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TOSCANA - "Ecome dire fate quello che volete". Emiliani, Tozzi, Pratesi: un coro di no alla scelta del governo
MAURIZIO BOLOGNI MASSIMO VANNI
SABATO, 07 MAGGIO 2011 LA REPUBBLICA -- Firenze






Piero Baronti: "Credo ci sia la possibilit di presentare ricorsi"
Vezio De Lucia: "E stato superato ogni limite, non passer allesame dellEuropa"


Novantanni, ma vi rendete conto? Mica dieci. Una concessione di quasi un secolo di fatto unalienazione. Una privatizzazione. E come dire, fate quello che vi pare. Confessa di sentirsi avvilito Fulco Pratesi, lo storico esponente del Wwf che frequenta assiduamente loasi nei pressi di Capalbio. Per lui il decreto sviluppo del governo che, dietro un modesto canone, legittima con una concessione novantennale chioschi, stabilimenti e alberghi sui litorali ha il segno dellaggressione. Lennesima ferita consumata ai danni dellambiente.
Le spiagge, con le dune, gli arenili, le battigie sono luoghi delicatissimi e adesso finiranno invece per essere oggetto di una nuova aggressione. Anche sul litorale maremmano: Stiamo combattendo con il coltello fra i denti per salvare questi ultimi pezzi di territorio e adesso ci dicono che ci sar invece pi cemento, pi costruzioni, rileva Pratesi. Quasi sospirando: Chiss perch le vittorie degli ambientalisti sono sempre precarie. Intorno a Capalbio c ancora un bel pezzo di costa intatto e se dovessimo perdere anche quello non ci resta che migrare in Finlandia, dice Pratesi.
Mario Tozzi, presidente del Parco dellArcipelago Toscano, altrettanto scandalizzato: Non ho parole, una cosa intollerabile, mi fa venire il vomito, unaggressione micidiale al territorio, sono le sue prime parole. E penso tutto il male possibile di questo decreto che spazza via la concorrenza e fa un regalo alla pressione della lobby produttiva del Paese che fa capo a Confindustria attacca. Del resto, aggiunge il presidente del Parco, i reati sul demanio sono inestinguibili, la forestale potrebbe intervenire in qualsiasi momento, ma come potr andare a toccare quei chioschetti che ci sono anche al Giglio e allElba su spiagge che orano passano per novantanni in diritto di superficie? Questo decreto li rende stabili. Di pi. Saranno realizzate fognature per servili, altre opere, limpatto ambientale sar pesante. E assurdo, il solito premio ai furbastri. Se non ricordo male, stato calcolato che un metro quadrato di spiaggia rende a chi lha in concessione tra i 5.000 e i 10.000 euro. E gli utenti sono pure danneggiati.
DallEuropa arrivata una richiesta di chiarimenti. La stessa Commissione europea si detta sorpresa per un decreto che aggira in modo cos disinvolto la direttiva Bolkestein. Quella che impone di sostituire le concessioni con le gare. Confesercenti per applaude al decreto. Mentre un urbanistica come Vezio De Lucia, che conosce bene la Toscana, grida al disastro: Mi sembra che sia stato superato ogni limite precedente, non credo possa passare lesame dellEuropa, dice larchitetto che gi aveva espresso non poco disgusto per il Piano casa. Questo decreto - aggiunge De Lucia - rappresenta lesasperazione delle soluzioni privatistiche, perch in questo modo viene meno laccesso pubblico al mare, che un bene di tutti.
Anche Vittorio Emiliani, leader del Comitato per la bellezza, preoccupato: E un concentrato di porcherie, di tutte le nefandezze possibili, dice. Sotto il profilo ambientale si riducono e in qualche caso si azzerano i controlli, eliminando gli interventi delle soprintendenze e reintroducendo criteri di silenzio-assenso. Per la Toscana, la Maremma in particolare, dove ancora esistono molte spiagge libere che garantiscono laccesso ad anziani e a famiglie con minori disponibilit economiche, c il forte rischio che si riducano questi spazi come conseguenza di uno sfruttamento intensivo.
Che dire dei novantanni poi? Giusto che si diano tempi pi lunghi per consentire agli imprenditori di rientrare dagli investimenti, ma novantanni sono un tempo biblico, chi gode delle concessioni diventa di fatto proprietario della spiaggia. E sappiamo tutti che i canoni di concessione valgono il 5 per cento dei fatturati. Si trascurano gli interessi dei fruitori, che gi pagano prezzi pi alti della media mediterranea e che cos sono beffati due volte: lerario infatti incasser meno di quanto sarebbe giusto. Non capisco, infine, dove sia lurgenza di un decreto legge e si invade la competenza delle Regioni, che spero reagiscano come sta facendo lAnci, aggiunge Emiliani.
Senza un ripensamento, Legambiente prevede il peggio: Ci vuole poco a immaginare che si scatener una corsa alla cementificazione degli ultimi territori demaniali lasciati liberi dalla speculazione edilizia. E lesperienza ci insegna che zone come lElba e lArgentario sono piuttosto appetibili, dice il presidente toscano Piero Baronti. Che gi pensa alla battaglia legale: Credo ci sia la possibilit e lo spazio per presentare dei ricorsi contro il decreto in sede europea.



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