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Doppia stangata sui ministeri: mancano all'appello altri 2,4miliardi
Giorno Resto del Carlino Nazione 18/7/2011

I MINISTERI sono chiamati a contribuire alla manovra di finanza pubblica in modo pesante: oltre ai tagli previsti dalla manovra 2011-2014, quella del pareggio, diventano infatti definitivi i tagli di 2,4 miliardi previsti come clausola di salvaguardia dalla precedente manovra nel caso in cui fosse andata male l'asta perle frequenze. Asta che dovr essere realizzata entro la fine del prossimo anno. Anche se l'asta dovesse andare in porto sarebbe comunque impossibile per i diversi dicasteri recuperare le somme tagliate che sono gi state destinate a copertura del deficit: 1,7 miliardi nel 2011, 400 milioni nel 2012 e 300 milioni nel 2013.
UNICA possibilit concessa dalla manovra di quest'anno quella di rimodulare i tagli tra i diversi capitoli di spesa rendendo pi digeribile l'ammanco. L'articolo 25 della manovra prevede infatti l'incremento dei margini di flessibilit gestionale delle amministrazioni, in relazione alle riduzioni lineari degli stanziamenti previste nell'eventualit di un insuccesso dell'asta. Si dispone, ad esempio, che variazioni tra gli accantonamenti gestionali, possono essere disposte anche tra programmi appartenenti a missioni diverse. Ma questo, chiaramente, a patto venga mantenuta l'invarianza dell'indebitamento netto della P.a. Ma la decurtazione di 2,4 miliardi solo l'antipasto. Il piatto forte infatti nella manovra record di quest'anno che sin dal testo uscito dal Consiglio dei ministri, prevede ulteriori tagli per 1 miliardo nel 2012, 3,5 e 5 nei due anni successivi sempre a carico dei ministeri. Dalle riduzioni di spesa sono esclusi il fondo per il finanziamento delle universit; le risorse destinate alla ricerca, all'istruzione scolastica e al finanziamento del cinque per mille; il fondo unico per lo spettacolo; le risorse destinate alla manutenzione ed alla conservazione dei beni culturali; il fondo per le aree sottoutilizzate (ma solo per il 2012). Da qui al 2014 c' ancora molto tempo e le elezioni di mezzo. Ma intanto a guidare la classifica dei pi tagliati il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, che alla fine 2014 dovr spendere 1,9 miliardi in meno. Lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti 1,3 miliardi, Ignazio La Russa (Difesa) 770 milioni e Roberto Maroni (Interno) 263 milioni. Il successore di Angelino Alfano alla Giustizia subir un taglio di 124 milioni, Altero Matteoli a dovr risparmiare 113 milioni ai Trasporti e Franco Frattini 91 agli Esteri; Saverio Romano 74 milioni alle Politiche agricole; Maria Stella Gelmini 62 all'Istruzione. E Stefania Prestigiacomo avr 57 milioni in meno per l'Ambiente, Maurizio Sacconi 42 milioni per il Welfare, Ferruccio Fazio 29 perla Sanit. Il meno tagliato sar il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, con 27 milioni.



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