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La galleria Borghese presenta due capolavori restaurati: lAdorazione del Bambino di Fra Bartolomeo e la Pala Baglioni di Raffaello
Goffredo Silvestri
20 dicembre 2004




ROMA - La Galleria Borghese presenta restaurati due dei suoi gioielli dipinti e, grazie ad uno sponsor affezionato, offre al pubblico un significativo regalo di Natale: due luned, 20 e 27 dicembre, aperti e ad ingresso gratuito (sempre a numero chiuso, con prenotazione obbligatoria per ragioni di conservazione delle opere della galleria). I due giorni rappresentano le prove per un esperimento che sarebbe ancora pi gradito: ogni mese lapertura di un luned gratuito, una novit assoluta per lItalia. Uno dei gioielli, il tondo di Fra Bartolomeo, LAdorazione del Bambino, dopo otto mesi gi tornato in esposizione con il suo straordinario praticello curato nei particolari di fiori ed erbette che lanciano messaggi.
Il secondo, una delle pi celebri pale di Raffaello, la Pala Baglioni, restaurata sul posto per non provocare traumi alla grande tavola quadrangolare (179 per 174 centimetri), a met del cammino. Indagini sul comportamento della tavola, consolidamento di una trentina di micro e piccoli sollevamenti della pellicola pittorica, di microcavit della preparazione, pulitura di una ventina di parti o zone messe a confronto con quelle coperte ancora dalla vernice alterata dellintervento del 1972. Un confronto che preannuncia una rivoluzione non solo di colori nella Pala Baglioni. I colori sono tornati brillanti nelle vesti, chiari nel cielo, si apprezzano i contrasti cromatici. Ma i colori hanno anche toni freddi mentre prima tutta la superficie era resa soffusa, morbida dalla sporcizia. Cos si pu dire che Raffaello entra in competizione con Michelangelo, col Tondo Doni, non solo per la costruzione del gruppo di figure a destra, ma per questi colori freddi. E tutta la pala ha maggiore rilievo, maggiore incisivit dei personaggi organizzati sulle direttrici di una grande V e maggiore profondit. E chiss quale sar leffetto quando sar pulito anche il paesaggio messo sullo sfondo, al centro della scena. Gi le indagini hanno rivelato che al centro Raffaello meditava di mettere unaltra figura di cui aveva cominciato a fare il disegno preliminare e che ha poi sostituito col paesaggio. Un bellissimo ripensamento perch quella figura al centro, anche se in seconda linea, sarebbe diventata quasi lago della bilancia di due gruppi divergenti che ora hanno appunto grande dinamismo e profondit.

Si apprezzano molto di pi i particolari della vegetazione, le erbette, limpalpabile sfera bianca dei semi del tarassaco (o soffione). Le rocce sono tornate taglienti, non pi arrotondate dallo sporco, nella zona a sinistra, sopra la firma di Raffaello e la data (1507). E gli incarnati hanno i propri toni naturali. La mano del Cristo e la mano della Maddalena che la sorregge avevano un colore unico, ora la mano del Cristo ha il tono della morte e la mano della Maddalena il tono della vita. Sono gi molto soddisfatte Kristina Herrmann Fiore, responsabile scientifica dellintervento, e la restauratrice Paola Tollo Dickmann (che ha sostituito Laura Ferretti ritiratasi per ragioni personali e che di Raffaello aveva allattivo la bellissima Dama con liocorno della Borghese che sta facendo una gran bella figura alla mostra londinese sul Raffaello giovane). Anche Paola Tollo, allieva di Laura Mora, ha gi messo le mani su Raffaello: sulle Sibille in Santa Maria della Pace, gli unici affreschi di Raffaello, con l Isaia di SantAgostino, fuori dei Palazzi Vaticani. Il suo blasone ricco anche di due Caravaggio della Borghese.

Le parti pulite sono entusiasmanti. Il bianco luminoso del mantello e il blu della blusa del portatore di Cristo a sinistra. Dietro di lui il rosso lacca della veste di San Giovanni che va a sbattere col giallo del manto di San Pietro. I toni cangianti dellazzurro di una manica della Maddalena. Il verde brillante (accanto al rimanente verde sporco) della corta veste del primo portatore di Cristo, al centro, Grifonetto Baglioni: alla memoria del figlio (e a quella del marito, entrambi trucidati nelle faide cittadine di Perugia), Atalanta Baglioni aveva dedicato la pala. Ancora al centro, la punta del piede sinistro di Cristo. E, sulla destra, il blu, il giallo, il verdino, il viola, il dorato, lincarnato delle tre pie donne e della Madonna: toni caldi e freddi a confronto di un rettangolino di spesso sporco marrone. Le indagini hanno confermato che anche Raffaello (come Perugino, come Fra Bartolomeo), per aumentare la brillantezza delle lacche usava vetro macinato.

