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Busto Arsizio - PGT, il Comune chiama, Sacconago risponde. E si lamenta
Varesenews, 26-10-2010

Centro storico degradato, collegamenti con la zona industriale... e terreni vincolati da decenni tra le segnalazioni dei sinaghini che chiedono soluzioni al nuovo strumento urbanistico


Il Comune chiama, Sacconago risponde "presente". Quasi un centinaio le presenze alla serata del Forum sugli obiettivi del Piano di Governo del Territorio: contrasto positivo con le due precedenti e fallimentari serate dedicate ai quartieri del centro e a Borsano. Presenti sul palco accanto all'arch. Luigi Moriggi, ormai esperto divulgatore dei principi di base che dovranno sottostare alla redazione del PGT, il sindaco Farioli e il suo vice Giampiero Reguzzoni. Con il primo cittadino a rispiegare le differenze fondamentali tra il PGT e i vecchi piani regolatori: vincolistici questi ultimi, pi flessibile e vocato a principi quali la perequazione, intesa nel senso che vedremo, il Piano di Governo del Territorio. Sempre Farioli ricordava ai residenti della natia Sacconago la centralit infrastrutturale di Busto Arsizio; i sinaghini per ora notano soprattutto gli attraversamenti di camion da e per la zona industriale, che pure d lavoro a non pochi, e l'inceneritore Accam.
Moriggi ha spiegato i vari passaggi formali dell'iter del Piano di Governo del Territorio. Oggi si presentavano, come nelle precedenti occasioni, una serie di inquadramenti generali e strategie d'intervento, mentre le scelte pi precise si vedranno nell'ambito del Documento di Piano, asse portante del PGT; da redigersi sempre tramite il puntuale confronto con la cittadinanza.

A Sacconago le questioni sono diverse: zona industriale, centro storico, viabilit. Il rione avrebbe bisogno di qualche attenzione in pi, e non solo di tipo edilizio. Ci che invece sul lato ovest di Sacconago abbonda, sono i terreni di propriet comunale, per l'appunto quelle della zona industriale. Le aree pubbliche, stato ripetuto, potranno avere un ruolo importante nell'ottica della perequazione, ad esempio per compensare scelte su aree destinate a verde o a sfoltimenti insediativi. Si lamentava, da parte di residenti come il signor Angelo M., i vincoli: "Il mio terreno vincolato da quaran'anni, a cinquanta metri hanno costruito". Su 400 osservazioni giunte nel 2007, la quasi totalit era di questo tipo. Il Comune ne ha tratto una mappa, e, spiegava Reguzzoni, potr concedere volumetrie acquistabili, impiegando le propriet comunali, in cambio delle aree gi edificate di cui dovesse decidere usi diversi, perch "il privato va risarcito dei vincoli", e in questo "il PGT quo laddove il vecchio prg non lo era".

Eugenio Vignati arricchiva il cahier de dolances: C' una vera spaccatura con la zona industriale. Qui mancano i parcheggi, abbiamo l'area dell'ex oratorio, perch non usarla? Al primo matrimonio in Chiesa Vecchia il sabato, con le viuzze strette il caos per le auto. Nel centro storico, poi le case crollano, non stanno pi in piedi. In via Bellotti, via San Carlo, in parte via XI Febbraio, ora vivono anche dei pregiudicati di notevole livello, certe auto parcheggiate sono diventate mercatini di spaccio. Altro che citt Malpensa, somiglia pi al Bronx. I negozi, poi? Spariti. Sacconago muore, si addormenta. Attenzione perch al degrado ambientale segue quello sociale.
Il vicesindaco ribadiva che erano i vecchi piani regolatori a ingessare i centri storici; inoltre le propriet parcellizzate rendono difficile ogni intervento. Il PII Maddalena dovrebbe cambiare volto all'area antistante alla Chiesa Vecchia, ma non ancora partito.
Sulla "spina verde", Reguzzoni chiariva il concetto come "una strada urbana con fascia verde, un asse viario non impattante", sul modello del viale della Gloria. La tangenziale-secante, insomma, ufficialmente non si fa, ma di fatto sar usata come tale se si seguono i timori espressi dal "pidino" e sinaghino Salvatore Vita, che gi vi vedeva lo sfogo naturale dei camion diretti ad Accam. E tutta la questione dei collegamenti della zona industriale resta aperta: progettata e finanziata la soluzione del nodo di via Piombina, contatti con Hupac e Fnm permetteranno in futuro di creare una variante in uscita a nord-ovest, verso via Amendola e via per Lonate, dedicata ai mezzi pesanti che cos libereranno, si spera, Sacconago.

26/10/2010

SdAredazione@varesenews.it




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