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Posta la fiducia è sul maxiemendamento alla legge delega in materia ambientale
L'Unità online

14.10.2004
Berlusconi mette la fiducia sul condono a Villa Certosa. Sfiorata la rissa in Senato


Alla fine il governo ha posto la fiducia anche su Villa Certosa. O meglio, la fiducia è sul maxiemendamento alla legge delega in materia ambientale, in cui, tra l'altro, si propone il condono edilizio su abusi minori compiuti in zone a vincolo paesaggistico, compresi quelli commessi dal cittadino-premier Silvio Berlusconi nella sua villa in Sardegna. L’opposizione ha cercato di impedire il “putch” e si è sfiorata la rissa a Palazzo Madama.

Tra i 51 commi dell'emendamento, che riscrive la legge, c'è la norma più criticata dai Verdi,secondo cui si possono condonare con una sanzione pecuniaria le costruzioni edificate in zone protette entro il 30 settembre 2004, purché‚ i materiali utilizzati siano giudicati «compatibili»con il contesto paesaggistico.

La tensione è iniziata a salire quando cinque senatori verdi – poi espulsi dall'Aula – (Stefano Boco, Sauro Turroni, Fiorello Cortiana, Loredana De Petris e Anna Donati) hanno inalberato t-shirt con le scritte: «Villa Certosa, state spogliando l'Italia», «Villa Certosa, casa abusiva delle libertà».

«Un gesto demagogico», «senza senso istituzionale» ha commentato poi Renato Schifani, parlando di «spogliarello». Il capogruppo di Forza Italia in Senato ha cercato di dimostrare che la norma sulla sanatoria è finalizzata ad abbattere gli ecomostri, ma anche a tutelare i cittadini che vogliono «aprire una finestra». E che le dure proteste degli ambientalisti erano solo «una reazione strumentale contro Berlusconi». Mentre la sanatoria riguarderebbe solo i piccoli abusi «che non hanno comportato aumento di volumetria e subiranno la valutazione di compatibilità paesaggistica da parte delle sovrintendenze». Per Schifani non si sa neppure se «un cittadino che si chiama Berlusconi vorrà o no avvalersi di questa norma». E in questa battaglia il centrosinistra a detta di Schifani dimostra «una forma di integralismo, di appiattimento su Bertinotti, di marce no global e con gente che scrive 10, 100, mille Nassirya».

Il maxiemendamento su Villa Certosa è comunque passato con 158 sì, 2 no e 1 astenuto. Il centrosinistra non ha preso parte alla votazione, su cui il governo aveva posto la fiducia (la maggioranza sarebbe stata di 81 su 161 votanti). E ora il provvedimento tornerà alla Camera.

Indignato per il varo della legge delega sugli abusi edilizi è il sindaco di Roma Walter Veltroni: «mentre a Roma si lavora per tutelare al massimo le aree protette- fa notare - il governo nazionale e la sua maggioranza si propongono di farne scempio con un ennesimo, scandaloso condono. Tale infatti sarebbe l'effetto della delega al governo sulla quale al Senato è stata posta la fiducia». Per Veltroni si tratta di «un atto grave, che può portare ad effetti devastanti. il solo annuncio del condono, infatti, rischia di provocare, ora, una fioritura di nuovi abusi». «Deve essere chiaro a tutti- prosegue- che, di fronte a questo nuovo vulnus alla bellezza del nostro paesaggio, alla decenza e alla legalità il comune di Roma non si rassegnerà all'inerzia. L'amministrazione continuerà a vigilare con la massima severità per far sì che non si verifichi una ripresa dell'abusivismo nelle aree protette. e dove e quando sarà necessario interverrà con la repressione demolendo i manufatti abusivi».

Per il capogruppo della Quercia Gavino Angius, «questo provvedimento è un nuovo attacco all'ambiente, incrementa lo sfascio ambientale. Ed è incostituzionale, perchè la costituzione all'articolo 9 protegge l'ambiente, e questa legge lo devasta». In più «non ha copertura finanziaria, perchè pesca i fondi dal bilancio dello scorso anno, i ministeri dell'ambiente e dei beni culturali vengono praticamente sciolti, sull'abbattimento degli ecomostri, la foglia di fico scelta per coprire lo scempio del paesaggio italiano, il governo dice il falso, perchè quello di punta Perotti è stato già deciso dalla cassazione».

Infine (ma sarà tema di battaglia nei prossimi giorni) dall'associazione Italia Nostra parte un appello a Ciampi perché non firmi la nuova legge - vergogna. Il 22 ottobre, con una manifestazione a Roma in difesa della legalità, partirà una raccolta di firme.



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