Fino a che punto sar portata la pulitura del Raffaello? Il soprintendente Claudio Strinati, responsabile del polo museale romano, e Kristina Herrmann Fiore hanno ribadito l assoluta delicatezza e massima prudenza nellintervento su una delle opere mitiche del divinissimo Raffaello come lo defin Giorgio Vasari. Si toglier solamente la vernice deteriorata del 1972, nulla di quello che c sotto: una sottilissima patina antica, non sappiamo di quanto, di colore grigio, che poggia sulla pellicola pittorica di Raffaello. E Paola Tollo taglia la testa al toro con un argomento tecnico: Per la pulitura usiamo tamponcino e miscele di solventi molto leggeri che hanno la forza solo di eliminare la vernice del 1972, fra laltro una vernice tenera. Per andare in profondit e togliere la patina antica dovremmo usare sostanze molto, molto pi potenti. Alla fine sar steso uno strato protettivo che raccoglier sporcizia, diventer anche lui giallastro e dovr essere sostituito, ma fra 50-60 anni (rispetto ai 30 dei materiali precedenti).

La conclusione dellintervento (il cui costo di 40 mila euro coperto interamente dalla Jaguar Italia) prevista nel febbraio 2005. La Pala Baglioni suscita una domanda sulla mostra I Raffaello della Borghese alla quale sta lavorando da tempo Anna Coliva. Il soprintendente Strinati ha potuto solo dire che si continua a lavorare alla mostra anche se di grande complessit perch si tratta di prestiti straordinari. La splendida mostra in corso alla National Gallery di Londra, con tutti i disegni presentati, non deve aver facilitato il compito perch i disegni sono soggetti per legge ad un riposo fisiologico dopo ogni esposizione.

Il tondo di Fra Bartolomeo (imperfetto solo nelle dimensioni per essere stato ritagliato, diametro di 87-89,8 centimetri nella sfolgorante cornice dorata e incisa alta un palmo e pi), tornato pienamente luminoso nellequilibrata panoplia di colori e nei contrasti tonali. Il rosso e lazzurro della veste e del manto della Madonna, il giallo ocra e il grigio-azzurro di San Giuseppe, gli incarnati del Bambino e dei volti, i colori tenui del cielo, le tonalit di verde dal tenero del praticello in primo piano al verde deciso delle chiome degli alberi, al dorato delle foglie quasi in volo sui muri diroccati che fanno da quinte e sfondo della scena. Si pu finalmente apprezzare lineccepibile pittura a corpo, lestrema leggerezza sui volti, le liquide velature della scuola di Leonardo. Non per nulla il sottotitolo con cui viene presentato il restauro Nel segno di Leonardo. Fra Bartolomeo infatti quel pittore fiorentino di cui Giorgio Vasari annota che in poco tempo fece tal frutto e tal progresso nel colorito, che sacquist reputazione e credito duno de migliori giovani dellarte s nel colorito come nel disegno. Promesse mantenute. Lintervento (che significa studio-indagini scientifiche e solo alla fine restauro, il tutto documentato nel catalogo edito da Campisano) stato diretto da Alba Costamagna, responsabile della galleria, con Elisabetta Zatti restauratrice, che ha gi messo le mani su altri dipinti della Borghese (ed ora alle prese col San Sebastiano del Perugino e la lunga commettitura stuccata larga due centimetri).

Nell Adorazione non ci sono pi le forti ossidazioni della vernice protettiva dellultimo restauro del 1917 e il fenomeno (lieve) di sollevamento dei colori che sono state poi le ragioni dellintervento deciso dalla soprintendenza del polo museale romano. Non ci sono pi le vistose macchie scure sul manto della Vergine, molte delle ridipinture alterate che cercavano di ripristinare le velature perse e nelle zone in cui la pittura aveva maggiormente sofferto. Anche andando fuori del seminato perch per esempio un fiorellino che la natura aveva creato azzurro era stato ridipinto in rosso. La ridipintura verde smeraldo attorno ai piedi del Bambino copriva gran parte del colore ancora intatto. Eliminate la patina brunastra e quella generale tendenza al verde provocata dallossido di cromo utilizzato per patinare la superficie, e la vernice alterata che ottundeva le nocche e le vene delle mani da faticatore di San Giuseppe.

