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Trieste. Porto Vecchio, stupisce il disinteresse dello Stato
Giuseppe Palladini
Piccolo 21/10/2010

Sgarbi: non si colgono le opportunit di quest'area, la questione va posta all'attenzione internazionale
Si apre stamattina alle 10 nell'auditorium del Museo Revoltella il convegno internazionale sui Patrimoni portuali industriali in Friuli Venezia Giulia organizzato da Italia Nostra. Tra gli interventi previsti anche quelli di Francesco Karrer presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e di Mario Lolli Ghetti direttore generale del Ministero dei Beni culturali. Questo pomeriggio dalle 17 nella sala convegni della Lega navale invece in programma la tavola rotonda sul tema 'Scenari fu- turi per il Porto Vecchio di Trieste e il Polo museale". Domani mattina dalle 9 nella sala maggiore della Camera di commercio il convegno su "Waterfront urbani e patrimonio culturale dei porti storici". Frattanto Antonella Caroli, organizzatrice del convegno, precisa che l'Autorit portuale non stata coinvolta perch in questi anni non siamo riusciti a instaurare un livello di collaborazione, ma anche perch sui temi dei waterfront e del Polo museale ci sono forti divergenze. Vittorio Sgarbi sar presente al meeting sui waterfront domani, alla Camera di commercio.
La presenza di esperti e relatori internazionali potr, secondo lei, segnare una svolta nel modo di considerare quest'area della citt?
Del Porto Vecchio non capisco bene il destino. La citt dovrebbe esserne orgogliosa. I vincoli che ho posto ormai quasi dieci anni fa dovevano stimolare lo sviluppo, e invece... E un'area cos vasta che il problema del Porto Vecchio potrebbe essere una questione di Stato. Mi stupisce l'inconsapevolezza dello Stato delle potenzialit di questa area. Pensare di investire in quell'area supera le nostre forze, bisogna portare il problema all'attenzione internazionale, come mi sembra di capire intenda fare questo convegno.
Nel 2001, come sottosegretario ai Beni culturali, lei pose sugli edifici del Porto Vecchio i vincoli di tutela. Come ricorda quel periodo piuttosto burrascoso?
C'era il progetto di Stefano Boeri, ora candidato alle primarie per il Comune di Milano, la cui idea era di buttare gi mezzo Porto Vecchio. Ci fu molto stupore perch intervenni con vincoli cos pesanti sull'area. Forse non se ne capiva l'importanza, date le condizioni di trascuratezza in cui versava, e in cui versa ancora oggi per gran parte. Allora chiamai Mario Botta, che elabor un progetto tenendo conto dei vincoli. Nel mondo una cosa normale. Vennero manifestate delle obiezioni, ma poco significative, che anzi sono servite a sottolineare l'importanza dell'area.
Adesso lei arriva al convegno con la proposta di destinare il prossimo anno due magazzini del Porto Vecchio al progetto della Biennale "diffusa" che verr realizzata nel 2011 per i 150 anni dell'unit d'Italia.
Chieder di utilizzare i magazzini 24 e 25 per questa Biennale. L'idea di una Biennale che da Venezia si espande in tutte le regioni, con tutta l'Italia animata da padiglioni dell'arte. E la cosa pi confacente per il Porto Vecchio, che presenta spazi industriali affini a quelli dell'Arsenale di Venezia. Da giugno a novembre 2011 il Porto Vecchio sar un faro dell'arte. Durante il convegno andr a vedere questi magazzini, per fare una verifica delle possibilit concrete. Si tratta di capire come gli hangar possano essere adattati ad accogliere le opere di artisti internazionali, ma anche del Friuli Venezia Giulia. Pensando anche a Trieste per questa Biennale mi venuto spontaneo puntare sul Porto Vecchio, perch attraverso l'esposizione e il flusso turistico che essa richiamer se ne possa capire l'importanza e quell' area trovi un proprio destino.
Biennale a parte, che altre possibilit di riutilizzo vede per il Porto Vecchio?
Se avessero trovato un accordo con l'Expo di Milano avrebbe potuto essere una bella avventura. Dipender dai prossimi sindaci di Trieste e del capoluogo lombardo, pu darsi che qualcosa si faccia. Anche se c' molta distanza fra Trieste e Milano il Porto Vecchio meriterebbe una legge speciale per coinvolgerlo nell' Expo del 2015. E una delle tre, quattro aree in Italia su cui scommettere. Con l'apertura dell'Europa verso Est il Porto Vecchio potrebbe trovare slancio, essere un primo avamposto dell'unit europea per chi arriva dall'Europa orientale. Occorre per una visione non locale ma nazionale; non so quale ministro potrebbe esprimerla.
Altre soluzioni per riportare il Porto Vecchio a nuova vita?
Dovrebbe essere un'area di sviluppo della citt. E inutile edificare in nuove aree quando c' gi il Porto Vecchio. Occorre per che ci sia, di fondo, una filosofia di sviluppo della citt. Di iniziative se ne possono fare tante... Fa pensare la totale distrazione dello Stato centrale. E con la situazione economica attuale, occorrono investitori privati e consapevolezza dell' importanza dell'area. Ad esempio il Porto Vecchio un outlet naturale. Piaccia o non piaccia, gli outlet sono aree di attrazione molto forti. A suo tempo avevo fatto una proposta a chi aveva realizzato l'outlet di Valmontone, nei pressi di Roma, ma poi il discorso caduto. Che il Porto Vecchio sia pronto per attivit commerciali rivolte al mercato sloveno e croato un'altra idea che non mi sembra peregrina.



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