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Pompei si cambia - Pulizia. Restauri. Rotazione negli spazi aperti ai turisti. I progetti della nuova soprintendente
di Marisa Ranieri Panetta
VENERD, 29 LUGLIO 2011 L'ESPRESSO




Pompei pulita. Anzi, pulitissima. I visitatori italiani (pochi) e stranieri (molti) che in questi giorni si aggirano fra le rovine vedono ovunque cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti, toilette in ordine vicino ai tre ingressi e nel punto di ristoro centrale, e per terra nemmeno un mozzicone di sigaretta.

Anche se, camminando per le antiche strade, le molte domus chiuse con catenacci suggeriscono ancora un senso di abbandono, evidente che qualcosa cambiato. Artefice del nuovo corso Teresa Cinquantaquattro, da pochi mesi a capo della soprintendenza archeologica pi discussa d'Italia: finalmente una guida stabile dopo l'avvicendamento di due commissari e, nell'ultimo anno, di tre soprintendenti.

Di origine calabrese, 47 anni, gi soprintendente in Puglia, fa il punto con "l'Espresso" su quello che lei stessa definisce "la vetta del sistema archeologico italiano, nel bene e nel male".

Non deve essere stato facile per lei insediarsi nel dicembre 2010, un mese dopo il clamoroso crollo della Schola Armaturarum...

"No, vero, ma non mi sono scoraggiata. Sapevo che la nuova responsabilit non sarebbe stata una passeggiata: ma non mi sono trovata di fronte un sito cos disastrato come si vuol far credere. Dalla fine degli anni Novanta, Pompei stata protagonista di grandi interventi di salvaguardia: sono stati aperti nuovi ingressi, stato messo in sicurezza il 30 per cento dei 44 ettari scavati, il perimetro e le domus pi importanti sono state protette da un sistema di videosorveglianza ed aumentato il coinvolgimento scientifico di universit italiane e straniere. Certo tutto questo non basta: ci sarebbe ancora molto da fare sia per la manutenzione che per permettere al pubblico di visitare il sito nel migliore dei modi".

E intanto Pompei sempre nell'occhio del ciclone. Prima il sequestro del Teatro Grande, poi le critiche dell'Unesco che accusa un eccesso di "progetti virtuali"...

"Per quanto riguarda il teatro, ad essere stato posto sotto sequestro non la struttura, che tutti possono tranquillamente visitare, ma solo gli allestimenti che erano stati usati nella stagione estiva precedente. Le ispezioni sono in corso, ma non vero che siano stati annullati spettacoli, dal momento che per quest'anno non ne era stato programmato nessuno. Il rapporto dell'Unesco e dell'Icomos, poi, non era rimasto "nascosto" come stato detto dai giornali: sia io che gli uffici centrali del ministero lo conoscevamo bene. vero, contiene critiche sullo stato della conservazione in generale, ma soprattutto sugli interventi decisi negli ultimi due anni dai commissari, che sono sembrati rivolti pi alla promozione che alla tutela del sito. E comunque, non c' stata nessuna bocciatura".

Ma perch a Pompei cos difficile gestire le necessit ordinarie e insieme riuscire a realizzare innovazioni?

"La colpa prima di tutto della estensione degli scavi: che sono un primato, ma anche un tallone di Achille. Gli edifici e le pitture mostrano l'usura di 260 anni di esposizione a cielo aperto. Al trauma provocato dall'eruzione si sono aggiunti nel corso dei secoli il deperimento dei materiali, metodologie di restauro ormai superate, fino ad arrivare ai bombardamenti del 1943. Oggi la nostra attivit deve affrontare l'emergenza, eliminare prima di tutto i rischi pi gravi. Anche perch le risorse economiche che abbiamo a disposizione non sono sufficienti: sistemare una sola abitazione di un certo rilievo, tra strutture e affreschi, costa circa due milioni di euro".

Grazie all'autonomia amministrativa, per, ogni anno di milioni ne arrivano 20.
"Sembra un paradosso che con questi introiti la soprintendenza debba battere cassa, ma cos. Anche perch l'istituzione di cui sono a capo comprende anche Napoli col suo Museo nazionale, Ercolano, Stabiae, Oplontis e l'area flegrea. Abbiamo mille dipendenti, ma pochi tecnici e, ahim, un solo direttore di scavo per Pompei (Antonio Varone, ndr). Met di quei 20 milioni servono per la gestione quotidiana, e solo l'altra met pu essere destinata agli interventi ordinari e straordinari".