Uno dei risultati pi affascinanti il pieno godimento del praticello che Fra Bartolomeo ha curato nei dettagli e che con la pulitura si aperto al di sotto del Bambino, disseminato di criptogrammi botanici come li definisce Alba Costamagna. Il pi diffuso il trifoglio, simbolo della Trinit, ma anche lerba pi comune manda un messaggio: quando verde, come nel dipinto, significa la Redenzione, quando secca la perdita della grazia. Il giallo pallido delle primule, le prime a spuntare a primavera: simboleggiano nascita e incarnazione di Ges. Sotto il cuscino c lazzurro (che era stato ridipinto in rosso) della veronica, o occhio della Madonna, dedicato alla pia donna che con un telo asciug il sudore e il sangue del volto di Cristo che saliva al Golgota trattenendone limpronta, e che simboleggia la passione di Cristo. La boraggine, dal celestino dei fiori, significa tenerezza e dolcezza di cuore. Il cagliolo o gallio, una pianta, sarebbe stato mescolato dalla Madonna con la paglia per preparare il giaciglio di Ges neonato nella stalla di Betlemme. Ledera sempreverde, sui muri dello sfondo, simbolo di vita eterna anche per gli antichi romani e il bosso, ugualmente sempreverde, ricorda una festa ebraica e la Pentecoste cristiana. E messi proprio in cima ai muri di fondo a ricordare la missione del Bambino, sono i rovi, identificabili con la Passione perch formeranno la corona di spine di Cristo.

La pulitura stata fatta senza interventi meccanici, ma solo a tamponcino, con laiuto di un microscopio elettronico (usato normalmente in microchirurgia) e che stato adottato dalla Zeiss alla bisogna, con un braccio per permettere di lavorare su di un piano.

Come spesso accadeva nei vecchi interventi sulle tavole, la parchettatura posteriore, cio la struttura di sostegno, era stata bloccata impedendo alle quattro assi di pioppo i movimenti naturali che il legno, organismo vitale nonostante i secoli, continua a manifestare. Nellintervento appena concluso stata ridata scorrevolezza alle assi.

La serie di indagini scientifiche ha fatto scoprire quello che non si vede in superficie. Sotto il gruppo di San Giuseppe e del Bambino venuto fuori un disegno a carboncino dettagliato, completo di ombre, tratti incrociati, incisioni, un disegno finito insomma, nota Elisabetta Zatti. Per la Madonna stato usato un cartone, come si ricava dai fori dello spolvero, probabilmente di Lorenzo di Credi (uno dei punti di riferimento di Fra Bartolomeo) perch la figura ricompare in svariate opere di questo artista. E sono venuti fuori anche numerosi pentimenti, modifiche piccole e grandi rispetto al disegno preparatorio (testa, mano, gambe del bambino, posizione pi in alto delle mani della Madonna).

La perlustrazione della superficie dipinta col microscopio elettronico ha permesso di scoprire in alto sulla sinistra, quella che potrebbe essere una impronta digitale di Fra Bartolomeo, con qualche dubbio dato che per Alba Costamagna si tratta di una falange quasi femminile. Nella zona opposta potrebbe esserci una seconda impronta. Limprimitura, cio la preparazione della tavola, si rivelata simile a molti dipinti del Perugino e di Raffaello. E come questi due artisti nelle opere fiorentine, Fra Bartolomeo ha usato vetro macinato nella velatura della lacca.

Tutte novit che costituiscono una sorta di rivincita del tondo, un capolavoro che non si pu dire sia normalmente additato come opera di primissimo interesse della Galleria Borghese, come osserva il soprintendente Strinati, ed invece va ricollocato nellambito delle opere fondamentali, di grandissima bellezza e di notevole densit di contenuti. Dopo lintervento, l Adorazione viene infatti attribuita da Alba Costamagna al periodo pi maturo di Fra Bartolomeo, unopera raffinata, impregnata di cifra leonardesca, del periodo del Giudizio universale cominciato nel 1499-inizio Cinquecento. Per questo, rispetto a Roberto Longhi che considerava lAdorazione la prima opera sicura di Fra Bartolomeo e la collocava nel 1496, Alba Costamagna la ritarda di quattro anni. Sarebbe - nota Claudio Strinati - una delle prime opere darte in assoluto nate nel sedicesimo secolo. Una risposta alla crisi delliconografia cristiana provocata dallirruzione e morte nel 1498 del Savonarola.

