LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Straordinario Mercato
piano, piano.....cartolarizzando

Maurizio Donato
La Contraddizione, Luglio - agosto 2002, n. 91

straordinario. Il modo in cui economisti e analisti commentano le cicliche fasi del capitalismo contemporaneo davvero stupefacente. Euforia e panico sembrano le uniche categorie in grado di rendere conto di vicende, di per s, normalissime nei cicli degli affari. Una fase positiva dell'economia americana, chiaramente alimentata da tensioni speculative, diventata alla fine degli anni '90 sintomo di una "nuova economia" che avrebbe posto fine ai vecchi cicli economici; la recessione seguita all'inevitabile esplosione della bolla, osservabile gi dalla primavera del 2000, stata attribuita ... all'attentato dell'11 settembre dell'anno successivo; mezzo decimale di punto percentuale di prodotto in pi, e la ripresa alle porte.
.
Debiti o crediti?
In uno dei migliori articoli finora pubblicati a proposito del fallimento Enron, Robin Blackburn [cfr. Enron and the pension crisis, in New left review, 14, 2002; tr.it. rivista del manifesto, giugno 2002] si chiede, molto opportunamente, perch nel caso di Enron, a differenza di quanto accadde con Ltcm, non sono state coinvolte le banche in un tentativo di salvataggio. La sua risposta, corretta, che in parte la ragione risiede nella diversa dimensione del fallimento, nel caso di Ltcm qualcosa come 3,6 mrd$, che nel caso Enron sono tra i trenta e i sessanta [mrd $], ma la ragione di ... fondo che in quest'ultimo le perdite sono gi state scaricate su un soggetto preciso: i titolari dei fondi pensione che avevano investito nelle azioni del gruppo. [In realt - ha fatto notare Vladimiro Giacch - le perdite non sono state scaricate solo sui fondi pensione che avevano investito in Enron. Le banche che vantavano crediti nei confronti di Enron li hanno venduti, con il meccanismo dei derivati, ad altre banche, ribaltando il rischio su queste ultime].
Vediamo di capire meglio come funziona questo meccanismo, dal momento che il modo in cui le imprese finanziano i propri investimenti non indifferente rispetto alle priorit con cui i creditori vengono soddisfatti in caso di fallimento. In particolare cercheremo di capire come il meccanismo della cartolarizzazione giochi un ruolo importante nel trasferimento dei rischi da un soggetto a un altro nella catena finanziaria degli affari. Alcuni "fatti stilizzati", ossia evidenze su cui c' accordo nella "comunit degli economisti", sono utili da ricordare per introdurre l'argomento che ci sta a cuore.
Il rapporto tra debiti bancari e altre forme di finanziamento varia a seconda del tipo di imprese: il finanziamento tramite obbligazioni stato sinora predominante tra le imprese mature e relativamente solide, mentre i debiti bancari e l'emissione di azioni sono la tradizionale fonte di finanziamento per le imprese che sono in fase di avvio (start-up) e per quelle pi a rischio; per le banche in un certo senso costoso emettere azioni, perci una frazione notevole dei crediti bancari "cartolarizzata". Rinegoziare un prestito bancario pi semplice che ristrutturare obbligazioni. In caso di fallimento, il debito bancario ha la priorit rispetto alle obbligazioni di tipo junior. Cambiamenti nei tassi di interesse hanno effetti diversi su imprese grandi e piccole.
Il mercato finanziario organizzato in modo gerarchico, sicch le imprese pi a rischio hanno meno possibilit di ottenere fondi a prestito e sono "costrette" ad emettere azioni; quelle un po' pi solide sono in grado di avere credito da parte delle banche, che resta la forma di finanziamento preferita, i gruppi pi forti evitano persino i costi dell'intermediazione bancaria, titolarizzando i crediti che vengono venduti sul mercato delle obbligazioni. Dal canto loro, dal momento che molte societ sono diventate ricchissime, le banche non detengono pi il monopolio del credito e sono molto meno importanti di prima nell'attivit di concessione di prestiti, che in questo modo non pi la ragion d'essere principale dei vecchi intermediari creditizi.
Negli anni `60 e `70, gli istituti di credito potevano raccogliere denaro attraverso conti di deposito e conti correnti, e quindi prestare questi fondi sotto forma di mutui aziendali, mutui ipotecari e prestiti ai consumatori. Oggi le banche concedono ancora mutui ed emettono carte di credito, ma, una volta che hanno finanziato i prestiti con le proprie risorse, li convertono in titoli negoziabili, o per cercare di liquidare partite "incagliate" o, agendo come mediatori, arrangiando forme di prestito negoziabili sul mercato per conto terzi. Questo tipo di pratica, sempre pi frequente nel settore dei prestiti ipotecari e del credito al consumo, definita "cartolarizzazione dei crediti" (securitization) e tende a trasferire il rischio di credito a soggetti diversi dal settore bancario, tipicamente gli investitori, tra cui in primis quelli istituzionali.
Ora, dal momento che le imprese americane si finanziano quasi esclusivamente tramite fondi propri o carta commerciale, evidente che uno shock avverso al settore delle imprese, una crisi da sovrapproduzione tipicamente, non si trasferisce direttamente al settore bancario, n attraverso il canale dei prestiti, n attraverso quello della perdita in titoli, visto che le banche americane concedono la maggior parte dei propri prestiti alle famiglie piuttosto che alle imprese. Quando la fase finanziaria della crisi diventa pi acuta, come in questo periodo, in presenza di un vero e proprio crollo del prezzo delle azioni in molti settori dell'economia, l'unico segmento di intermediazione ad essere fortemente colpito quello dei fondi pensione, i maggiori investitori istituzionali sul mercato delle obbligazioni.
