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Scatti d'autore sul futuro. Intervista ad Oliviero Toscani
Alessia Calarota
Avvenire 7/1/2005

Specchio, specchio delle mie brame chi il miglior fotografo del reame? E la risposta non pu che essere scontata, se per reame s'intende l'Italia. Oliviero Toscani, il mago della macchina fotografica, oggi colui che pi di ogni altro ha saputo testimoniare la storia dei giorni nostri e smuovere le coscienze con i suoi scatti.
Ma un'intervista a Oliviero Toscani pi facile a dirsi che a farsi, perch non sai mai dove andr a finire il discorso, dove ti porter la sua verve esuberante. Per questo dialogare con lui una delle conversazioni pi interessanti che mi sia capitata di affrontare. Chi meglio di lui pu dirci quello che va e quello che non va nella cultura del nostro bel paese. Ma bando alla ciance, la parola spetta a lui, al signor Toscani che tra frecciate e giochi d'immaginazione ci parla della cultura italiana contemporanea, dell'amore per l'arte, del mestiere di fotografo e della sua speranza per il futuro: l'arte, per l'appunto.
Attualit, realt, provocazione, arte, moda tutto si fonde nell'opera di Oliviero Toscani. Qual il segreto del suo successo?
Nessun segreto. Mi interessa solo vivere il mio tempo ed essere testimone di quello che accade. Sono solo uno strumento nelle mani della storia contemporanea a cui appartengo. I miei scatti trasformano in immagini la cultura moderna.
E Oliviero Toscani, in che cosa si trasforma quando si trova dietro all'obiettivo della macchina fotografica?
In uno dei responsabili della memoria storica dell'umanit. Le immagini e le fotografie conservano la nostra storia di oggi per il domani. Ma bisogna ricordarsi che l'occhio nel mirino sempre di una persona, a cui spetta il compito di decidere cosa immortalare e cosa no. Tante volte mi domando se noi fotografi siamo culturalmente preparati per poter fare un mestiere cos importante.
E lo siete?
Ogni tanto il dubbio mi assale e c' poco da scherzare, perch la responsabilit grossa.
Una vita e una carriera dedicata alla provocazione. Ma che la cosa scandalizza veramente?
Perch dedicata alla provocazione, cosa ho fatto?
Intendevo "provocare" nel senso di provocare interesse, la possibilit di mostrare pi situazioni da un punto di vista alternativo. E con i suoi scatti, lei, signor Toscani, capace di smuovere le coscienze.
Infatti credo che la provocazione appartenga all'arte, sia la sua linfa vitale e quindi, la ringrazio per avermi detto che una vita che m'interesso di arte. Anche perch senza la provocazione, che senso ha l'arte?
Non demordo... Ma che cosa la scandalizza?
Niente, mi piace essere provocato. Non appartengo alla maggioranza silenziosa, che si scandalizza quando si trova davanti qualcosa di nuovo o di diverso. Per devo ammettere che mi infastidiscono molto certe mancanze di stile e di cultura, la volgarit e la televisione, ma soprattutto mi infastidisce molto il nostro paese... Lo ammetto, mi infastidisce persino essere italiano! Non ho scelto io di nascere in questa terra. Tutti vanno cos fieri di quello che gli capitato, mentre io non posso sentirmi orgoglioso di quello che non mi sono guadagnato, ma mi stato dato. Se avessi potuto scegliere, forse sarei nato francese. Adoro la Francia, con la sua cultura, la sua civilt, il suo senso dello stato e del rispetto. In quel paese anche la politica pi interessante. La destra francese pi a sinistra della sinistra italiana, il che significa che anche la destra l ha una cultura, mentre nel nostro caso non cos.
A proposito di nazioni, un fotografo internazionale e giramondo come lei, che cosa pensa dell'Italia?
Penso che il nostro sia un paese particolarmente ignorante e poco creativo, checch se ne dica. Ci crediamo portatori di una certa sensibilit e di una certa inventiva, ma non capisco bene dove, in cosa l'applichiamo. Ecco, a rovinare l'Italia, s che abbiamo dello sbuzzo! Pensiamo di essere pieni. d'idee,ma a me le idee spaventano. Chi ha idee, automaticamente non pu essere un creativo. Siamo solo un paese particolarmente presuntuoso e ignorante.
