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Villette abusive a Chia: il pm chiede cinque anni per il tecnico del Comune
Mauro Lissia
La Nuova Sardegna, 6 maggio 2011

Un’azione esemplare del Gruppo d’intervento giuridico onlus per la difesa degli usi civici, minacciati dalle “valorizzazione” dei comuni.

Colpevoli per l’accusa anche Monni e Delussu Costruzioni realizzate «al di fuori delle regole». L’inchiesta partita su esposto del Gruppo di Intervento giuridico.

CAGLIARI. Cinque anni di carcere per il responsabile dell’area tecnica del comune di Domusdemaria Gianluca Ambu, colpevole di abuso d’ufficio, falso e reati ambientali: è la richiesta del pm Andrea Massidda, che ha sollecitato anche la condanna a due anni di arresto per l’amministratore della ‘Sarit’ Pierluigi Monni accusato di reati ambientali e un anno per l’amministratore della ‘Chia Immobiliare’ Antonio Delussu per falso e abuso d’ufficio. La vicenda, nata nella primavera del 2006 da un esposto del Gruppo di Intervento giuridico, partì col sequestro di una villetta costruita solo in parte: secondo gli accertamenti condotti dal nucleo ispettivo della Guardia Forestale l’edificio si trovava nella fascia vincolata del litorale, dove nulla poteva essere realizzato. A quel punto i funzionari della Forestale decisero però di vederci chiaro e acquisirono i documenti sull’intero compendio di Chia. E saltarono fuori elementi d’indagine nuovi: per esempio scoprirono che l’autorizzazione datata 2001 rilasciata alla ‘Sarit’ di Monni riguardava la costruzione di dieci ville nell’area di Setti Ballas, la collina che domina il paesaggio di Chia. Le ville autorizzate non c’erano, ma nonostante i piani paesaggistici fossero stati annullati dal Tar su ricorso delle associazioni ecologiste - e siamo al mese di novembre del 2003 - la stessa società era riuscita stranamente a ottenere dal comune di Domusdemaria un ‘premio’ in cubature. Così il numero delle ville da costruire era cresciuto, da dieci si poteva passare a diciotto. Con la legge salvacoste avviene un altro miracolo: senza aver ancora messo in piedi un solo mattone, la Sarit ottiene una variante in corso d’opera che gli doveva assicurare la possibilità di realizzare 53 villette. Di queste, dieci sarebbero sorte in un’area ceduta al Comune per servizi e verde attrezzato. Nel progetto della Sarit, approvato dal Comune, anche strade e condotte. Solo quando la Procura intervenne con il sequestro del cantiere - e siamo al 26 aprile 2006 - il Comune decise di dare un taglio netto a tutte le concessioni edilizie. Ma ormai l’inchiesta giudiziaria era partita e la tardiva marcia indietro dell’ufficio tecnico comunale non fu sufficiente a risolvere il problema. Per il pm «Monni ha operato senza alcuna regola, violando sistematicamente le norme del piano di lottizzazione approvato e vigente» con «un’illegittima e imponente trasformazione urbanistica del territorio tramite interventi edilizi già iniziati» che «comportavano lo stravolgimento del piano di lottizzazione con modifica dei lotti, realizzazione di nuove opere di urbanizzazione non previste nel piano, tutto in violazione della normativa urbanistica e paesaggistica, determinando l’aggravio del carico urbanistico su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico». Palese per il magistrato anche «la sussistenza dell’abuso d’ufficio contestato ad Ambu, che ha rilasciato la concessione edilizia del 2005 affetta da numerosi vizi e ha poi cercato di mascherarli con una terminologia volutamente vaga e atta a trarre in inganno». Per il pubblico ministero Ambu, come tecnico destinato a quel settore così delicato, non poteva ignorare quei vizi. Al contrario - così sostiene l’accusa - ha cercato di aggirare ogni problema per dare supporto di atti amministrativi al costruttore e garantirgli la realizzazione del progetto. Il pubblico ministero osserva come sia «significativo il fatto che Ambu, evidentemente non in condizione di spiegare in alcun modo il suo operato, non abbia rilasciato alcuna dichiarazione nel corso dell’intero procedimento». Colpevole per il pubblico ministero anche Delussu, che ha amministrato la ‘Chia Immobiliare’. Il prossimo 12 maggio parleranno i difensori Rodolfo Meloni e Raffaele Soddu per Monni e Delussu, Paolo Berria e Mario Fois per Ambu. La sentenza è in programma il 24 maggio.

http://www.eddyburg.it/article/articleview/16960/0/354/


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