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Punta Perotti, lallarme del Comune: "Rischiamo la beffa: le imprese potrebbero ricostruire i palazzi"
FRANCESCA SAVINO
MARTED, 26 OTTOBRE 2010 LA REPUBBLICA - Bari


Gioved 4 novembre il giudice decider se restituire i suoli a Sudfondi, Mabar e Iema


Sul parco potrebbe tornare il cemento. La parabola di Punta Perotti si chiuder tra dieci giorni con il rischio di tornare al punto di partenza: il 4 novembre il gup di Bari decider sulla propriet dei terreni su cui sorgeva lecomostro. Erano stati confiscati dieci anni fa con una sanzione che nel 2009 la Corte europea dei diritti delluomo ha definito "arbitraria". Lallarme arrivato ieri, nelludienza in cui il giudice Giuseppe De Benedictis ha ascoltato il Comune, la Procura e le tre societ (Sudfondi, Mabar e Iema) che avevano edificato i palazzi demoliti nel 2006. Le imprese potrebbero ricostruire gli edifici, posizionandoli cos come erano stati realizzati inizialmente, spiega dallavvocatura comunale il legale Renato Verna.
Palazzo di citt si oppone alla revoca della confisca: Tornare indietro, dopo dieci anni e dopo la demolizione dei palazzi, sarebbe un paradosso giudiziale che rasenta la beffa, riflettono Verna e il suo collega Gianfranco Grandaliano.
Ma sul caso pesa la decisione della Corte europea dei diritti delluomo, che il 20 gennaio 2009 ha dichiarato illegittima la confisca e ha condannato lo Stato a risarcire i costruttori: per Strasburgo lassoluzione degli imputati decisa dalla Cassazione nel 2001, pur in presenza di lottizzazione abusiva, fa cadere il presupposto della sanzione. Il consiglio dei ministri allora ha proposto un "incidente di esecuzione" per ottenere la revoca della confisca: una richiesta che il gup Marco Guida ha respinto, ma la sua ordinanza stata annullata in Cassazione perch non erano state ascoltate tutte le parti in causa.
Ora le parti attendono il 4 novembre: c il Comune, che rischia di perdere un simbolo di legalit come parco Perotti o di dover cedere altri suoli per uno scambio con le societ, c lo Stato che potrebbe rivalersi sugli enti locali per il risarcimento, c la Procura che nel 1997 ordin il sequestro dei palazzi e ci sono i costruttori che aspettano di essere risarciti. Per la pubblica accusa la restituzione dei suoli consentirebbe allo Stato di ottemperare pienamente allobbligo di esecuzione alla decisione della Corte, scrive il pm Ciro Angelillis nella memoria depositata ieri. Ma per i costruttori riavere i terreni non sufficiente: Siamo vittime di un abuso commesso dal Comune, attacca lingegner Michele Matarrese. La sua Sudfondi attende da Strasburgo la quantificazione del risarcimento: la prima richiesta stata di 350 milioni di euro, poi lievitati fino a 560 in un procedimento civile. Nel frattempo il Parlamento ha approvato una legge: prevede che lindennizzo ai costruttori sia stabilito in base alla destinazione attuale. I terreni dove ora c il parco Perotti sono ancora edificabili: necessario proporre un piano di lottizzazione subordinato allautorizzazione del Comune e al vincolo paesaggistico. Ma la restituzione dei suoli non un risarcimento sufficiente - scuote la testa Matarrese - I fabbricati erano legittimi, ed assurdo che ci siano persino stati chiesti i soldi spesi per labbattimento. Aspettiamo che la Corte europea dei diritti delluomo decida limporto dellindennizzo, senza tenere conto della "leggina" approvata per limitare i danni. Per il Comune la posizione dei Matarrese una conferma: Le imprese non chiedono solo i suoli, ma anche i danni, avendo come retropensiero quello di ricostruire fanno sapere dallavvocatura. Il Comune ha subto la confisca e lacquisizione di suoli che non intendeva prendere, perch riteneva legittime le autorizzazioni. Ora per tornare indietro sarebbe una beffa, concludono i legali.



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