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Scempio alla Fortezza medicea. I fiorentini bloccano il mostro
Marcello Mancini
Nazione Carlino Giorno, 13/01/2005

Le tappe
GIUGNO 2000 Viene proposto il parcheggio nell'area della Fortezza da Basso.
OTTOBRE 2000 Prima delibera di approvazione della giunta comunale di Firenze.
NOVEMBRE 2001 La Conferenza dei servizi registra alcune prescrizioni del soprintendente Augusto Lolli Ghetti: non stravolgere la sistemazione ottocentesca dell'area.
APRILE 2002 Via libera del nuovo soprintendente Valentino.
21 APRILE 2004 La Procura apre un fascicolo, si moltiplicano le proteste di cittadini e politici.
26 APRILE 2004 La soprintendente ai beni artistici e architettonici Grifoni blocca i lavori.
28 GIUGNO 2004 Concordate alcune modifiche i lavori riprendono. Ma le proteste continuano.
30 DICEMBRE 2004 Due assessori di Palazzo Vecchio ammettono: Si poteva fare meglio......
3 GENNAIO 2005 Il sindaco (nella foto) sospende i lavori e poi propone una consultazione popolare.


FIRENZE Il mostro ha due teste di cemento: una sottoterra; l'altra sopra e vicina, troppo vicina, ai bastioni della Fortezza da Basso. Doveva essere un parcheggio, probabilmente lo sar ma non con quelle dimensioni, cos grandi e alte che impediscono di vedere le mura fatte costruire nel 1534 da Alessandro de Medici sul progetto di Antonio Sangallo il giovane. Tanti posti e tanto bisogno perch questo uno spazio che Firenze utilizza per ospitare le esposizioni, le grandi mostre - da ieri e fino a domenica c' Pitti Uomo -e in queste occasioni non si
sa mai dove mettere l'auto. I fiorentini si sono visti crescere accanto il mostro, lo scempio, l'obbrobrio. E a dir la verit non solo loro, perch per un misterioso pasticcio burocratico anche chi ha frettolosamente concesso le autorizzazioni - soprintendenza in prima fila - poi si accorto che forse c'era stata un'esagerazione. Infatti il sindaco Leonardo Domenici ha bloccato il cantiere con un'ordinanza e chieder al consiglio comunale di poter interrogare la gente attraverso un sondaggio e capire se continuare cos o rimangiarsi il cemento, almeno quello che esplode sopra il livello della strada e oscura un lato della Fortezza. I fiorentini si sono fatti sentire. Un rinascimento o forse - meglio - un risorgimento, per la forza con la quale sono saliti sulle barricate e per le radici storiche del giornale, La Nazione, che ha denunciato lo scempio e dato voce a centinaia di messaggi indignati che hanno convinto Palazzo Vecchio a fermarsi. La decisione, seppure tardiva (il caso era saltato fuori ad aprile, poco prima delle elezioni amministrative: qualche aggiustamento e poi i lavori erano andati avanti), stata coraggiosa perch il parcheggio della Fortezza da Basso ha coinvolto investimenti per oltre 15 milioni di euro e fa parte di un sistema cosiddetto project financing, attraverso il quale il Comune sta realizzando aree di sosta sotterranea in tutta la citt affidandosi all'iniziativa privata, con un impegno finanziario complessivo di oltre 56 milioni. Se loperazione Fortezza si blocca, rischia di essere ridiscusso l'intero accordo con le imprese private. Perci tutte le categorie economiche che hanno aderito al progetto (tutte esclusa la Confcommercio) si sono mobilitate per impedire il dietrofront. L'Associazione Industriali ha concesso un mese di tempo per verificare le correzioni necessarie e ha sibilato critiche - non gradite - al centrodestra, accusato di ostacolare il parcheggio senza capire il progetto di sviluppo della citt.
La citt si risvegliata nel dibattito, nelle discussioni e perfino nelle liti perch qui c' il pericolo che venga strappata una cartolina di Firenze. Non si ricorda una mobilitazione del genere se non per il pallone e per le disavventure della Fiorentina di Cecchi Gori.
Nel variegato caso Fortezza l'imbarazzo un ingrediente principale. Il pasticcio ha fatto venire il mal di pancia al centrodestra, che nella scorsa primavera ha scelto come candidato sindaco da contrapporre a Domenici proprio Domenico Valentino, il soprintendente che ha firmato l'autorizzazione; ha fatto arrossire la soprintendenza, capace di far modificare il tracciato dell'Alta velocit per salvare una palazzina di scarso valore storico ma poi si lascia passare sotto il naso un tale scempio senza accorgersene. L'ex ministro dei Beni culturali Antonio Paolucci oggi non trova mezze misure: Non esiste una soluzione alternativa, nessuna barriera pu essere tollerata davanti
alle mura della Fortezza da Basso. Per la soprintendenza un errore imbarazzante ma bisogna demolire tutto. Ieri il ministro Giuliano Urbani, che ha affidato a un comitato di saggi l'esame della questione, ha diplomaticamente auspicato un compromesso. Pu essere l'abbattimento di un piano del parcheggio: sar sufficiente? Qualunque sia la soluzione, qui tutti si chiedono come sia accaduto. Che in una citt come Firenze controllata mattone per mattone, metro per metro, qui dove da anni si discute inutilmente su un disegno per la nuova uscita dei Nuovi Uffzi che ancora non ci sono, sia potuta crescere in un batter d'occhio una cattedrale di cemento in mezzo alla gente. Pi che uno scandalo un mistero fiorentino.


In difesa del gioiello di Sangallo era sceso in campo anche Sgarbi
FIRENZE Molte le voci d esperti che si sono levate a difesa delle mura cinquecentesche di Antonio da Sangallo il giovane, data di costruzione 1534, primo esempio di architettura fortificata italiana contro le armi da scoppio, che in tutta Europa poi stato copiato. Il primo, Vittorio Sgarbi, che gi nell'aprile-maggio scorso a sostegno della campagna elettorale di uno dei dieci candidati in gara, tuonava contro lo scempio, il mostro, il disastro Fortezza, che doveva solo essere abbattuto per restituire all'edificio cinquecentesco quella prospettiva di forme e proporzioni che la Legge di tutela gli garantiva. Ma in campo sceso anche l'architetto Francesco Gurrieri, autore di numerose e autorevoli pubblicazioni sulla valorizzazione dell'antica Fortezza di San Giovanni: Non stato valutato il 'bene culturale' che interessava l'intera area e non solo l'interno del monumento e non occorreva essere degli specialisti... Per se si disposti ad ammettere l'errore... si pu ancora riparare. Solo perseverare, come noto, diabolico.



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