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Dalle terracotte di Xian alla Grande Muraglia
Fabio Isman
Il Messaggero, 6/12/2004

ROMA - Tra Italia e Cina esiste una consuetudine antica di secoli, che negli ultimi anni s' ravvivata: gli eredi di Marco Polo e di padre Ricci, ora restaurano, ad esempio, le massime emergenze dell'antichit di quello che gi Nearco, ammiraglio romano di 300 anni avanti Cristo, chiama Paese della seta. I rapporti tra i due Paesi datano dai tempi di Nicolo e Matteo Polo, e Marco, figlio di Nicol: i primi vi vivono per nove anni, e tornano da Pechino nel 1270 con la richiesta di Qubilay Khan a papa Gregorio X Visconti perch invii 100 savi della legge cristiana capaci di disputare e l'olio della lampada del sepolcro di Cristo; il secondo li scorta in un altro viaggio, ci vive 17 anni, li racconta ne Il Milione. In quel periodo, Giovanni da Montecorvino dimora 34 anni a Pechino, e ne diviene il primo vescovo; seguono Odorico da Pordenone, 16 anni di viaggi fino al 1330, e Giovanni de' Marignolli, religiosi come Pellegrino da Castello e Andrea da Perugia, vescovi nel Sud. Nel '500, Alfonso Vagnoni, torinese, scrive 20 libri in cinese, e 25 il bresciano Giulio Aleni: fino a Matteo Ricci, chiamato Li Madou, che per primo racconta in Europa il t, e in Cina introduce le coltivazioni americane, il clavicembralo, la pittura a olio, l'orologio che batte le ore, Euclide e la sua geometria (che traduce in mandarino), il mappamondo.
La presenza italiana ancora venerata: nel ponte di Marco Polo e nel gabinetto scientifico di Ricci, preservati, per limitarci a due esempi. E una decina d'anni fa, accanto al celebre esercito di terracotta di Xian, il nostro Paese ha allestito un primo laboratorio di restauro, per addestrare trenta esperti locali; fino ad allora, come tradizione in Estremo Oriente, usava ricostruire i manufatti con identit di materiale e forma, ma abbondante falsificazione di tempi ed et. Quel primo esperimento ha portato altre richieste. Ora, l'Istituto del Restauro voluto da Argan e Brandi al lavoro nella Citt proibita e sulla Grande Muraglia, e per questo il ministro Giuliano Urbani e l'archeologo Giuseppe Proietti accompagnano il presidente Ciampi. Nel perimetro che per secoli stato la residenza di tanti Imperatori, si restaura la "Sala del Trono": il Padiglione della Suprama Armonia, il palazzo pi importante, creato dal 1420 a fine '600 (e pi volte in seguito) ricostruito, alto 35 metri e vasto oltre 2.000 quadrati, che ospitava i pi importanti eventi del Celeste Impero. Prestigioso anche il tratto di Grande Muraglia (lunga ben 3.000 chilometri: dicono l'unico monumento creato dall'uomo visibile dalla Luna) che verr ripristinato: a Badaling, 60 chilometri da Pechino, d'epoca Ming, cio tra il Tre e il Seicento. Restaureremo tutti i camminamenti, le torri di guardia e le mura merlate, in un panorama da mozzare il fiato, valli e rilievo su cui questo monumento di snoda quasi come un serpente, dice Proietti: Perch esportiamo il nostro massimo tesoro, la cultura.



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