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PISA. Bancarelle, sfratto ormai inevitabile
FRANCESCO LOI
MERCOLED, 31 AGOSTO 2011 IL TIRRENO - PISA


Dovranno lasciare piazza del Duomo. Venerd vertice in Comune con le associazioni
Non pi rinviabile lapertura del cantiere per ristrutturare il museo



Se ne parler, tutti insieme, gi dopodomani. Ma una cosa sembra ormai certa: le bancarelle dovranno andare via da Piazza del Duomo. I lavori di ristrutturazione al Museo delle Sinopie non possono pi aspettare.
Da ottobre, secondo le prime indicazioni, potrebbe partire il cantiere. E le bancarelle dovranno andare altrove. E unoperazione che coinvolge molte imprese. Sui circa 90 posteggi che insistono in tutta larea di Piazza dei Miracoli, quelli interessati sono quasi 40, di fatto tutti quelli da via Roma fino allarco di piazza Manin.
Rompe gli indugi lamministrazione comunale. La richiesta avanzata in questo senso dal tandem Opera Primaziale-Azienda ospedaliera non pu pi essere rinviata. Ledificio va sistemato, perch dalla facciata si staccano pietroni (e questo un pericolo per le bancarelle stesse) e perch il tetto non svolge pi la sua funzione (in pratica, piove dentro ledificio).
Per dopodomani a Palazzo Gambacorti convocato un incontro che, formalmente, si chiama di consultazione. Date le premesse, la riunione si preannuncia infuocata. Il sindaco Marco Filippeschi e lassessore Giuseppe Forte (commercio e turismo) si misureranno con le categorie interessate: in questo caso non solo le associazioni dei commerciati, ma anche quelle dei consumatori ed i sindacati.
Si comincia da posizioni distanti. Se sulla necessit di togliere le bancarelle da Piazza del Duomo non sembrano pi esserci margini per tornare indietro, ricordiamo che la Confesercenti, sin dallinizio, aveva affermato: Non ci spostiamo di un centimetro.
La prima controproposta dei bancarellai e delle loro organizzazioni era stata quella di scostarsi dal muro per consentire lesecuzione dei lavori sulla facciata del museo. Un avanzamento di quattro metri verso la strada.
Ma dal Comune si ribatte che non si pu, per due motivi: uno che il cantiere necessita del mantenimento di certe distanze per ragioni di sicurezza; il secondo che lo spazio per il passaggio dei turisti resterebbe esiguo.
Niente da fare, dunque. Inoltre, in base alle ultime rilevazioni dei tecnici in previsione dellavvio dei lavori, lintervento nel suo complesso durer dai dodici ai diciotto mesi. Ormai non si parla pi di soluzione temporanea, ma definitiva. In attesa di perfezionare il nuovo piano del commercio, ora solo abbozzato, e di chiarire meglio tutti gli scenari connessi al progetto Chipperfield (per il futuro dellarea del Santa Chiara dopo il trasferimento dellospedale a Cisanello) e al progetto delle caserme.
Serviranno dunque tanta pazienza, buone doti diplomatiche e idee valide per cercare una sintesi tra posizioni differenti. Anche se le soluzioni non sono molte, tuttaltro, partendo dal presupposto che alle bancarelle dovr essere trovata una collocazione con un flusso di turisti simile a quello attuale, allinterno della piazza.
Le indiscrezioni parlano di una possibilit nei dintorni del parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, dove si fermano i pullman turistici ed inizia il percorso che porta alla Torre. Ma anche di piazza dellArcivescovado, dove per i vincoli sarebbero troppi. Siamo nel campo delle ipotesi, da venerd inizia il confronto vero.


