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Roma. Beni archeologici. Nuovo Sovrintendente
Paolo Brogi
Corriere della Sera, 15 gennaio 2005

Conferenza stampa dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. La sede è prestigiosa, Villa Giulia. A fianco del generale Ugo Zottin che illustra un anno di successi sul campo e del colonnello Ferdinando Musella, c'è la direttrice dell'Archeologia del ministero dei Beni culturali, Anna Maria Reggiani. Nell'aria un fantasma, scomodo: il «professore» Adriano La Regina, lo storico sovrintendente archeologico di Roma, prorogato a luglio per altri tre anni con apposita leggina e poi liquidato alla vigilia di San Silvestre perché la leggina non era provvista di copertura finanziaria. Un pessimo papocchio.
Squilla un telefonino. Dal ministero qualcuno informa che il sovrintendente archeologico di Firenze è al Collegio Romano e che accetta la nomina a sovrintendente archeologico di Roma. In effetti Angelo Bottini ha lasciato in tutta fretta la sede di via della Pergola a Firenze e si è precipitato a Roma. Lo ha convocato il capo dipartimento Roberto Cecchi. A Firenze dicono: «Bottini, che tra l'altro aveva firmato da poco per il suo incarico in Toscana non è partito entusiasta...». Bottini si presenta al ministero, il ministro dei Beni culturali Urbani ha sperato fino all'ultimo di trovare una soluzione per non perdere l'esperienza di La Regina. Passano le ore, ma poi alla fine questa soluzione non c'è. E resta Bottini, che alle 19 apprende di essere diventato il successore dello storico sovrintendente. Il ministro firma il decreto e Bottini risale in auto per Firenze. Deve trovare il modo di trasferire moglie e figlia a Roma, optare poi, nell'ufficio di via della Pergola, per una reggenza in attesa della scelta del suo successore.

«Questa nomina è per me un grande onore e una grande opportunità - commenta al telefono il neo-sovrintendente -. Certo, non è facile subentrare a uno come La Regina. Mi rendo conto che Roma comporta un legame col territorio molto forte ed esteso. La cosa più ragionevole che posso fare è prendere coscienza dei problemi e cercare di affrontarli con l'aiuto dei funzionali. Comincerò col fare una ricognizione. Conto sull'aiuto del ministero».
Bottini, 55 anni, laureato in archeologia a Mila-, no, è entrato al ministero con un concorso nel 1977, in cui arrivò primo. Da allora è stato in Basilicata, dove è stato anche sovrintendente, ispettore generale del ministero e negli ultimi anni sovrintendente a Firenze. Ha curato scavi a Venosa e in altri siti lucani, ha scoperto da poco una rara «autostrada» etrusca in Lucchesia, ha valorizzato le navi romane di Pisa. Ed è stato in qualche caso anche lui un po' «signor no», come quando ha suggerito al ministro di dire no alla nuova pensilina degli Uffizi ideata da Isozaki. Molti i problemi che dovrà affrontare. Uno tra tutti: il Palatino. «Sì, me l'hanno detto che c'è urgenza. E che ci sono caverne scoperte da poco nel colle più antico della città. Cercherò di accelerare gli interventi», promette. Per Roma inizia una nuova stagione. In sovrintendenza sono tante le facce deluse. Non tanto per Bottini, ma per come è stato trattato il «professore». Anche il sindaco Veltroni esprime «grande stupore e grande rammarico per la scelta di non confermare Adriano La Regina nonostante gli impegni assunti». L'ex ministro Giovanna Melandri: «Sconcertante superficialità».


La vicenda
•LA REGINA
-Per trent'anni è stato il sovrintendente archeologico di Roma, l'area archeologica più importante ed estesa che ci sia al mondo. Nel corso della sua lunga carriera Adriano La Regina si è distinto per il suo spirito di ferma tutela dei beni archeologici, tanto da meritarsi il nomignolo di «signorno», operando in una cornice che lo ha visto confrontarsi, nel tempo, con otto sindaci diversi.
•MERITI
Tra i meriti della sua reggenza vanno annoverati l'avvio di un intenso scambio tra università e il ministero dei beni culturali, la scelta coraggiosa di cantierizzare in contemporanea tutti i principali monumenti in pietra della città per realizzare una nuova frontiera del restauro sul fronte antismog e le numerose acquisizioni d'immobili, che hanno consentito di arricchire di nuove sedi il Museo nazionale romano.
• CARRIERA
Entrato in età pensionabile, Adriano La Regina è diventato un problema burocratico e amministrativo Per consentirgli di restare al suo posto è stata fatta nel luglio scorso una leggina che consentiva di prorogare per tre anni il suo incarico. A fine dicembre si è scoperto che era priva di copertura finanziaria. Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani aveva dichiarato nei giorni scorsi che si sarebbe cercata una soluzione. Dal 29 dicembre del 2004 Adriano La Regina si era messo (cosa per lui del tutto inusuale) in ferie.



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