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L'archeologia rimane senza testa. La Regina non è più soprintendente
Giuseppe Pullara
CORRIERE DELLA SERA

Confermato da Urbani nel luglio scorso, il professore è stato rimosso da una circolare: non ci sono soldi per gli stipendi
Vacante la poltrona da cui si vigila sui Beni archeologici Le voci: solo un problema tecnico?

La Regina costretto a lasciare la Soprintendenza: mancano i soldi per «prorogarlo»
Per un problema che sembra essere di natura «tecnica» (mancanza di fondi ministeriali) l'archeologia romana da qualche giorno è senza sovrintendente, il ministro dei Beni culturali Urbani non è riuscito a evitare l'intimazione giunta dalla Funzione pubblica: non ci sono i soldi, dovete licenziare i dirigenti «prorogati» oltre i 67 anni. Tra questi, il professore Adriano La Regina, da 28 anni sentinella e guida dei beni archeologici a Roma.
Ma il ministro Mario Baccini rassicura: «La questione è grave, me ne occuperò personalmente e cercherò una soluzione con Urbani». Intanto corrono voci sul futuro del sovrintendente: sarà reintegrato o con l'occasione verrà sostituito?

Quattro giorni prima di Capodanno il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani indicava con soddisfazione la nomina di 84 «nuovi» sovrintendenti in Italia, ponendo al posto d'onore Adriano La Regina, a capo della sovrintentenza archeologica di Roma. Solo pochi giorni dopo il ministero, con una lettera-precisazione pubblicata sulla Gazzetta di Modena (e ripresa ieri dall'Unità) ha praticamente dato l'annuncio che a Roma, capitale mondiale dell'archeologia, non c'è più il sovrintendente, il problema sembra essere tecnico, anzi burocratico. Anzi, finanziario. Non ci sono i soldi per pagargli lo stipendio, per cui «salta» il trattenimento in servi-zio oltre i limiti d'età (67 anni) deciso a fine luglio scorso. Il posto di sovrintendente statale per l'archeologia resta vuoto.
In due parole, il ministero della Funzione pubblica ha preso atto che la leggina del 27 luglio (proroga del pensionamento a 70 anni per dirigenti statali) non aveva copertura finanziaria. Ed ha intimato per iscritto ai Beni culturali di revocare gli incarichi in prorogatio. E così, da un giorno all'altro, la sovrintendenza è senza titolare.
«E' un problema per cui ho una particolare attenzione - afferma Mario Baccini, neo-ministro della Funzione pubblica - poiché mi rendo conto della sua gravita. Ritengo possibile organizzare un percorso che consenta comunque di coprire questo ruolo strategico», il ministro Udc promette: «Mi attiverò col collega Urbani (FI) per trovare al più presto una soluzione a questa vicenda». Baccini esprime la sua «grande stima» per Adriano La Regina, sovrintendente a Roma da 28 anni. «Lo conoscevo da tempo, ma ho avuto modo di apprezzarne direttamente il valore quando alla Farnesina guidavo la commissione per la Cultura all'estero. Io farò la mia parte -conclude il ministro- per risolvere il problema, ma dovrà essere Urbani a decidere chi deve ricoprire l'incarico di sovrintendente». Al ministero dei Beni culturali si assicura
che c'è una «viva sensibilità» per tutta la vicenda riguardante le proroghe
degli incarichi e che si «sta valutando l'opportunità e la possibilità di ricorrere alle procedure previste dalla finanziaria per risolvere presto il problema».
Al ministero di Urbani lo spinoso tema della copertura finanziaria della proroga di molti dirigenti statali era ben noto da settimane. La Funzione pubblica «è stata tempestata di telefonate» con cui si è invitato il ministero ad affrontare adeguatemele la situazione per evitare il peggio. Che è poi inevitabilmente venuto, essendo stato semplicemente risposto che bisognava trarre le conseguenze della mancanza di quattrini. Tuttavia il comma 8 dell'articolo 1 del decreto presidenziale del 25 agosto, che regola casi specifici nelle assunzioni pubbliche, sembra consentire una via d'uscita qualora i Beni culturali ne chiedano espressamente l'applicazione al ministero di Baccini.
Anche se la notizia della revoca dal servizio di La Regina è stata tenuta per giorni al disotto della pubblica attenzione, essa ha comunque provocato un gran vocìo negli ambienti ministeriali e in quelli culturali della Capitale. Già a fine luglio 04, quando lo storico sovrintendente stava per andare in pensione, ci fu molta attesa sia per l'esito della votazione della leggina «salva-pensionandi» sia per la scelta di Urbani riguardo la conferma del 67enne professore. Ora non mancano le insinuazioni che indicano una non dichiarata volontà del ministro Urbani di cogliere un'occasione «tecnica» per nominare un nuovo sovrintendente. Replica il capo gabinetto Raffaele Squitieri: «Il valore scientifico di La Regina è riconosciuto da tutti, è fuori discussione e l'apprezzamento della professionalità del professore da parte del ministro è noto. Tuttavia bisogna tenere presente che attualmente la rinuncia a La Regina discende da una circolare della Funzione pubblica alla quale noi non possiamo certo derogare poiché ha gli effetti di una legge. Certo -continua Squitieri- se ne venisse fornita un'interpretazione "attenuata" si potrebbe creare una situazione diversa. Sta alla Funzione pubblica fare un passo in questo senso».
A conclusione di queste spiegazioni, il capo gabinetto di Urbani fa notare che un cambiamento delle condizioni giuridiche «avrebbe conseguenze per tutti coloro il cui pensionamento arriverebbe ai 70 anni, tra i quali non tutti hanno i livelli di eccellenza di La Regina. In tal modo verrebbe tamponato il ricambio generazionale a favore di dirigenti giovani. E' una cosa su cui si deve riflettere. Per il professore -conclude Squitieri- si potrebbe comunque invocare l'"eccezionalità" del caso, non rinunciando alla sua competenza». Lui, Adriano, colto in ferie da questo ambaradam, conserva una calma olimpica. Lo ha imparato studiando le statue degli dei.



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