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PALERMO - La Sinfonica rischia lo scioglimento- La perizia del Tribunale sui beni della fondazione: "II Politeama non può essere inserito tra i cespiti a disposizione" - Patrimonio insufficiente, i revisori chiedono provvedimenti urgenti
Laura Nobile
La Repubblica, ed. Palermo 13/01/2005







UN PASSIVO di quasi 10 milioni di euro, e la cattiva notizia di non poter contare sul teatro Politeama come parte integrante del patrimonio. L'ultimo atto della crisi dell'Orchestra Sinfonica siciliana l'ha messo, nero su bianco, il perito nominato dal Tribunale che alla fine di dicembre ha stilato la relazione di stima del patrimonio della Fondazione. Il documento ha quantificato un passivo di 5 milioni e 300 mila euro alla fine del 2003: cifra alla quale va ora aggiunto il debito pregresso e quello successivamente accumulato dalla fondazione fino alla fine del 2004, con gli artisti non pagati, ma anche fornitori, case editrici e agenzie di pubblicità. La novità però, è che «l'utilizzo gratuito del teatro Politeama, concesso dal Comune fino al 2014 con un protocollo d'intesa, non potrà essere quantificato in termini economici ai fini della stima del patrimonio»: troppo breve la durata del comodato d'uso e troppo onerosi i costi, interamente a carico della Fondazione, per la gestione e la manutenzione del teatro. La conseguenza è che il collegio dei revisori dei conti, dopo aver letto la relazione, ha chiesto al presidente della Fondazione, l'assessore Fabio Granata la convocazione urgente del consiglio di amministrazione «per assumere i provvedimenti di rispettiva competenza, in caso di insufficienza o mancanza di patrimonio»: il che, a rigore di codice civile, significa la reintegrazione immediata del patrimonio da parte dei soci o lo scioglimento dell'Orchestra.
Il sovrintendente dell'Orchestra, l'avvocato Filippo Bucalo, però, è convinto che non si arriverà a tanto. È preoccupato («La situazione finanziaria è drammatica — ammette — e il ricorso per il sequestro è l'ennesimo attacco alla fondazione») ma non ha alcuna intenzione di dimettersi, «perché intendo onorare il mio impegno fino alla scadenza naturale, nell'interesse di questa storica istituzione, e fino a quando il Cda mi confermerà la fiducia». Alle critiche del direttore artistico Alberto Veronesi e della Cisl, che nei giorni scorsi l'avevano indicato come la causa principale della crisi amministrativa della Sinfonica, [mentre Cgil e Uil si erano dissociate) , Bucalo risponde indicando altre responsabilità dl deficit e un piano di rilancio salva-orchestra.
«Ha già l'avallo del Cda e dovrebbe portare, nel2005, a un attivo in bilancio di 250 mila euro — dice Bucalo—Lo sottoporremo ai sindacati in sede di bilancio di previsione». Quello che Bucalo chiama il «percorso di razionaliz-zazione delle spese» servirà a «garantire gli stipendi dei dipendenti ma porterà anche al taglio di privilegi, spese per prestazioni straordinarie, premi di produzione ingiustificati. Mentre Veronesi, che mette su cartelloni con organici numerosissimi e solisti da 35 mila euro, dovrà rendersi conto che adesso bisogna stringere la cinghia». E i debiti accumulati con gli artisti? «Li estingueremo — continua il sovrintendente—dal 1 gennaio la Banca Antonveneta ha assunto il servizio di cassa e per legge dovrà anticipare le somme che la Fondazione destinerà al pagamento dei cachet. E abbiamo già avviato i contatti con l'assessore al Bilancio per accedere al mutuo della Regione: quello, da solo, coprirebbe il debito accumulato fino al 2003. La banca individuata è la Opi, la stessa che curerà il mutuo del teatro Massimo». In arrivo, poi, in base a una legge della Regione, c'è un immobile da2 milioni di euro: non è ancora ufficiale ma pare che il bene individuato sia la seicentesca villa Raffo, in fondo a viale Strasburgo. L'indirizzo, poi, è quello di stabilizzare tutti i precari del comparto artistico, «perché finora sono stati lavoratori ricattati e perché il costo degli scritturati, ogni anno, è pari alla cifra del buco in bilancio di un anno, 1 milione e 500 mila euro: ripristinare la legalità ci consentirà anche di andare inpareggio colbi-lancio». E sul contributo ministeriale del Fus, andato perduto perché la richiesta non era stata presentata in tempo, Bucalo dice invece che «mancava solo un modulo. L'abbiamo inviato e una parte dei soldi sono già arrivati, 500 mila euro su un totale di 1 milione e 300 mila euro».
«Mai guai sono cominciati con la trasformazione dell'ente sinfonico in fondazione e con il primo anno della gestione del commissario governativo Angileri — accusa Bucalo — quest'Orchestra è passata da un utile di 500 milioni di vecchie lire dell'esercizio del 2001 a un passivo di oltre 5 milioni di euro nel2002». Bucalo s'insedia a novembre 2003 e alla fine di quell'anno il passivo scende a un milione e mezzo di euro, la stessa cifra risulta dall'esercizio del 2004. «È un'inversione di tendenza non da poco — prosegue l'avvocato Bucalo — ora vogliamo proseguire in questa direzione». Venerdì, però, in via La Farina potrebbero scattare i sigilli.



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