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Fuentino. Il ritorno dell'eco-mostro sulla Costiera Amalfitana
Flavia Amabile
La Stampa 4/10/2010

La Finanza sequestra un cantiere dove 11 anni fa fu demolito il megahotel Fuenti

Lavevano ribattezzato il Fuentino e descritto come la versione buona del Fuenti, l'eco-mostro - grande, grosso e decisamente brutto - distrutto 11 anni fa a con l'esplosivo. La versione cattiva era stato agli inizi della sua vita un albergo costruito alla fine degli anni Sessanta in Costiera Amalfitana tra Vietri e Cetara. Una colata di 34 mila metri cubi di cemento: visto dal mare sembrava pi un immenso ospedale che un hotel, ed passato alla storia come il primo degli eco-mostri a cadere, il simbolo di una vittoria ambientalista dopo una lunga battaglia. Anche la versione buona tanto buona poi non era, a giudicare dal sequestro disposto dalla Finanza. Le cifre poste sotto sigilli sembrano inequivocabili: 17 mila metri quadrati di superficie dove era stato realizzato un edificio, su nove livelli, per 30 mila metri cubi di volume, equivalenti a 100 appartamenti di 100 metri quadrati ciascuno, recita il comunicato ufficiale della Gdf. Alla fine, insomma, il Fuentino che si stava realizzando a met costa di roccia.era poco pi piccolo, anche se di sicuro meno evidente del mostro originario. Ma il sequestro scattato anche su 3 mila metri quadrati di spiaggia, dove dallo scorso anno era gi stato aperto uno stabilimento con accesso soltanto dal mare. L'autorizzazione per prevedeva qualcosa di temporaneo, non una struttura di legno su tre livelli fissata con pali di cemento, sottolinea la Gdf. Abbattuto un mostro se ne fa un altro, e si spera che vada meglio, il senso dell'accusa. Il tutto avverte la Guardia di Finanza nella sua nota - stato realizzato sulla scorta di un progetto di restauro paesaggistico ambientale in una zona di tutela naturale dove dovrebbe vigere l'assoluto divieto di qualsiasi edificazione, sia pubblica che privata. Si tratta di una gigantesca speculazione edilizia. E quindi l'indagine coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Salerno, Franco Roberti, ha portato alla denuncia per abuso d'ufficio, falso ideologico, deturpamento ambientale, e a violazioni in materia urbanistica, paesaggistica e demaniale in una zona che fa parte,del Parco dei Monti Lattari e protetta dall'Unesco, nei confronti dell'amministratrice di Turismo Internazionale srl, societ proprietaria dell'area, del progettista e direttore dei lavori, del titolare della ditta esecutrice .e di un tecnico comunale. -La storia del Fuentino nasce sei anni fa quando la conferenza dei servizi d il via libera ad un giardino-mediterraneo con spiaggia e una struttura centro-benessere sulle ceneri dell'eco-mostro. La propriet ha ridotto di circa il 30% la presenza di cemento armato della struttura che dovr sostenere l'impianto a verde del recupero paesaggistico, aveva promesso la Turismo Internazionale sr1. Si era alle fasi conclusive, l'apertura era prevista per la prossima primavera ma le promesse non sono state mantenute secondo gli inquirenti e ora i titolari del Fuentino reagiscono con stupore e amarezza. Un provvedimento senza fantasia, spiega Dante Mazzitelli, uno dei proprietari. Perch si ripropone esattamente lo stesso percorso di 30 anni fa. Non si pu pensare, supporre; ritenere, ipotizzare che chi ha subito la demolizione del Fuenti possa nuovamente essere portato a reiterare in un qualche modo una storia, una realizzazione che non sia in ogni parola, atto o documento perfettamente rispettosa di tutte le procedure e norme di legge vigenti. Il provvedimento ritengo sia frutto di un grosso equivoco. Dante Mazzitelli si chiede come mai nessuno abbia chiesto chiarimenti prima di arrivare al sequestro e ricorda che tutte le opere sono state eseguite con un controllo maniacale, pedissequo e costante di tutte, dico tutte le autorit, le associazioni, gli organi di stampa, i cittadini. La riflessione che faccio la seguente: potrebbero oltre 24 enti ed istituzioni pubbliche essere state indotte in errore?. Stupore c' anche da parte degli ambientalisti. Michele Bonomo, presidente di Legambiente Campania: Abbiamo partecipato alle riunioni per dare vita a questo progetto di riqualificazione, ci sembrava che tutto potesse funzionare. Ed eravamo d'accordo per una riqualificazione perch si tratta di una struttura che prometteva di creare molti posti di lavoro. La Guardia di Finanza molto rigorosa nei suoi controlli, difficile mettere in dubbio i risultati dell'indagine. Mi sembra molto strano che i titolari abbiano fatto qualcosa in deroga alle norme, sapevano bene di avere i riflettori puntati addosso.



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