintendenza. Non uno, ma tre sovrintendenti, che si sono succeduti non hanno mai detto: "Azzeriamo tutto". Mai. Per cui intanto voglio considerare questo livello di responsabilità, e poi voglio anche fare una domanda: chi è che conosce il progetto definitivo di sistemazione del parcheggio, non solo nella sua parte volumetrica quantitativa, ma anche qualitativa ed esterna? E la risposta può essere solo una: nessuno.
Perché questo progetto sarà esaminato il 25 gennaio dalla giunta comunale. Quindi si è fatto fino a ora un dibattito su un progetto come se ci fosse, quando invece quello definitivo non c'è. Ci sono ancora dei passaggi da fare: giunta, maggioranza, comitato tecnico di settore dei Beni culturali e l'eventuale consultazione. Cerchiamo di avere prima tutti gli elementi a disposizione e poi valutiamo.

Ma c'era bisogno di bloccare i lavori? Non si potevano dire tutte queste cose senza arrivare a questa drammatizzazione?
Certo, lo potevo fare benissimo. E evidente però che in questa mia decisione c'è anche un messaggio politico chiaro. Siccome questa polemica strumentale e profondamente sbagliata - oltre che sgradevole, dal punto di vista morale, sul presunto rapporto con i poteri forti e la subalternità che avremmo ai poteri forti - è andata avanti per troppo tempo, qui si da una pura e semplice dimostrazione che nessuno è subalterno a nessuno, lo sono il sindaco. So che questo progetto è già stato cambiato. Partivo dal presupposto che quel cambiamento bastasse, ma vedo che la polemica continua. Io non ho detto: avete ragione. Né ho detto andiamo avanti fregandocene. Ho detto: fermi, fermiamoci un momento, cerchiamo di capire, cerchiamo di avere tutti gli elementi. Non capisco perché si crei questa grande ansia e angoscia se il sindaco sospende i lavori. Perché non fu lo stesso quando li sospese Li sovrintendente Grifoni? Se può sospendere i lavori per due mesi la sovrintendente, il sindaco li potrà sospendere per almeno altrettanto, o no? O il sindaco è da meno? Per cui il punto è molto semplice come ho spiegato l'altro giorno alle categorie economiche nella sede dell'associazione industriali: non è operando una sorta di schiacciamento delle posizioni delle istituzioni su quelle dei soggetti economici che operano e investono per modernizzazione, che otteniamo il risultato migliore Lo otteniamo conseguendo lo stesso obiettivo strategico e tenendo ben distinti i nostri ruoli. Io al popolo dei fax e delle lettere ci credo fino a un certo punto. Ci sono 37Omila abitanti in questa città, e 300 fax non è che fanno l'opinione di Firenze andremo a vedere, come quando si gioca a carte.
È possibile indicare un tempo di sospensione dei lavori?
Io vedo tre passaggi fondamentali: la discussione in giunta (ho già previsto una riunione della maggioranza consiliare sul progetto definitivo). Secondo passaggio: si deve esprimere il comitato tecnico di settore dei Beni culturali. Terzo, potrebbe esserci una consultazione. Devo tenere conto di tutto questo. Quando riprendono i lavori non lo so.

Ma i privati che hanno investito nel project avranno la pazienza di aspettare?
Possono sempre denunciare il contrattare una causa in Tribunale e citare per danni il Comune. Io al posto loro non lo farei. Non vedo quale sia l'utilità. Il giorno che succedesse questo io i lavori li blocco per sempre. Il giorno invece che chiedessero i danni allora chiamo la sovrintendenza, i vigili del fuoco, il genio civile, tutti. Un bel "processone" a tutti quelli che hanno messo la loro firma sotto il parere positivo, al primo progetto, quello non ancora modificato alla conferenza lei servizi.
Insomma, se io fossi in loro starei calmo e tranquillo. La cosa che trovo veramente sorprendente in tutta questa vicenda è che tutti quelli che hanno parlato di democrazia partecipativa, di apporto con i cittadini, nel momento in cui propongo una consultazione dicono che non va bene. Ecco questo qualcuno me lo deve spiegare. In questa città i Comitati dei cittadini hanno molto spazio ma bisogna anche ricordarsi che alle elezioni hanno preso l'1,49 %. Quindi può darsi che il rapporto con le consultazioni per qualcuno sia preoccupante... Ma io ho detto: consiglio comunale, siccome tu sei assemblea che rappresenta questa città, utilizzando gli strumenti che offre lo Statuto hai le opportunità, attraverso lo strumento della consultazione, di assumere maggiori informazioni su quello che è l’orientamento della gente, cosi tu consiglio comunale potrai decidere con maggior consapevolezza.

Da un argomento ad un altro. Ci può chiarire la vicenda della Loggia di Isozaki? Quali sono le novità emerse dopo l'incontro in settimana con il ministro Urbani?