Finiti i tempi doro, adesso le affittano gli stranieri
Da una decina di anni diventato pi difficile vendere le licenze per mancanza di acquirenti
PISA. Estate rovente per le bancarelle di Piazza dei Miracoli. Non solo per il numero di turisti che le hanno prese dassalto, visto lottimo risultato di presenze nella nostra citt tra luglio e agosto. Ma anche per le polemiche sollevate dal caso delle mutande con la Torre come simbolo fallico e ora per la questione legata allo spostamento per i lavori al Museo delle Sinopie.
Bancarelle che negli ultimi anni hanno cambiato fisionomia, soprattutto dal punto di vista dei gestori. Anche in Piazza dei Miracoli sono sbarcati operatori stranieri che hanno affittato le licenze dagli storici venditori di casa nostra. Ormai la percentuale di operatori, tra italiani e stranieri, equamente divisa.
Va detto anche che sono finiti i tempi doro in cui una bancarella veniva venduta a peso doro. Considerata lincertezza sul futuro di queste attivit, sono quasi una decina danni ormai che nessuno vende pi la propria licenza, per mancanza di acquirenti.
Si preferisce affittarla, magari agli stranieri (in larga parte cingalesi) che non hanno problemi a tenere alti ritmi di lavoro (in certi casi dalle 8 alle 20, no stop) e ad accontentarsi di incassi che sicuramente si sono ridotti nel tempo.
Proprio tra questi operatori, nei mesi scorsi, stato scoperto un vero e proprio racket, con tangenti e addirittura pestaggi per coloro che non stavano alla regola del pizzo, che ha portato in cella gli organizzatori.
Tornando alle bancarelle, ricordiamo che si tratta di attivit ambulanti e quindi soggette solamente alla Cosap (il canone comunale per loccupazione del suolo pubblico). Le dimensioni di quelle in Piazza dei Miracoli (che sono proprio quelle destinate al trasloco per i lavori al Museo) sono di 2 metri per 4 metri e 10 centimetri, senza luce elettrica.
I vecchi banchi mobili (quelli che occupavano i marciapiedi e larea tra la Torre e la cattedrale) si sono trasferiti, negli anni del decreto Ronchey, nelle piramidi di via Cammeo.
D.B.


LAVORI ALLE SINOPIE

GLI SCENARI
Un futuro nellarea S.Chiara
PISA. La questione delle bancarelle e il loro destino in prospettiva, al di l del trasferimento diventato ora necessario per i lavori al Museo delle Sinopie, si legano in maniera forte a due progetti determinanti per la Pisa del futuro, a loro volta strettamente connessi luno con laltro: il progetto delle caserme e il progetto Chipperfield.
La riconversione a fini civili di alcune caserme pisane stata definita nellaccordo di programma del 13 luglio 2007 tra ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Comune. Lintesa prevede uno scambio: realizzazione di una nuova caserma a Pisa per il ministero della Difesa da una parte e riqualificazione urbanistica delle caserme Artale, Bechi Luserna e Curtatone e Montanara dallaltra.
In particolare, larea della Bechi Luserna, in zona Cittadella, nei progetti deve diventare la vera porta daccesso turistico della citt. Tanto che prevista la realizzazione di un terminal turistico, con un grande parcheggio sia per bus che per auto, oltre che strutture ricettive e servizi di accoglienza.
Su questa partita spunta ora un (piccolo) punto interrogativo, per effetto della manovra del governo e dei provvedimenti relativi allalineazione del patrimonio pubblico. La manovra ancora tutta da verificare - commenta lassessore allurbanistica Fabrizio Cerri - e poi tutto deriva dallaccordo del 2007: la legge non dovrebbe proprio essere retroattiva. Consideriamo anche che aperto un tavolo presso la presidenza del consiglio dei ministri, dal quale attendiamo una risposta sullultima ipotesi di accordo. Ovvero la disponibilit pubblica delle tre caserme in tempi rapidi, seguendo gli stati di avanzamento della costruzione della nuova caserma.
Partendo dalla Bechi Luserna, poi, i flussi turistici, passando dai Vecchi Macelli, arriverebbero secondo i piani nellarea del Santa Chiara, come ripensata dal progetto dellarchitetto inglese David Chipperfield, vincitore del concorso internazionale. Nel suo disegno, il tratto finale del muro dietro le bancarelle vicino piazza Manin dovr essere abbattuto, creando un porticato che alla fine di via Nicola Pisano, allaltezza di via Savi, entrer allinterno dellarea per terminare in Piazza dei Miracoli. E proprio sotto quel porticato previsto che trovino posto le bancarelle. Il trasferimento dellospedale dovr essere completato nel 2015.



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