La catena finanziaria appare dunque un po' pi trasparente: le banche, per minimizzare i propri costi di emissione di azioni, cartolarizzano una quota crescente dei propri prestiti che diventano cos obbligazioni. La cartolarizzazione dei crediti consente di raccogliere risorse finanziarie sui mercati mobiliari a fronte della cessione di attivi di cui le imprese sono titolari. Questi attivi possono essere mutui ipotecari, prestiti per il credito al consumo, ma pure crediti "in sofferenza" (cio difficilmente esigibili), possono essere attivi gi esistenti oppure futuri (royalties). Ci che pi conta che, una volta operata la cartolarizzazione, gli ex crediti diventati titoli sono obbligazioni junior, subordinate, ossia una classe di obbligazioni che hanno una priorit inferiore (per esempio, nei confronti di altre forme di debiti) qualora si verificasse un fallimento.
Nella recente esperienza internazionale, il ricorso alla cartolarizzazione stato adottato in genere per liberarsi di risorse scarsamente o per nulla remunerative a favore di crediti a pi alta remunerazione, migliorando cos la profittabilit delle aziende.
Tot truffa
Senza approfondire ulteriormente gli aspetti tecnici della questione, ci che interessa a questo punto mettere in evidenza l'impatto che il meccanismo della cartolarizzazione sta per avere nella situazione italiana, il cui mercato potenziale, dopo la geniale trovata di Tremonti di utilizzare il patrimonio pubblico del belpaese a garanzia delle spese del Tesoro, praticamente infinito. Ricapitoliamo il pasticcio. Quando il governo Berlusconi si accorto di non essere in grado di centrare nessuno degli obiettivi economico-finanziari indicati nel programma di governo, la fervida mente dei nostri ministri ha partorito un provvedimento [giornalisticamente noto come decreto "salva-deficit"] trasformato poi in legge dal Parlamento, con cui vengono istituite due nuove societ per azioni. La Patrimonio Spa ha per finalit quella di "mettere in redditivit" il patrimonio pubblico italiano, il cui valore stimato pari a circa 4 mln mrd delle vecchie lire; a questo scopo, le verranno conferiti non solo beni come immobili, terreni, autostrade, aeroporti, o addirittura frequenze per telecomunicazioni, ma crediti fiscali e previdenziali. La gemella Infrastrutture Spa ha invece per finalit l'agevolazione del finanziamento di opere pubbliche e per far ci le potranno essere trasferiti beni dalla Patrimonio Spa da utilizzare come garanzia per attrarre finanziamenti privati aggiuntivi rispetto agli stanziamenti pubblici.
Come verr realizzata quest'operazione? Ma con la cartolarizzazione, strumento con cui lo Stato italiano, prendendo esempio dalle banche e dalle imprese, potr ottenere crediti per il suo programma di infrastrutture - tipo ponte sullo stretto - dando in garanzia introiti futuri assolutamente virtuali. Le questioni sono diverse e tutte troppo importanti per non tornarci sopra: c' innanzitutto il tentativo di una cancellazione contabile del debito che deriverebbe dai finanziamenti, su cui aspettiamo che si pronuncino, tra gli altri, gli eurocrati di Bruxelles; i regali graziosamente elargibili dallo Stato ai soci privati di Infrastrutture SpA, e la non esistenza (in questo senso la truffa) dei presupposti di convenienza economica, se non per i mediatori/soci privati. Demanio un termine che pare derivi da dominio, e la prima circostanza da chiarire, anche in punto di diritto, se il governo abbia o meno la possibilit di disporre del patrimonio pubblico, in tutto o in parte, per i propri fini di spesa; poi c' la faccenda della redditivit: ha senso, e che senso ha "mettere a reddito" parte dei beni culturali e ambientali? Infine, come ha osservato qualcuno, se tutto ci fosse lecito e sensato, tutt'altro che dimostrato che sia pure economicamente "redditizio". Ne riparleremo.
La voce del padrone
Meglio non dimenticarlo, Enron ha dichiarato fallimento, Arthur Andersen gi stata addirittura condannata. Che cosa succede, che cosa prevede la legislazione americana in casi del genere, sono fondati i nostri timori che la catena finanziaria di debiti/crediti trasformati in obbligazioni si scarichi alla fine sul salario? Per ottenere una risposta certa, siamo andati a consultare il sito ufficiale del New York asset exchange, alla pagina Bankrupt securities. Un fallimento - dice "la voce del padrone" - presenta circostanze che richiedono una valutazione speciale per quanto riguarda i creditori, i debitori e i tribunali. Assegnare dei valori, prevedere le azioni della corte, determinare lo status dei detentori di azioni o di strumenti finanziari come le obbligazioni sono solo alcuni dei problemi implicati da una procedura di fallimento. Un investitore deve cercare di prevedere che cosa far la societ quando la ristrutturazione sar completata, quanto varr la nuova societ, e soprattutto come questo valore verr suddiviso tra le varie categorie di creditori. In generale, pi una obbligazione junior, maggiore sar l'incertezza circa il suo valore finale. Questo elevato livello di incertezza, naturalmente, pu produrre anche un potenziale apprezzamento; non cos raro vedere obbligazioni junior il cui valore raddoppia o addirittura triplica durante un fallimento.
Unfortunately, it is also not uncommon to see junior bonds receive only a few cents on the dollar for their claims.
in inglese, vero, ma si capisce

http://www.mercatiesplosivi.com/contraddizione/straord.html


news

02-06-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 2 giugno 2020

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

Archivio news