Prima di fare alcune considerazior faccio una premessa: è evidente che il Ministero sta cercando una strada per venir fuori da questa situazione in cui si è messo. Nel frattempo non è che siano cambiate le posizioni: non è che Urbani si sia convertito alla Loggia, e io mi sono convertito a non farla. Se si doveva discutere e questo era inutile andare a Roma e fare la riunione. Però si sono fatti dei passi i avanti: il primo è che il Ministero dice che ci sono reperti archeologicamente molto interessanti nell'area degli Uffìzi, tanto da ipotizzare un altro progetto che tenga conto della valorizzazione di questo patrimonio nel quadro della realizzazione de «Nuovi Uffizi».
Attenzione, è qualcosa ci diverso rispetto a prima e lo stesso Urbani ci ha detto: non è che la Loggia non mi piace, c'è un quadro nuovo. È un'impostazione diversa del problema. Un altro passo in avanti è che Urbani si è impegnato ad andare a parlare con Isozaki. Ne prendo atto e andiamo a vedere insieme cosa dirà Isozaki.

In quella riunione si è parlato anche dell'ipotesi di una Fondazione per la gestione degli Uffizi, con l'ingresso di privati, vero?
Sì, e per la prima volta anche il Ministro si è detto interessato all'ipotesi di una Fondazione pubblico - privata. Questa è una cosa che io sostengo da tempo.
E ricordo che fui anche sbeffeggiato dai locali sovrintendenti; invece adesso Paolucci ha detto che è una cosa interessante. Fra l'altro devo ricordare che avevamo concordato con il senatore Stefano Passigli di presentare un progetto di legge parlamentare da depositare in Senato, cosa che poi lui ha fatto. La cosa mi sembra molto interessante.

Oltre alla Fondazione per gli Uffìzi, si sta discutendo anche di una Fondazione per la cultura a Firenze. A che punto siamo?
Partiamo dal rilancio e riorganizzazione di Firenze Mostre per creare una base su cui possa essere successivamente edificata la Fondazione per gli eventi culturali. Mi sembra una linea di dialogo soddisfacente venuta fuori dal seminario di dicembre alla Camera di Commercio. Vediamo se tutti quanti sono d'accordo. Per ora mi sembra che il presidente della Camera di Commercio Luca Mantellassi, che fu il primo ad avere l'idea di una Fondazione per la cultura, la condivida.

Altro tema caldo è la questione del trasporto pubblico.
Dovendo indicare i punti qualificanti del suo mandato, quali saranno le priorità?
La risposta è scontata: l'intervento più significativo è la tranvia. Per alcuni motivi: è l'unico intervento di cui noi al momento abbiamo la certezza che potrà concludersi entro il mandato amministrativo, nel senso che entro il 2008 potrebbe essere funzionante. E poi perché può rappresentare concretamente l'innovazione più significativa per la città. Poi è chiaro che la tranvia si dovrà collegare ad altro, in primo luogo al passaggio sotterraneo dell'Alta Velocità che libererà alcuni biliari ferroviari in superficie, i quali serviranno al trasporto metropolitano. Questo però non prima del 2010. E qui sarà fondamentale il ruolo della Regione.

Servono delle risorse?
Si, ma non solo. Esiste un piano molto preciso che l'assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Conti ha presentato'. Il quadro molto più complesso che prevede molti investimenti anche sui mezzi. Perché se ci sono i binari ma sopra non si mettono i treni, siamo al punto di prima.

L'ultimo argomento riguarda i rifiuti. È sempre dell'idea che bisogna fare il termovalorizzatore?

Incominciamo con il dire che sul piano della raccolta differenziata noi siamo molto più avanti di altre città. Non è che si comincia ora insomma. Per quanto riguarda la carta, per esempio, siamo la prima delle grandi città italiane come raccolta differenziata. Poi siamo ad un livello buono, anche se non del tutto soddisfacente, per quello che vorremmo fare, cioè per la raccolta differenziata di altri materiali. E stiamo andando avanti. Di recente come presidente dell'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) ho sottoscritto un accordo con il Consorzio nazionale degli imballatori per intensificare questa attività. Però ci sono due questioni da considerare. La prima è quella dei tempi: la curva discendente per arrivare all'opzione «rifiuti zero» incrocia molto prima il punto «emergenza rifiuti».
Quindi non posso dare una risposta che tra quattro anni fa trovare la nostra città con i rifiuti fino al collo. L'altro problema è che se io accettassi questa logica vorrebbe dire che non darei una risposta ad un problema reale. Questa risposta si da so lo con un nuovo termovalorizzatore. Altrimenti dovrei affrontare dei costi esorbitanti, che già ora sono altissimi perché non abbiamo impianti di trattamento dei rifiuti, e dobbiamo esportarli altrove. F qui viene il problema delle risorse.
Cioè?
Potrei fare molto di più se avessi il contributo di scopo. Lo potrei utilizzare quasi completamente per il bilancio del Quadrifoglio (società di raccolta dei rifiuti partecipata dal Comune, udì ) liberando cosi risorse per potere lare altre cose, liceo perché non vedo come si possa fare a meno della realizza/io ne del termovalorizzatore. La questione è tutta qui. Ma a Firenze c'è chi si occupa di un'altra città possibile e chi quotidiana mente fa i conti e cerca di migliorare quel la che esiste concretamente.



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