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AULLA - Una citt costruita nella golena del fiume
ANTONIO VALENTINI
MARTED, 01 NOVEMBRE 2011 IL TIRRENO - Toscana




Aulla rischia nuovi tsunami. Ma non c accordo su come difenderla



Legambiente: larea pi vulnerabile labitato. E si continua a tirar su palazzi Pontremoli graziata perch pi vicina alla sorgente



AULLA. Spalano, raschiano, accatastano. Lavorano senza soste per liberare la citt dal fango chiaro, da quel mostro gelatinoso che ogni cosa avvolge. Vogliono fare presto, gli abitanti di Aulla, perch quel groviglio senza forma di cose e melma incarna il loro incubo peggiore, il fiume che smette di trascinarsi nel suo moto lento e diventa una valanga dacqua, ancor pi atterrente dopo essere tornato nel proprio corso.
Londata che ha spazzato via, entrando e uscendo dalla citt, quasi cinquecento metri di argine, potrebbe ripetersi tra duecento anni. Oppure subito. Nessuno sa n ora si sente sicuro, protetto dai calcoli dei tecnici e dallabilit dei capomastri: la sponda ha ceduto al Magra proprio nel tratto dellultimo rialzamento. Ma se avesse resistito, lacqua si sarebbe ugualmente riversata in citt, dopo aver sopravanzato in altezza delle spallette.
La difesa difficile. In realt nessuno, nella Valle del Magra, sa come difendersi da una piena come quella di una settimana fa. Larea pi vulnerabile proprio labitato di Aulla, a partire dagli anni 60 costruito sul riempimento della golena del fiume. Ci nonostante si continua a tirar su palazzi - dice Matteo Tollini di Legambiente -. Uno rimasto ammezzato perch la ditta fallita. Al pian terreno, allagato, dovevano farci un asilo.... Tutto senza che qualcuno ci facesse caso, perch sul terreno che ha coperto larea alluvionale del fiume nata la citt: viali, strade, supermercati, la sede della Pubblica Assistenza. Persino la caserma dei vigili del fuoco, anchessa alluvionata.
Quelli come Tollini per anni sono stati trattati da cassandre, guardati con la sufficienza riservata ai rompiscatole di turno, a quelli che vivono in un mondo di sogni filosofeggiando di ambiente. Eppure ora a tutti chiaro che, per come le cose si sono messe, difendere Aulla unimpresa difficile: Gli argini possono tuttal pi ridurre il rischio, non cancellarlo, argomenta Giuseppe Sansoni, studioso del Magra e socio fondatore del Cirf, il centro italiano per la riqualificazione fluviale.
Pontremoli graziata. Difendersi unimpresa anche a monte. Pontremoli stata graziata solo perch pi vicina alla sorgente del Magra, che quindi porta un volume dacqua inferiore. A poco sarebbe servito, in ogni caso, il sistema idraulico risalente ai tempi dei Lorena: la piena sarebbe stata devastante, sommergendo almeno la met della nuova zona industriale di Santa Giustina, gi inondata due anni fa. Qui il Magra ora scorre lento e sornione, tra file di alberi prima dritti come pertiche e ora piegati dalla forza della piena: C chi dice che andrebbero tolti - aggiunge Sansoni -, ma sbagliato: trattengono gli altri portati gi dalle frane, autentico pericolo per ponti e argini. Anche a Villafranca, pi a valle, tutto sommato andata liscia: un ponte sulla strada per Mulazzo crollato, ma labitato pi alto del fiume, che pure nellalveo frenato dal depuratore e da una scuola elementare.
Il rebus di Aulla. Il nodo gordiano, scendendo verso il mare, resta quello: come difendere Aulla, venuta su stravolgendo una golena grazie a formidabili appetiti cementificatori? Alessandro Fignani, responsabile del genio civile di Massa Carrara e segretario dellAutorit di bacino del Magra, spiega che nel 2006 fu ipotizzata una spesa di 360 milioni di euro per realizzare opere idrauliche in grado di far fronte alle piene duecentennali, le pi devastanti. Perch, si chiede Fignani, giusto mettere in sicurezza solo Aulla oppure bisogna intervenire anche a monte? Lipotesi riapre unantica ferita, suturata una ventina danni fa, quando il Comitato per la difesa del Magra si oppose, vittoriosamente, al piano contro lartificializzazione del fiume, con lalveo che doveva scorrere dritto tra massi ciclopici. Lacqua sarebbe scesa a valle con eccessiva velocit. Simmagina cosa sarebbe stato di Aulla?, spiega Sansoni.
Divisi su tutto. Se anche il costo economico per salvaguardare lintera valle fosse sostenibile, resterebbe il dazio paesaggistico. Il terreno non pianeggiante e le casse di espansione a monte non riuscirebbero a intrappolare volumi dacqua tali da mettere in sicurezza Aulla. Lunica certezza il forte impatto ambientale, con dighe e opere di raffinata ingegneria idraulica, terreni da espropriare e mastodontiche arginature da impermeabilizzare. Un coagulo dinterventi su cui la comunit lunigianese abituata a parlare linguaggi diversi, bench la salvaguardia dalle piene stia in egual misura a cuore a tutti. Sansoni chiosa: Io credo che larginatura, dove si costruito molto, sia lunica soluzione possibile.
Larginatura. Ora che le cose sono andate troppo avanti perch si possa tornare indietro, gli aullesi faticano con laboriosit da formicaio. La loro citt rester coperta dal fango per chiss quanto tempo e la speculazione edilizia degli anni passati pregiudicher quelli futuri. Aspettano ansiosi le prossime piogge e sperano in un nuovo argine che li metta al riparo da quellincubo alimentato da acqua e fango. Qualcosa di simile a quanto avviene pi a valle, in territorio ligure, dove il fiume riprende a scorrere placido verso il mare e gli argini sembrano rassicurare gli abitanti di Fiumaretta e Bocca di Magra. Pericolosa illusione. Nei quattro chilometri terminali il corso dacqua stato trasformato in un canale, con rimessaggi e ormeggi per 4mila imbarcazioni. E la sera di marted 25 ottobre, dopo aver devastato Aulla, il Magra ha voluto completare la sua vendetta, trascinando un pontile contro i pilastri del ponte della Colombiera. Con il risultato di portarsi via il ponte, tanto per dimostrare che la natura non sottost alle regole della pianificazione n della speculazione edilizia. Men che meno agli interessi di chi vuol colonizzare il territorio a colpi di calcestruzzo.



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