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Roma. Affissioni, stop a nuovi impianti
Elena Panarella
il messaggero - Roma 24/11/2011

Blitz e demolizioni in Centro, rimossi i mega-cartelloni nella zona di piazza Barberini
Il sindaco li sospende fino all'approvazione del piano regolatore

Ogni tipo di nuovo impianto pubblicitario frutto di autorizzazioni, ricollocazioni e spostamenti è sospeso fino all'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Lo stabilisce l'ordinanza firmata ieri pomeriggio da Gianni Alemanno, finalizzata a «contrastare il fenomeno delle affissioni abusive perpetrate ai danni del decoro cittadino». La proposta era arrivata ieri mattina, durante il sopralluogo del sindaco a piazza Barberini per la rimozione di un centinaio di impianti abusivi. Ad avanzarla era stato il comitato popolare Basta cartelloni, che con vero e proprio pressing aveva chiesto a chiare lettere di fermare tutto fino all'approvazione definitiva del Piano, «perché le ditte dei cartelloni, approfittando del momento di vacatio legis, installano numerosi impianti aspettando poi che gli stessi diventino regolari».

Qualunque nuovo impianto pubblicitario frutto di autorizzazioni, ricollocazioni e spostamenti è sospeso fino all'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Lo stabilisce l'ordinanza firmata ieri pomeriggio da Gianni Alemanno, tesa a «contrastare il fenomeno delle affissioni abusive perpetrate ai danni del decoro cittadino». La proposta era arrivata ieri mattina, durante il sopralluogo del sindaco a piazza Barberini per la rimozione di un centinaio di impianti abusivi. Ad avanzarla era stato il comitato popolare «Basta cartelloni», che con vero e proprio pressing aveva chiesto a chiare lettere di fermare tutto fino all'approvazione definitiva del Piano, «perché le ditte dei cartelloni, approfittando del momento di vacatio legis, installano numerosi impianti aspettando poi che gli stessi diventino regolari». Il sindaco non ha perso tempo e ieri ha firmato l'ordinanza. «In attesa dell'approvazione definitiva del Piano Regolatore da parte dell'assemblea capitolina, che ci permetterà di avere norme certe per regolare il settore dell'impiantistica pubblicitaria, questo provvedimento eviterà qualsiasi possibilità di illecito nella ricollocazione di impianti pubblicitari. Per garantire la sicurezza stradale e tutelare la qualità del paesaggio cittadino sarà più facile per l'Amministrazione non solo rimuovere gli impianti che vengono scoperti come abusivi, ma evitare ogni nuovo impianto senza che nessuno possa creare confusione tra impianti legali e abusivi. Tutto questo mentre procede l'inchiesta per individuare e colpire quelle aziende che hanno creato a Roma il mercato abusivo delle pubblicità costituendo una vera e propria forma di criminalità organizzata». Tornando alla campagna perle rimozioni di mille cartelloni abusivi, l'assessore alle attività produttive, Davide Bordoni, ha sottolineato: «Abbiamo iniziato dall'XI e XV Municipio, ora continuiamo nel centro storico dove non ci sono maxi cartelloni ma solo quelli piccoli. Ne rimuoveremo circa cento in una settimana». Il vero problema resta l'abusivismo, e coloro che lo praticano in modo sistematico: «Queste imprese devono essere chiuse perché rappresentano una mafia - ha aggiunto il sindaco - abbiamo fatto uno sradicamento di cartelloni in piazza Meucci e abbiamo già rilevato che nella notte hanno iniziato a rimettere i pali. Il nostro obiettivo è chiudere tutte le imprese che operano illegalmente: chi ha un lato oscuro sappia che smetterà completamente la sua attività». Intanto il segretario dei Radicali, Mario Staderini e il segretario romano, Riccardo Magi, hanno annunciato due denunce alla magistratura: una alla procura per omissione di atti d'ufficio e per eventuali abusi d'ufficio da parte di Alemanno, poiché, come sottolineato da Staderini, tra le affissioni irregolari ce ne sono alcune di personalità istituzionali, tra cui il sindaco stesso. La seconda denuncia è alla Corte dei Conti e vi si ipotizza un danno erariale da mancati introiti. «Sono spazi - ha detto ancora Staderini -che riguardano le attività commerciali, ma è anche un furto di democrazia, perché si toglie a noi radicali, che non facciamo affissioni abusive, la possibilità di rendere note le nostre idee». E mostrando un dossier fotografico, ha sottolineato alcuni casi: quello del consigliere comunale Francesco De Micheli (Pdl), che ha «tappezzato Roma con i poster a favore di Berlusconi e al quale chiediamo di andare in Comune a pagare almeno 10 mila euro e la sanzione». E poi quello di Marroni, Miccoli e Gasbarra del Pd: «Quanto hanno pagato?».



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