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Mattia Preti ancora in mostra a Palazzo degli Alessandri a Viterbo
07/01/2005 01:32 Ansa Lazio


ROMA - Per tutto il mese di gennaio a Viterbo e' ancora la grande arte a farla da padrona con la mostra delle opere Mattia Preti, l'ultimo dei caravaggeschi, e del fratello Gregorio, allestita a Palazzo degli Alessandri, l'edificio piu' rappresentativo del quartiere medievale della Citta' dei Papi, che ha riaperto i battenti dopo lunghi anni di chiusura per restauro.
Un complesso monumentale, quello degli Alessandri, che negli anni Settanta, sotto la direzione artistica del maestro Alessio Paternesi, ospito' le opere di alcuni dei massimi artisti del Novecento: Sebastian Matta, Marino Marini, Mario Ceroli e molti altri. L'esposizione, inaugurata il 16 dicembre, dal presidente della Repubblica di Malta, Edward Fenech-Adami e dal presidente della Provincia di Viterbo, Giulio Marini, sara' aperta al pubblico fino al 30 gennaio 2005. Nata dalla collaborazione tra l'assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo e il governo di Malta, le due localita' in cui sono conservate numerose opere dei due artisti, la mostra, intitolata 'Il Taglio della Luce -
Il chiaroscuro nella pittura di Mattia e Gregorio Preti', ha ottenuto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana. L'esposizione, curata da John T. Spike, allestita in sequenza cronologica, ripercorre sessanta anni d'attivita' dei due pittori, dal 1640 fino all'ultimo decennio VII secolo, e consente il confronto tra 'il taglio della luce' inserito in un San Girolamo d'epoca giovanile, ancora strettamente caravaggesco, e l'atteggiamento della luce in opere mature e inconfondibilmente pretiane, come l'ascetico Sant'Ambrogio (proveniente da una collezione privata) e il mistico San Pietro che benedice, proveniente dal Museo Wignacourt di Rabat, a Malta. La mostra di Viterbo rappresenta un'occasione forse irripetibile per ammirare 25 dipinti, divisi tra Mattia e il fratello, il meno noto Gregorio (1603-1672), tra cui numerose opere mai esposte prima.

Di Mattia Preti spiccano la fastosa Adorazione dei Magi, appartenente a una collezione privata napoletana, e la Visita di San Antonio Abate a San Paolo Eremita, della collezione Koelliker di Milano, entrambi di recente scoperta. Dalla stessa collezione milanese proviene l'Alessandro Magno che uccide Cleito, restaurato in occasione della mostra. Ma il vero 'simbolo' dell'evento e' lo stendardo bifacciale di San Martino e il povero, proveniente dalla Abbazia di San Martino al Cimino, commissionato nel 1649 a Mattia Preti da donna Olimpia Maidalchini, la cognata di papa Innocenzo X. Altri dipinti d'estrema importanza artistica sono: il Battesimo di Cristo e L'Incredulita' di S. Tommaso, appartenenti alla Galleria Nazionale de La Valletta; tre dipinti di Mattia Preti prestati per l occasione dal Museo del Collegio Wignacourt di Rabat e altrettanti dall'Heritage Malta. Il catalogo, curato dallo stesso John T. Spike, interamente illustrato a colori, oltre alle schede tecniche delle opere, contiene anche un contributo del curatore del Museo Wignacourt, monsignor John Azzopardi, ed e' completato da un'appendice analitica sulla tecnica pretiana del chiaroscuro del restauratore designato della mostra, Giorgio Capriotti, e da un'analisi di Andrea Alessi.






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