E che cosa mi dice della cultura italiana?
Non credo nella cultura tradizionale e penso che ci sia molta ignoranza tra le cosiddette persone colte. Quelle che hanno letto tanti libri e che per questo hanno perso tempo. L'Italia piena di gente cos che alla fine altro non produce, se non ignoranza moderna. E non un caso se il nostro paese vanta il pi basso numero di laureati e di gente che frequenta le universit, ma tutti qui si fanno chiamare o dottori o professori. Nei paesi colti, come in Inghilterra o in Francia, il professore solo chi di mestiere fa l'insegnante e il dottore solamente un medico. Soltanto noi. poveri ignoranti provinciali, ci battezziamo tali.
Mi viene in mente una telefonata di qualche giorno fa, quando un professore mi ha contattato, perch tenessi una lezione all'universit. Mi parlava, chiamandomi "professore", ma io non sono n professore, n dottore e neanche infermiere, mi chiamo Oliviero Toscani ! E se proprio si vuol essere gentili, sufficiente precedere il nome e il cognome con un bel "Signore", ma facoltativo...
Dopo tutte queste critiche al nostro bel paese, facciamo un gioco d'immaginazione. Che cosa cambierebbe Oliviero Toscani se per un giorno fosse Ministro dei beni e delle attivit culturali?
Dipende con quale governo mi troverei a dover lavorare! Di modifiche ne farai tante, ma andrei contro all'immediato interesse economico e dove non c' interesse economico, non c' consenso, capisce? Comunque penso che il Ministro dei beni culturali dovrebbe avere molto pi coraggio per poter fare delle scelte drasti-che. pensando a lungo termine e non solo all'immediato futuro.
Che cos' l'arte per Oliviero Toscani?
L'arte tutto ci che non fatto dalla natura. E quello spazio che l'uomo produce, quando vuole tentare di raggiungere la perfezione. una continua ricerca verso la bellezza, capace di dare quel senso di completezza, che dona l'immortalit. Ma l'arte anche, per eccellenza, comunicazione. Chi crea un dio, chi pensa, chi riflette un mendicante.
Signor Toscani, lei pensa che l'arte e la cultura facciano bene?
Sono indispensabili come l'aria che respiriamo. Sono le uniche cose positive che l'uomo riuscito a produrre sino a oggi, tutto il resto un disastro. Non per niente
penso che l'arte sia l'unica cosa che sopravvivr nel futuro e che se tutto il resto venisse a mancare, sarebbe solo un bene!
Vede, io mi diverto a immaginare il mondo diviso in due classi, da una parte ci sono gli artisti, mentre dall'altra ci sono i "subumani", o se preferisce i non-artisti. Quest'ultima categoria in questi anni, affollata da uomini di potere, siano essi politici o manager, e le dir di pi. Mi dispiace, che sia cos, perch questo non vuol dire che un politico o un manager non possano essere artisti, ognuno pu essere tale nel suo mestiere, ma purtroppo non storia dei nostri giorni
E suo lavoro si rivolto spesso e volentieri ai giovani. Che idea si fatto delle nuove generazioni e che futuro li aspetta, secondo lei?
Penso che sono stati fregati in partenza da noi: li abbiamo viziati troppo. Spesso sento parlare di disagio giovanile, ma i giovani devono provare che cosa significa la mancanza, devono poter desiderare qualcosa. E' una tappa fondamentale per la loro educazione, per la loro crescita, devono imparare a saper risolvere i problemi. E pur riconoscendo che sono particolarmente intelligenti e svegli, devo constatare che purtroppo non hanno nessuna ideologia, non si battono per quello in cui credono e non hanno interessi. Ma forse hanno ragione loro, a non credere in niente. E sempre a proposito di giovani da tre anni che sto lavorando a un nuovo progetto che prender il via proprio nel 2005. Si tratta di "La Sterpaia". un centro di ricerca della comunicazione moderna, creato solo per cultura e con rispetto per la vera arte, e appoggiato da istituzioni come la Regione Toscana, al quale pi marchi potranno partecipare.



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