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SICILIA - vene di oro e di argento tra le montagne del Messinese
Tony Zermo
LA SICILIA Sabato 30 Luglio 2011


Ci sono dentro le montagne del Messinese, in territorio di Fiumedinisi e di Al, delle vene di oro e di argento che con i prezzi di oggi sarebbe utile scavare, ma esiste un veto della Soprintendenza di Messina per salvaguardare il territorio
Dieci anni fa. Una societ italo-australiana chiese il permesso di scavare, ma la Regione rispose negativamente



Ci sono dentro le montagne del Messinese, in territorio di Fiumedinisi e di Al, delle vene di oro e di argento che con i prezzi di oggi sarebbe utile scavare, ma esiste un veto della Soprintendenza di Messina per salvaguardare il territorio. In quell'area di argento se ne trov in grande quantit nel 1700. L'imperatore Carlo VI d'Austria - recita Internet - nel 1726 fece intraprendere lo sfruttamento minerario facendo costruire una fonderia sotto la direzione degli ingegneri tedeschi Giovanni Langher e Giovanni Trisher. Con quell'argento di abbondante produzione vennero coniate monete con l'immagine dell'imperatore e sul rovescio appare la Sicilia con la scritta Haec funditor ex visceribus meis (Questa moneta fusa con il metallo delle mie viscere). Roba da numismatici.
Siccome in zona dovrebbero esserci oro e argento, sarebbe opportuno approfondire la questione: non si pu musealizzare un territorio, perch poi in fondo si tratta di scavare nei tunnel e l'impatto ambientale soltanto molto relativo. Tra l'altro un periodo dove in altre parti del mondo si torna a scavare in vecchie miniere abbandonate, visto il rincaro dell'oro. La Regione dovrebbe prendere l'iniziativa e rilasciare concessioni di ricerca. Dieci anni fa - ricorda Angelo Trupia, ingegnere capo del Distretto minerario di Catania, ex Corpo regionale delle miniere - una societ italo-australiana chiese alla Regione un permesso di ricerca per oro, argento e altri metalli derivati in quella antica area del Messinese, evidentemente era convinta di trovare ancora metallo prezioso, ma non ottenne l'autorizzazione. Questa societ fece ricorso, ma poi abbandon l'impresa. Si chiamava "Mining research". All'inizio degli Anni 80 anche l'Ente minerario siciliano cerc l'oro nella zona di Tripi, vicino ad Al, ma si ferm presto. Insomma, magari avremo oro e argento sotto le nostre montagne, ma non lo sappiamo perch attualmente non si pu procedere all'estrazione per vincoli paesaggistici.
Con il prezzo attuale dell'oro - dice l'ingegnere Trupia - sarebbe utile scavare perch se in una tonnellata di materiale si trovano due grammi d'oro gi conveniente, per bisognerebbe vedere anche la consistenza del giacimento, perch non siamo in Sudafrica, dove tra l'altro il costo della manodopera basso.
Ma che impatto pu esserci, visto che si scava in galleria?
Anche questa una situazione da rivedere. L'unica miniera, ma questa di sale, che non ha assolutamente impatto ambientale quella di Petralia, perch tutta al fondo, all'interno. Tra l'altro ha un sistema di estrazione moderno, mentre la miniera di Realmonte semimoderna in quanto si scende gi con le gabbie. Dal punto di vista della convenienza una miniera di sale rende pi di una miniera di oro, perch le spese non sono molte e il prodotto si vende bene. Ha mai sentito parlare di crisi delle miniere di sale, di licenziamenti o di cassa integrazione? Solo in due anni ci sono state lamentele, un anno perch c' stato un inverno caldo e il sale non si formava e un altro perch chiusero uno stabilimento chimico a Priolo e non vendettero il sale chimico, per il resto tutto tranquillo perch anche se vendiamo il sale a 50 centesimi al chilo, con una tonnellata ricavi 500 euro e le spese sono limitate. Ad esempio nella miniera di sale di Petralia con le pareti che sono tutte di sale basta passarci la fresa per accumulare il prodotto. Si scende fino a 250 metri, dove arrivano anche i camion. Il sale viene portato a livello strada e viene impacchettato. Premetto che ci occupiamo soprattutto di cave, nella Sicilia orientale ce ne sono 180, poi 130 nella zona di Caltanissetta e 150 nella Sicilia occidentale, soprattutto a Trapani dove si produce marmo pregiato, per il resto le miniere in attivit sono quelle che avevo detto dell'estrazione del sale, salgemma e sali potassici, perch le ultime miniere di zolfo sono state chiuse nel 1985, cio quando gli americani trovarono il sistema di liquefare lo zolfo con acqua bollente per poi risucchiarlo in superficie con le pompe.
Quante sono le miniere di sale?
A Petralia abbiamo salgemma, met viene venduto per uso alimentare e met nella chimica ad esempio per bicarbonato di sodio e come antigelo. Le miniere di Racalmuto e Realmonte che assieme a quella di Petralia appartengono all'Italkali, una societ mista Regione-privati, producono sale per uso industriale.
Nessuna miniera nella Sicilia orientale?
Giuridicamente anche le acque minerali e termali fanno parte del settore minerario. Per il resto ci sono a Ragusa tre miniere di asfalto naturale che serve a fare le mattonelle.
Qual la forza lavoro nelle miniere?
Ciascuna diversa dall'altra. Ad esempio conosco bene la miniera di Petralia perch sono stato un anno ingegnere capo al Distretto minerario di Palermo. L la forza lavoro era di 50 persone impiegate direttamente nell'estrazione, per c' poi l'indotto, cio il trasporto, la distribuzione, la commercializzazione.
Ma il sale lo vendiamo in Sicilia o lo esportiamo?
E' un mercato libero, posso soltanto dire che si vende tutto e a prezzi convenienti.
Insomma, la produzione di sale va benissimo, non ha avuto crisi, ma se non scaviamo non sapremo mai se nelle viscere delle nostre montagne ci siano oro e argento. E chiss se l'Etna nasconda qualcosa. nel suo ampio ventre.


30/07/2011



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