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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Friuli Venezia Giulia. Sovrintendenze da regionalizzare, no da Italia Nostra
Quotidiano del Friuli 12/5/2011

Allarme delle associazioni di tutela del territorio per l'annunciata richiesta di Tondo al ministro Galan sul federalismo anche per le sovrintendenze
Le associazioni ambientaliste vorrebbero bloccare la richiesta da parte dei vertici regionali
Italia Nostra contro la giunta Tondo: «Giù le mani dai beni culturali»

Italia Nostra e il Wwf del Friuli Venezia Giulia si scagliano con determinazione contro l'ipotesi di trasferimento alla Regione delle competenze ministeriali in materia di beni culturali. In sostanza le associazioni di tutela di ambiente e territorio, scendono in campo contro le ipotesi di smantellamento delle strutture della Soprintendenza in materia di beni culturali e attaccano la giunta Tondo che non avrebbe adeguato le norme e non si sarebbe dotata di un Piano paesaggistico. «L'intenzione del presidente Tondo di ottenere il trasferimento alla Regione delle competenze della Soprintendenza in materia di beni culturali, dicono le associazioni, è un chiaro tentativo di eliminare l'ultimo baluardo per la difesa del paesaggio e dei beni architettonici». Insomma un duro commento di Wwf e Italia Nostra Friuli Venezia Giulia che vorrebbero così bloccare l'imminente richiesta da parte dei vertici regionali, rivelata dallo stesso Tondo nel corso della campagna elettorale triestina. Una richiesta di cui il presidente avrebbe già accennato al Ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan. Come ricordano le associazioni ambientaliste, nel corso degli ultimi anni, la tutela del paesaggio è già stata privata degli strumenti atti a garantire che essa fosse osservata già a livello di pianificazione: oggi i piani particolareggiati e le loro varianti, che interessano aree tutelate dalle nonne sul paesaggio, non sono soggetti ad alcun parere preventivo, ma devono essere semplicemente accompagnati da una "Relazione paesaggistica", i cui contenuti sono a discrezione del progettista, mancando al momento qualsiasi criterio di "buona progettazione". L'unica verifica sulla compatibilità paesaggistica avviene pertanto nell'ultima fase, cioè nella valutazione dei progetti di opere e interventi per l'emissione dell'autorizzazione paesaggistica — rilasciata dal Comune o dalla Regione - previa acquisizione obbligatoria del parere (per fortuna ancora vincolante) della locale Soprintendenza. «Considerando anche il fatto che in molti casi le Commissioni paesaggistiche locali, comunali o intercomunali, hanno dimostrato di essere deboli e piegate agli interessi economici di turno — tuona il Wwf - togliere anche questa forma di controllo terzo da parte della Soprintendenza significherebbe eliminare l'ultimo baluardo per la difesa del paesaggio nella nostra regione». Emblematici, da questo punto di vista episodi come quello del mega-progetto speculativo per la Baia di Sistiana, autorizzato dal Comune di Duino-Aurisina con il sostegno della Regione e al quale il Soprintendente si oppose (poi costretto a fare marcia indietro dall'azione concertata di tutti i livelli politici), oppure quello dell'inutile strada Manzano-Palmanova, vittoriosamente contrastata dal Soprintendente. «L'esperienza insegna — chiarisce Italia Nostra - che quando le funzioni amministrative vengono delegate agli enti territoriali, queste diventano molto più soggette all'ingerenza politica, che già oggi si fa sentire e che domani sarebbe molto più penetrante (basti pensare al potere di nomina e sostituzione dei dirigenti). Ciò sarebbe tanto più grave per la funzione di tutela dei beni culturali che si trova spesso in conflitto con gli interessi pubblici locali, impensabile quindi delegare funzioni cosi delicate alle regioni e a maggior ragione agli enti locali. Questo conflitto tra interessi pubblici spiega perché lo Stato non ha mai delegato funzioni di tutela agli enti territoriali». Le associazioni auspicano quindi che il presidente Tondo non solo torni sulle sue ipotesi, ma applichi finalmente le normative statali che impongono alle Regioni di dotarsi di un Piano paesaggistico (mai emanato benché fosse previsto dalla convenzione firmata nel 2006 con i ministeri competenti) e di un nuovo strumento urbanistico generale integrato con esso, considerando che il Piano Urbanistico Regionale Generale (PURG) vigente è del 1978, vecchio e soprattutto carente dal punto di vista normativo, sia perché privo dei necessari contenuti paesaggistici, sia perché non adeguato alle normative comunitarie. «La legge regionale 22/2009 — ricordano Wwf e Italia Nostra - prevede un periodo di due anni per mettere a nonna il PURG, con le varianti necessarie, per poi procedere con la redazione di un nuovo strumento urbanistico regionale, ma a tutt'oggi la Regione non ha neppure un procedimento ufficiale per la partecipazione pubblica all'aggiornamento del piano». «E evidente — concludono le associazioni — che siamo di fronte a precise scelte politiche che considerano la tutela del paesaggio e la pianificazione territoriale questioni scomode, da rinviare perché intralciano "grandi opere" (infrastrutture autostradali, TAV, ecc.) ritenute strategiche per lo sviluppo — sempre e solo quantitativo e misurato dal PIL - della Regione».

LE SEDI
L'attuale struttura risponde solo a Roma
La Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia costituisce un'articolazione territoriale di livello dirigenziale generale del Ministero per i beni e le attività culturali. La Direzione svolge pertanto compiti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale unitamente alle strutture periferiche del Ministero, delle quali dirige e coordina le attività e cura i rapporti del Ministero con la Regione, gli Enti locali e con le altre istituzioni presenti nel territorio regionale. A capo della Direzione vi è un Direttore Regionale. In Friuli Venezia Giulia gli organi periferici afferenti alla Direzione Regionale sono: Soprintendenza per i beni archeologici del Fvg, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Fvg, Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Fvg, Sovrintendenza archivistica e Biblioteca statale di Trieste.



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