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Massafra. Scavi o piazza?
Corriere del giorno, Taranto, 11/1/2005

MASSAFRA - Riprenderanno oggi i lavori di scavo, diretti e supervisionati dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici, nell'area antistante il Convento e il Complesso Monumentale di Sant'Agostino. Di conseguenza, molto probabilmente, oggi riusciremo a saperne qualcosa in più sulle ipotesi del ritrovamento di una tomba a camera. Intanto, però, quello che tutti si chiedono è quale opera pubblica sarebbe stata realizzata, o sarà realizzata, ancora la sovrintendenza non si è espressa su questo punto, proprio sull'area del rinvenimento delle tombe di età magnogreca. Una curiosità nata soprattutto dalle tante polemiche sorte attorno alla scoperta, dallo "scempio" denunciato dall'incaricato della Sovrintendenza, la dottoressa Schojer, ai pareri dei vari consiglieri comunali e provinciali, che hanno definito quasi come "la scoperta dell'acqua calda" quella fatta in pieno centro storico a Massafra, affermando che in fondo, ciò che sarebbe venuto fuori, lo si sapeva da tempo. Ebbene, dovessimo ridurre a poche e semplici parole ciò per cui si stavano adoperando le pale meccaniche, diremmo, in maniera striminzita: "una piazza sopra un salone". Ma è importante in questo Caso andare a fondo, in una vicenda contorta, che ha visto il sito in questione al centro dei "sogni comunali" per parecchi anni.
In questo caso, il primo ad essere chiamato in questione, sarebbe l'ex sindaco Giuseppe Cofano, omonimo dell'attuale, eletto a sindaco nel 1994 e dimessosi nel 2000, a metà del secondo mandato. Nel suo ultimo comunicato, proprio l’attuale consigliere provinciale dice: "Esiste agli atti del Comune lo studio progettuale per realizzare la piazza nello spazio in questione. Venne realizzato dai tecnici comunali, l'architetto Rufolo e l'ingegnere Lazzaro, tenendo presente che il sito ricadeva in zona storica, circondata da strutture monumentali di grande valore architettonico". Ma di cosa parla effettivamente l'ex primo cittadino massafrese? Il progetto appena citato venne realizzato nel 1999, in pratica un anno prima che avvenissero le sue dimissioni. Un dato importante, visto che poi il progetto, in seguito all'uscita di scena di Cofano I, venne abbandonato. Nel progetto si parlava di una enorme piazza, che avrebbe dovuto unire il complesso Monumentale di Sant'Agostino con la Chiesa Madre, donando così uno sfondo meraviglioso costituito dal centro storico della città, dominato dal Castello Medievale. La piazza prevedeva delle palme, aree a parcheggio e una piccola gradinata posta in un minore spazio, per consentire l'uso della stessa piazza per eventi di grido, e portando la piazza ad un unico livello stradale. Ma soprattutto, l'opera prevedeva che il Comune espropriasse i terreni e gli edifici posti sull'area interessata dall'intervento, sotto naturalmente risarcimento del giusto valore ai proprietari. Non se ne fece più nulla, e il progetto scoppiò come una bolla di sapone all'arrivo della nuova Amministrazione. Arriviamo così ai due progetti dell'Amministrazione in carica, quella capitanata dall'attuale sindaco, architetto Giuseppe Cofano. Qui il progetto di espropriare il terreno del sito si blocca. Il prezzo stabilito non va bene al proprietario, che così avanza una proposta al Comune. Si tratta di una mediazione, che prevede la divisione della proprietà in due parti, una a disposizione del proprietario, che avrebbe così potuto continuare a svolgere la sua attività di rivenditore di auto. Prese corpo così quella che era la prima proposta progettuale: un anfiteatro, che avrebbe potuto ospitare spettacoli per la città, e un salone auto nel suo stomaco, interrato. I proprietari avrebbero dovuto realizzare l'anfiteatro allo stato rustico, come copertura del locale sottostante, assieme alla sistemazione a strada del canale di scolo delle acque piovane, sino al congiungimento con via delle Concerie.
La proposta, nel Consiglio comunale in sessione straordinaria del 22 marzo del 2002 passa, ma in seguito, per vari motivi, tra cui quello dell'assurdità della realizzazione di un anfiteatro, che avrebbe dovuto esistere in un ambiente calmo e silenzioso, e che invece sarebbe stato realizzato al fianco della trafficatissima via Appia. Inoltre sul provvedimento e sul progetto ricadde il ricorso al Tar di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, proposto da Forum 2000 e da Alleanza Nazionale, a cui si opposero il Comune di Massafra e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici, che così scrisse: "Si comunica di non aver rilevato nel progetto in parola elementi tali da essere indotta ad annullare il provvedimento sindacale". Si tratta della parte centrale del testo, firmato dal responsabile del procedimento il 28 ottobre del 2002. Per la ripartizione Urbanistica ed Ecologia del Comune di Massafra, invece, il parere è favorevole. E' l'architetto del Comune a dirlo, e scrive: "L'ipotesi progettuale proposta qualifica urbanisticamente e architettonicamente un'area irrisolta e degradata del Centro Storico".
In seguito il progetto viene riconvertito. Così si giunge sino al 25 luglio del 2003, oltre un anno dopo, quando viene approvato il secondo progetto, quello cioè che prevede tutt'ora la sistemazione dell'area antistante Sant'Agostino, con sedici voti favorevoli, all'unanimità, dato che erano gli unici presenti. "Fu un blitz proprio come l'ultimo per il Bilancio", dice il consigliere Santoro. Così arriviamo ad oggi. I lavori danno inizio alla realizzazione di una piazza, con tanto di verde, allocata su di un salone commerciale, che avrebbe dovuto ospitare una salone auto. Dal Comune dicono che il tutto sarebbe stato realizzato al piano strada, senza nessun danno per il convento e per il centro storico. Vero a metà, visto che a piano strada sarebbe stato solo dal lato adiacente a Via Muro, e lo si vede benissimo dalla ricostruzione al computer, allegata al progetto redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale e indicata come "vista fotografica: inserimento del progetto".
Non sarebbe stato lo stesso per la restante parte di piazza, che si sarebbe ritrovata rialzata rispetto al convento di Sant'Agostino. Industria e Storia mescolati in un'unica soluzione. Durante i lavori, però, qualcosa non quadra. Gli scavatori scavano, cominciano a riaffiorare tombe, ossa, vasi. Poi il resto lo sapete.



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