Poche risorse economiche, personale tecnico insufficiente: eppure i punti deboli di Pompei non sembrano colpire Ercolano, finanziata dall'industriale americano David Packard.

" vero: Ercolano dista pochi chilometri, ma quando si pensa alle lungaggini burocratiche per provvedere ai restauri e alle difficolt per finanziare le ricerche a Pompei, sembrano appartenere a due mondi diversi. Da dieci anni, grazie alla passione e ai finanziamenti di Packard, l'Herculaneum Conservation Project agisce in modo esemplare. Finora sono stati spesi circa 16 milioni, gestiti dalla British School. Questi fondi finanziano un'quipe di archeologi, architetti e restauratori che lavorano a pieno ritmo su programmi stabiliti in accordo con la soprintendenza, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per Pompei purtroppo da parte di privati non c' ancora nulla di concreto: solo avances di sponsor francesi e nobili intenti da parte di imprenditori napoletani".

Per a marzo il ministero dei Beni culturali ha deciso uno stanziamento extra, per misure straordinarie.

"S, sono 105 milioni di euro, ma non tutti per Pompei. Pochi giorni fa stato approvato il programma degli interventi, che riguarda diversi aspetti del sito: l'accoglienza dei visitatori, ma anche l'avvio di uno screening che permetta di stabilire quali edifici hanno pi urgente bisogno di restauri. Anche la zona di Pompei non ancora affrontata dagli scavi sar messa in sicurezza, e sar assunto nuovo personale. proprio grazie a questi fondi speciali stanziati dal governo e ai piani che noi avevamo stabilito, che l'Unesco ha deciso di mantenere nella lista del Patrimonio mondiale Pompei, che rischiava di essere declassata.

Ora aspettiamo fiduciosi che i fondi promessi arrivino davvero".

Intanto, per, le domus aperte al pubblico sono poche.

"Ce ne sono dieci aperte su prenotazione, oltre a una trentina di edifici pubblici e privati visitabili. Con le risorse attuali non possibile garantire sicurezza e custodia a un numero maggiore di edifici. E ho deciso di stabilire un'apertura a rotazione che avr due effetti: differenziare l'offerta per i turisti e mantenere in buone condizioni le domus. Non dimentichiamo che sono luoghi delicatissimi, specialmente per la conservazione degli affreschi".

Quali altri iniziative ha in mente per migliorare Pompei?

" stata appena bandita la gara per potenziare e razionalizzare l'accoglienza e le visite: dal restyling degli ingressi ai percorsi tematici. Riprenderemo inoltre il monitoraggio degli scavi, avviato da Pietro Giovanni Guzzo che stato soprintendente dal 1994 al 2009. Un altro progetto importante la sistemazione dell'aspetto idro-geologico: vogliamo rimettere in funzione il Canale del Conte Sarno, costruito alla fine del Cinquecento".

E quando vedremo realizzati questi progetti?
"Per scaramanzia non vorrei fare previsioni: ma penso che entro cinque anni i visitatori avranno di fronte una nuova Pompei"


Gli scavi di Pompei sono sempre un "work in progress". Ecco i principali lavori in corso quest'estate:
Schola Armaturarum; rimozione completa dei detriti dall'edificio crollato nel novembre 2010.
Regio VI: puntellamento dei muri dell'intero quartiere, dove si trovano alcune delle "domus" pi note - degli Amorini dorati, del Fauno, dei Vettii.
Villa di Giulia Felice. Nella estesa propriet immobiliare sono in corso restauri architettonici e di affreschi. Riguardano, oltre all'elegante appartamento privato, anche i bagni e le camere che, come indica una scritta trovata sul muro e conservata al Museo nazionale di Napoli, venivano affittate solo "a gente perbene".
Canale del Conte Sarno: costruito alla fine del Cinquecento da Domenico Fontana, il canale portava l'acqua fino a Torre Annunziata attraversando l'intera area degli scavi.



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