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Una navigazione durata venti secoli
Giulio Mancini
Messaggero 29/4/2011

A Fiumicino, alla foce del Tevere, trovati i resti di un'antica imbarcazione romana

La nave, forse la pi antica e meglio conservata dell'epoca romana. E' la scoperta affiorata a Fiumicino, alla foce del Tevere, sulla sponda opposta delle rovine di Ostia. Dalle sabbie e dalle argille dell'Isola Sacra emerge la Roma che navigava all'epoca del Primo Impero, quindi duemila anni fa. A quattro metri dal piano di campagna gli archeologi hanno scoperto la sagoma in legno, perfettamente conservata, di una imbarcazione romana lunga non meno di tredici metri, forse adibita a trasporto merci. Un rinvenimento che ha fatto esclamare una scoperta da brivido al ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, giunto appositamente allo scavo insieme con Anna Maria Moretti, sovrintendente archeologico di Roma e Ostia Antica, e Roberto Cecchi, segretario generale del ministero. Per gli esperti le condizioni naturali della zona potrebbero aver conservato in modo ottimale quei resti. Il reperto potrebbe rivelare un tesoro spiega Paola Germoni, responsabile dello scavo. Abbiamo il dovere di essere prudenti ma potremmo trovarci davanti all'imbarcazione completa pi antica dei romani che sia mai venuta alla luce. Dalle prime valutazioni si tratta di un natante totalmente in legno lungo circa tredici metri. Nello strato superficiale che stato rimosso si trovato un accumulo di materiale che indica una frequentazione del sito almeno sino al IV secolo dopo Cristo. Probabilmente la barca, che mostra la sua prua verso Fiumicino, si spiaggiata contro la riva e nel tempo stata sommersa dalle argille del Tevere che ne hanno favorito la buona conservazione. Ecco, siamo ansiosi di vedere cosa nascondono quei fanghi e cosa c'era nella nave romana. Da sottolineare che nel fasciame non sono stati rinvenuti chiodi o strutture di ferro e questo consente una datazione precisa del natante che risale alla prima epoca imperiale. Dunque la testimonianza dorme in quel punto da circa duemila anni. Gli studiosi non escludono la presenza di altri relitti in zona e il sottosegretario Francesco Giro ancora pi chiaro. un ritrovamento importante che potrebbe addirittura prefigurare l'esistenza di un terzo bacino accanto a quello di Claudio e di Traiano - sostiene - Insomma, non abbiamo trovato soltanto una nave ma forse un terzo porto di Roma. Non dimentichiamo che quello il punto d'intersezione tra la foce del Tevere ed il mare annuisce Germoni. La scoperta una novit - segnala Anna Maria Moretti - perch a questa profondit dal piano di campagna, non mai capitato di trovare un'imbarcazione, ma solo stratificazioni o una struttura. Al momento sono affiorati 11 metri di fiancata destra e ci sono resti di cordami. Il restauro delicatissimo la barca costantemente ricoperta d'acqua perch il legno non si secchi e il relitto va trattato con una metodologia sofisticata. Il contesto quello di via dell'Aeroporto, la moderna arteria di collegamento tra le due sponde di Fiumara Grande che corre parallela all'antica via Severiana, la litoranea realizzata dai romani a congiunzione tra Portus e Lavinium. Prima il mare era l, oggi la linea di costa avanzata di circa due chilometri. Su quei terreni da cinque mesi gli archeologi stanno conducendo i saggi propedeutici alla realizzazione del nuovo Ponte della Scafa, 25 milioni di euro per migliorare la mobilit dei pendolari attanagliati nel traffico. Sulla sponda opposta gli studiosi hanno rinvenuto un molo, forse ci che resta del porticciolo sulla linea di costa antistante Ostia. I fondi per proseguire gli studi? Per le cose importanti si trovano garantisce il ministro Galan.



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