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Soddisfazione del ministro Urbani per le nuove norme sugli abusi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico
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Comunicato stampa del Ministero per i Beni e le attività culturali

Soddisfazione del ministro Urbani per le nuove norme sugli abusi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico

13/10/2004

Il Ministro Giuliano Urbani è molto soddisfatto, che saranno introdotte con il voto del Senato di oggi nell'ambito del disegno di legge-delega sull'ambiente.
"In primo luogo - ha dichiarato il Ministro - la soddisfazione è dovuta alla cancellazione di una norma (il precedente articolo 32) ritenuta sbagliata e pericolosamente foriera di gravi effetti disfunzionali.
"Sono state invece proposte - ha proseguito il Ministro - nuove disposizioni che irrobustiscono la tutela, prevedendo una misura speciale per giungere finalmente alla demolizione di tutti gli "ecomostri", quale quello di Punta Perotti, a Bari. In tal modo si da' credibilità ed effettività alle norme sul paesaggio; il territorio sarà finalmente liberato da sfregi intollerabili e i relativi siti saranno risanati".
"Inoltre - ha aggiunto il Ministro - è stata fatta chiarezza sugli autonomi poteri delle Soprintendenze di procedere alle demolizioni, in caso di inerzia delle autorità competenti. Di più: è stata potenziata e razionalizzata la tutela penale del paesaggio, poiché gli abusi di maggior impatto saranno sanzionati come veri e propri delitti - piuttosto che come semplici contravvenzioni, come è accaduto finora - e saranno puniti con la reclusione fino a quattro anni. È stata invece esclusa la sanzione penale per i fatti obiettivamente lievi, per i quali il ricorso ad essa era palesemente sproporzionato. Sempre che, naturalmente, la Soprintendenza valuti di volta in volta la compatibilità degli interventi con la conservazione del valore paesaggistico".
"In tal modo - ha dichiarato ancora il Ministro - è stata definitivamente scongiurata anche e soprattutto la cosiddetta sanatoria "a regime" dei reati paesaggistici - che a più riprese si era tentato di introdurre - che avrebbe reso del tutto facoltativa, e quindi inutile, l'autorizzazione paesaggistica preventiva e avrebbe declassato la tutela del paesaggio allo stesso livello della disciplina dell'edilizia, sovvertendo, in sostanza, l'intero sistema di tutela che nel nostro Paese vanta una tradizione storica che risale alla legge sulla tutela della pineta di Ravenna del 1905 e alla legge "Croce" del 1922".
"Si è invece introdotto - ha concluso il Ministro - per esplicita e reiterata richiesta di più governi regionali, un provvedimento di sanatoria, limitato nel tempo, che non muta il complesso dell'impianto - imperniato sulla indispensabilità dell'autorizzazione paesaggistica preventiva - ma ha il solo scopo di segnare il punto di svolta nella gestione delle aree vincolate, dopo il quale si apre una nuova fase - già delineata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio - in cui la tutela del paesaggio diviene una cosa vera e reale e smette di essere una pura e semplice declamazione formale".

Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 06-67232261



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