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Condono record, 70 mila domande a Roma
Claudio Marincola
Il Messaggero, Sabato 11 Dicembre 2004


Ieri la scadenza del termine, poche file dopo lassalto e la ressa dei giorni scorsi: piccole irregolarit e verande


Morassut: Sar colpito chi ha realizzato abusi dopo il 31 marzo 2003

Roma, corsa record al condono. Alla chiusura dei termini, ieri, erano in totale 70 mila le richieste di sanare piccoli e grandi abusi edilizi, una cifra che va ad aggiungersi alloltre mezzo milione delle due sanatorie precedenti (1988 e 1994). In pratica, un romano su cinque negli ultimi 17 anni ha presentato domanda di condono. Ieri, ultimo giorno utile, le code interminabili si erano ridotte e c stato chi ha potuto presentare la pratica senza i disagi di chi lo aveva preceduto.
Roberto Morassut, assessore comunale allUrbanistica, ha spiegato: Roma ha un territorio molto ampio e complesso. E ovvio che lincidenza dellabusivismo sia superiore che in altre citt, senza portare un soldo alle casse del Comune. Morassut avverte che sar colpito chi ha realizzato labuso dopo la data del 31 marzo 2003: Abbiamo messo a punto un sistema di rilevazione aerea, con il volo di quella giornata posta come limite, capiremo chi ha fatto il furbo, chi ha costruito dopo e quindi fuori dai termini del condono. Morassut aggiunge: puntiamo soprattutto a colpire soprattutto i grandi abusi.

Scaduti ieri i tempi per mettersi in regola. Lassessore allurbanistica del Comune: La paura delle ruspe stata una spinta verso la legalit
Capitale del condono? Merito dei controlli
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Morassut e le 70 mile domande: Un record, frutto della nostra azione di repressione

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Visti dallalto i tetti del centro di Roma seguono un percorso tutto loro. Distese e risalite, superattici e verande nati da condoni passati, presenti e futuri. Antiestetiche superfetazioni lievitate e assorbite con gli anni. Palazzi che si arrampicano dove nessuno avrebbe osato, bandierine piantate dai primi esploratori dellabusivismo datato anni 70 e 80. Tutto questo mentre in periferia e intorno alla citt storica proliferava un altro genere di abusivismo con effetti anche pi devastanti. Ieri, con lultimo assalto agli sportelli dellUfficio di via di Decima, s conclusa la terza sanatoria. Lultimo dato parla di 70 mila domande, comprese quelle giunte per posta e via Internet. Si aggiungono alle oltre 503 mila domande dei precedenti condoni dell87 e del 94. Un numero che evidenzia non solo la propensione allabuso ma anche una certa difficolt dei romani a stare nelle regole, a credere nei passaggi ordinari della burocrazia, anche i pi innocui ed indolori. indubbio che a Roma vi sia una traccia endemica della cultura del centrosud - ammette lassessore comunale allUrbanistica Roberto Morassut - ma ci sono anche larghe fasce della provincia padana e nel Nordest dove labusivismo profondo e devastante.
Ma parliamo di Roma e di questo record.
Nei precedenti condoni limpatto dei provvedimenti sulla citt fu pi forte. Il dato in s, per, non rappresenta una novit: Roma ha un territorio molto pi ampio e pi complesso, 129 mila ettari, grande quanto le 9 pi grandi citt italiane, di cui 87 mila di territorio libero di campagna. ovvio che lincidenza dellabusivismo sia superiore senza portare un soldo nelle casse del comune. Per i precedenti condoni abbiamo incassato oneri concessori per 514 milioni di euro ma per le opere di urbanizzazione spenderemo un miliardo e 126 milioni di euro .
Settantamil a domande tradotte in metri quadri e cubi vogliono dire unaltra piccola citt. E i controlli?
Molto dipeso da come stata gestita questa vicenda, dalleffetto annuncio. Prima se n parlato, poi arrivata la conferma, quindi sono stati spostati i termini e poi di nuovo prorogati, col risultato di rimettere in moto un meccanismo di speculazione e aggressione verso le aree agricole che in tutti questi anni era stato contenuto. Noi abbiamo messo a punto un sistema di rilevazione aereo. Con quel volo del 31 marzo 2003 saremo in grado di colpire i furbi, chi ci sta provando. Vedere se un immobile stato costruito prima di quella data.
Quasi un romano su cinque negli ultimi 17 anni ha presentato una domanda di condono. Il suo collega Ciocchetti, dalla Regione, dice che il record di Roma dimostra la carenza di controlli da parte del Comune.
Non credo a un fatto sociale e antropologico di Roma. Piuttosto lazione di repressione degli abusi - abbiamo raddoppiato le demolizioni e buttato gi circa 100 mila metri cubi di cemento abusivo - ha indotto la gente a pensare che prima o poi la ruspa arriva e dunque a cercare di rientrare nella legalit a differenza di quanto avviene in altri comuni inerti. E Ciocchetti dovrebbe ricordare che quando andiamo a demolire opere abusive troviamo sempre esponenti della sua coalizione pronti ad opporsi.
Non crede che labusivismo sia anche una risposta allaumento sfrenato del prezzo delle case?
No, labusivismo di necessit finito. Il fenomeno ha cambiato di segno, anche perch il valore delle aree, anche quelle non edificabili, salito troppo. Oggi labusivismo cresciuto al XIX, XX e al I municipio. Il problema vero un altro: questi provvedimenti portano alla legittimazione dellabuso, rimettono in moto un ciclo economico illegale. Mercato nero, scarsa retribuzione, scarsa sicurezza. Cose che hanno fatto parte per anni delleconomia romana e che noi abbiamo sempre combattuto.
La regione vi ha consultato prima di varare la legge?
S, ma ha raccolto molto poco di quello che il comune aveva proposto. Avevamo chiesto un tetto massimo di 330 mc solo per coloro che dovevano realizzare la prima casa e norme pi rigide sugli abusi commessi su aree vincolate. Invece il tetto introdotto di 450mc per la prima casa con un limite di 330 per tutti gli altri edifici abusivi. E come ultimo regalo arrivata la modifica della legge 24 che cancella quei vincoli che differenziavano le norme regionali rispetto al condono nazionale.







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