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MILANO - Grande Brera, polemica sullo spostamento della storica accademia milanese
di Giovannij Lucci



Il progetto prevede l'allargamento della pinacoteca a scapito delle stanze per la didattica che finirebbero nell'ex caserma di via Mascheroni. Contrari gli studenti che trovano in Dario Fo un alleato prezioso: "Vogliono sostituire le aule con bar e ristoranti. Siamo alla fine del mondo"
Mi sento mortificato. Una bocciatura senza appello quella di Dario Fo che rimanda al mittente il progetto della Grande Brera, ovvero il trasloco della storica Accademia delle Belle Arti presso lex caserma di via Mascheroni. Tra Liceo e Accademia, ho vissuto in quel quartiere per 8 anni continua il premio Nobel Ho anche insegnato e fatto diversi interventi, mi sono battuto in passato perch lAccademia rimanga un luogo adeguato per gli studenti e per la storia che rappresenta: intorno a lei nato tutto, il museo, la biblioteca e anche il quartiere Brera. Fo identifica nelle vie dietro La Scala il centro culturale della Milano del dopoguerra, anni straordinari, artisticamente vivaci. E oggi invece, si cerca di sradicarla, toglierla di mezzo, sostituire le aule di insegnamento con bar e ristorante. Siamo alla fine del mondo. Lopinione dellartista pi famoso della citt condivisa da buona parte del corpo studentesco dellaccademia che a sloggiare dagli storici locali, per far posto allallargamento della pinacoteca, non ci pensa nemmeno.

LAccademia di Brera ospita nella sua sede la pinacoteca, la biblioteca nazionale Braidense, losservatorio di Brera, lorto botanico, oltre che, ovviamente, le aule dedicate alla didattica. Poco spazio per tante attivit. Tant che fin dagli anni Settanta che si parla di Grande Brera. Quarantanni di dibattito che per non hanno mai portato a nessuna indicazione operativa.

Almeno fino al 19 luglio del 2010, quando una serie di istituzioni comunali e nazionali sottoscrivono il protocollo per la Conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale della citt di Milano. Una storica intesa che, dopo oltre trentanni, vede condivisi gli obbiettivi di Accademia e Pinacoteca dichiara Mario Resca, Commissario straordinario per la Grande Brera Il protocollo rappresenta un punto di partenza per dotare Milano di un polo culturale di eccellenza internazionale.

A un anno di distanza, in occasione della giornata dedicata al Premio Nazionale delle Arti, Resca, ribadisce che per far decollare la Grande Brera servono i soldi, almeno 30 milioni per partire, per realizzare il progetto esecutivo dellarchitetto Mario Bellini, necessario per la ricerca degli altri finanziamenti sia pubblici che privati per un disegno complessivo da 150 milioni di euro.

Il progetto in questione riguarda la risistemazione della pinacoteca che dovrebbe assorbire gli spazi didattici passando cos da 14mila a 20mila metri quadri. Ma non solo: sono previsti anche una copertura di vetro sul cortile principale, sul modello di Norman Foster al British Museum, la riorganizzazione delle sale in un nuovo percorso museale, un collegamento con lOrto botanico e Palazzo Citterio. Ma ancora i servizi al pubblico, dunque dalla caffetteria al ristorante e dal bookshop allauditorium, che andrebbero cos ad occupare gli spazi dedicati oggi alle aule didattiche. Inoltre presso Palazzo Citterio (altri 8 mila metri quadrati) troverebbero spazio un nuovo ingresso, una sala congressi e le collezioni del Novecento.

Ma resta un nodo da sciogliere: il trasferimento delle Belle arti nellex caserma di via Mascheroni. Tutti daccordo dunque? Non tutti.

Noi vogliamo valorizzare la Brera che gi esiste con la compresenza di accademia e pinacoteca, fondamentali per la didattica. Dateci Palazzo Cusani o Palazzo Citterio. Questo il commento di Dario Micci, presidente della Consulta degli studenti. Una posizione condivisa da praticamente tutti gli studenti. Significa chiederci di abbandonare lo spazio di Brera per trasferirci in una sede non idonea per la didattica, pi decentrata, in una zona priva di servizi e infrastrutture di accoglienza per gli studenti, continua Dario che sottolinea anche come la nuova location sia sotto il vincolo della sovraintendenza ai Beni Culturali: Non si possono apportare modifiche strutturali, a meno di intervenire con modifiche sul piano di governo del territorio del Comune.

Gli studenti trovano in Dario Fo un prezioso alleato che lancia la sfida direttamente alla nuova giunta di centro-sinistra che governa la citt:In Francia ad esempio, hanno un enorme rispetto delle sedi culturali, e non per un atteggiamento di maniera, bens di sostanza: Adesso vediamo cosa far il nuovo Comune: accettare passivamente questo sbaraccamento non mi pare la posizione migliore per cominciare.



http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/20/grande-brera-e-polemica-sullo-spostamentodella-storica-accademia-milanese/120729/


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