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Le due facce del Belpaese
Paolo Vagheggi
la Repubblica, 20/12/2004

Napoli - Luciano Fabro, torinese, 68 anni, uno degli esponenti di punta dell'Arte Povera, uno dei movimenti pi importanti della seconda met del Novecento, ormai riconosciuto internazionalmente tanto che da poco gli ha dedicato una mostra anche la Tate Modern.
Da questa mattina Luciano Fabro domina la napoletana piazza del Plebiscito in occasione del tradizionale appuntamento di fine d'anno che vuole il cuore della citt "occupato" dall'opera di un artista di chiara fama. Qui dunque presenta Italia all'asta che ripropone in maniera spettacolare uno dei temi del suo percorso artistico: l'Italia vista come immagine e luogo di conflitti storici e culturali ma anche di identit e di valori. Ecco dunque due "ritratti" dell'Italia di grande formato, alte entrambe quindici metri, una delle quali capovolta. Si avvolgono intorno a un palo, un'asta che le sostiene e raggiunge i trenta metri di altezza, cos che Nord e Sud si toccano e si uniscono.
Alcuni cartelli segnalano i nomi dei tenitori e dei paesi italiani venduti nel corso della storia per motivi di volta in volta diversi, da Bronte a Nizza e Savoia, nonch i nomi delle grandi aziende privatizzate, che furono per decenni patrimonio pubblico, dall'Alfa Romeo all'Enel. Al contempo sul colonnato della chiesa della piazza campeggiano stendardi a cui si alternano 21 sculture in metallo, riproducono i segni pi comuni del linguaggio della matematica. Una colonna sonora (a cura del musicista e musicologo napoletano Pasquale Scial mentre l'operazione artistica a cura di Edoardo Cicelyn) avvolge piazza Plebiscito con un concerto di suoni e rumori quotidiani. Questa Italia all'asta, un lavoro molto forte, spiega Fabro, cominciato una quindicina di anni fa, per aprire un dibattito sul nostro paese senza partire da giudizi, senza dimenticare che attorno alla piazza nasce la citt, attorno alla citt nasce la mentalit, attorno alla mentalit nasce felicit e angoscia. Un artista mette in piazza mentalit, felicit, angoscia.
Quest'opera anche un intervento politico e vuol lanciare dei messaggi ai visitatori della citt?
L'arte non lancia dei messaggi. Realizza dei ritratti. In questo caso ogni ritratto un messaggio perch dovrebbe scoprire la natura pi profonda dell'argomento trattato. Non c' un impegno politico dell'artista. E' quasi una questione di lavoro, come quello che realizzavano i ritrattisti pi classici. Non c'erano giudizi. Cercavano di vedere la realt delle persone persino al di l delle apparenze. Personalmente ritengo che il giudizio reale coincida con la moralit ma non sovrintende alla morale.
Pi in generale a suo giudizio cosa sta avvenendo nel mondo dell'arte, c' un momento di confusione e non c' nulla di nuovo?
Il nuovo si vive e solo in un secondo momento si pu recepire. La situazione generale dell'arte difficile da individuare perch si globalizzata. Si sono create tantissime isole, una specie di diaspora delle ipotesi artistiche che anche pretestuoso pensare di controllare. Ma al di l di questo mi sembra che ci sia uno spostamento del centro: dal concetto di arte siamo al concetto di mercato. Questo ha tolto il senso, il significato dell'operare estetico. C' un nuovo tipo di parametro. Ma ogni epoca ha avuto dei parametri collaterali. In passato l'avevano creati l'aristocrazia o la chiesa. L'economia appartiene a questo genere. Una volta si giudicava e si considerava l'opera in base al valore religioso o encomiastico. Soltanto con il tempo si possono recepire i valori.
Questa forte presenza del mercato nella vita quotidiana l'artista l'avverte in modo pesante?
L'avverte in modo pesante soprattutto chi comincia, chi esordisce oggi. E' una macchina molto pi grande della persona singola. La conseguenza comunque che abbiamo un numero di artisti sempre minore mentre aumentano quelli di fama. E mi sembra che stia sparendo anche quella specie di popolo dell'arte, della fantasia, della creativit che sempre stato una caratteristica del nostro mondo. Non solo. I collezionisti che oggi occupano il globo sono pochi e tutti vogliono le stesse cose. Salgono i prezzi ma gli artisti che possono stare in questo giro sono sempre di meno.
Tutto questo si riflette sul lavoro e sull'impegno dell'artista?
E un altro versante della stessa montagna.
Si riflette anche sui mezzi che usa l'artista; il futuro segnato dai video, dalla fotografia?
In ogni lavoro si aggiornano in continuazione i mezzi di produzione. E' quello che accade anche nel mondo dell'arte.
Lei a Napoli presenta Italia all'asta ma a Firenze, alla galleria dell'Accademia, accanto al David ha esposto una sua foto, nudo, suscitando non poche polemiche. Perch?
Voleva essere un'immagine nuova. La questione che in ballo l, quella della tradizione, mi sembra che non sia stata toccata da nessuno. Magari hanno provocato pi turbamento certe metafore, pi del nudo.



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