Fra Bartolomeo il nome del pittore dal 1500 quando, affascinato dal Savonarola, divenne uno dei suoi piagnoni e si fece frate domenicano abbandonando la pittura per quattro anni (secondo Vasari), per il solo anno del noviziato (secondo le opere che gli sono state riconosciute, avendo bottega nel convento di San Marco). Conseguenza certa dell abbandono fu di non portare a termine il Giudizio Universale che stava dipingendo in una cappella del cimitero di Santa Maria Nuova e che sar completato dal suo sodale per tutta la vita, Mariotto Albertinelli. Un tandem contrassegnato, caso unico nellarte italiana, da un marchio (una piccola croce fra due anelli). Prima del 1500 Fra Bartolomeo era Baccio della Porta, pi semplice del triplice vero nome (Bartolomeo di Domenico di Paolo di Jacopo). La data di nascita risulta il 21 agosto 1473. La morte (a 44 anni) gli fa interrompere Offerta a Venere il dipinto con cui partecipava ad una delle imprese pi prestigiose del primo ventennio del Cinquecento: la decorazione del camerino di Alfonso I dEste, duca di Ferrara, con i massimi artisti del tempo. La sua Venere sar commissionata a Tiziano. Quella delle opere non finite sembra una costante di Fra Bartolomeo. Come la grande Pala della Signoria (1510-1513) destinata alla Sala del Maggior Consiglio del palazzo pubblico pi importante di Firenze, Palazzo Vecchio, e rimasta allo stadio di abbozzo preparatorio per la stesura finale, ma - come osserva Alba Costamagna -, con laffascinante evidenza dei segni che creano, con pochi tratti essenziali, le diverse figure della composizione e il loro rapporto con lo spazio. Ma Fra Bartolomeo ha anche finito molti capolavori fra cui il Cristo benedicente sempre alla Borghese, l Adorazione del Bambino della collezione Thyssen-Bornemisza a Madrid, il Noli me tangere del Louvre.

Nella formazione di Fra Bartolomeo entrano Cosimo Rosselli, ma soprattutto Leonardo. E poi Lorenzo di Credi, erede della bottega del Verrocchio, Piero di Cosimo, Domenico Ghirlandaio (del quale fu lui a completare la pala del San Vincenzo Ferrer per Rimini). I fiamminghi e probabilmente Dűrer conosciuto attraverso le stampe. I suoi dipinti sono segnati dalla raffinatezza dello sfumato leonardesco abbinata allaggiornamento sulle novit del Raffaello fiorentino. La conoscenza diretta delle opere romane di Michelangelo e Raffaello inserisce un senso monumentale nei dipinti fiorentini degli ultimi anni come il di Pitti e l Immacolata Concezione ancora del Louvre. A Roma, a San Silvestro al Quirinale, lavora con Mariotto: San Pietro e San Paolo, ora esposti nei Palazzi Vaticani.

Allorigine dellintervento sull Adorazione c la Fit (Federazione italiana tabaccai) che si gi guadagnato un posto benemerito finanziando il restauro della cappella romana da Sylva in SantAlessio, progettata dal Bernini, dellApollo di Veio del Museo nazionale etrusco e dellErcole dello stesso museo che sar visibile a giugno 2005. E poich il contributo per lintervento sul tondo era una modesta cifra, ha voluto sostenere lonere dei due luned aperti e gratuiti. Con i due giorni si fanno le prove appunto in vista dellapertura mensile di un luned gratuito. Questa apertura dipende, molto concretamente, da quanto spenderanno al bookshop e alla caffetteria i visitatori del 20 e 27 dicembre. Quando potrebbe cominciare lesperimento? Risponde Alba Costamagna: Dobbiamo proprio fare il conto della serva. Capire dagli incassi delle due aperture straordinarie se potremo pagare gli stipendi del personale di custodia un giorno al mese. Per il 20 e 27 dicembre lorario dalle 11 alle 19 (informazioni 06-841 76 45).





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