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Morra: Napoli, disastro cultura. Ora la politica ci dia ascolto
Mirella Armiero
Corriere del Mezzogiorno Napoli 16/9/2010

Il gallerista: spazio ai protagonisti storici e apertura internazionale

Napoli? asfittica sul piano culturale. Parola di Peppe Morra, il gallerista che ha creato il piccolo e prezioso museo Nitsch dedicato all'artista tedesco di cui porta il nome. La gestione culturale degli ultimi anni in citt? Praticamente un disastro, secondo Morra. Nonostante alcune iniziali buone intenzioni. Questa in sintesi l'opinione di un protagonista storico della vita culturale di Napoli, dichiaratamente deluso da Bassolino, che oggi d la sua ricetta: Aprirsi alle influenze internazionali, dialogare con l'estero, abbandonare i provincialismi. Se questa sar la via imboccata dalla nuova giunta regionale di centro-destra non ancora dato sapere. Di sicuro per ora ci sono i tagli al museo Madre, al Teatro Festivai e ad altre punte di diamante dell'era bassoliniana. Che cosa ne pensa Peppe Morra? Sono stato partecipe, ricorda, della prima esperienza bassoliniana, ma fin dall'apertura del Madre ho dichiarato la mia posizione polemica per la mancanza di progettualit e divisione complessiva. Credo che si sarebbe dovuta aprire la Fondazione Donnaregina a sponsor e soci sostenitori per la gestione del museo. Invece c' stata una chiusura e poi le spese sono state eccessive, le mostre costosissime, tutte cose che oggi si scontano. Allora lei tra quelli taglierebbero il Madre? No, assolutamente. E un museo importante, bisogna mantenerlo in vita, studiando per come far diminuire i costi.
Una gestione pi attenta fa bene alla continuit.
Dunque aprirebbe ai privati? Non nella propriet, solo nella gestione. E poi un museo non pu essere gestito solo da politici, magari bisognerebbe coinvolgere quelli che hanno rappresentato l'arte internazionale a Napoli negli anni Sessanta e Settanta. Questo potrebbe portare a una maggiore apertura. Molte mostre sono fatte un po' con i paraocchi. Dal momento che il Madre un museo epigonale rispetto ad altre strutture internazionali e opere pi importanti degli stessi artisti che sono qui si trovano altrove, ci vorrebbero maggiore coraggio e originalit nelle scelte. Bassolino tent un dialogo con i galleristi? S, ci sono stati diversi tentativi, ma nessuno andato a buon fine. Que1lo che dicevamo non veniva tenuto in alcun conto. Noi galleristi storici siamo stati i primi esclusi. L'assessore De Mila nega l'importanza dei grandi eventi. Lei d'accordo? Sulla Piedigrotta senz'altro s, ha fatto il suo tempo. Ma se si mettessero in piedi dei veri eventi internazionali, di poesia, musica o arte, allora si potrebbero ottenere prestigio e pubblico. Come l'attuale Festival del Teatro? In parte. Non credo per che questa manifestazione abbia raggiunto un respiro realmente internazionale. E, come il Madre, ha avuto ricchi finanziamenti. Piuttosto mi sembra un peccato tagliare sul Forum delle Culture, nel quale credo molto. Come mai? un progetto buono, che allarga gli orizzonti e la partecipazione. In particolare, il Museo Nitsch ha manifestato l'interesse per gestire il vicino Convento delle Cappuccinelle in salita Pontecorvo, nell'ambito del piano strategico. Ci richiamiamo al nostro discorso sui quartiere dell'arte, un vecchio sogno nel cassetto che oggi potrebbe diventare possibile proprio nell'ambito dei Forum delle culture. Il Corriere del Mezzogiorno ne ha gi parlato in passato: si tratta di residenze d'artista? Non solo. il progetto si allarga a coinvolgere l'economia locale, l'artigianato di qualit, oltre gli studi d'artista. E tutto concentrato nella zona a ridosso di piazza Dante. Renato Nicolini ha ipotizzato la creazione di un ascensore per collegare il Museo Nitsch con la piazza... E stata una bellissima sorpresa leggere questa proposta sul Corriere . E una delle idee che consentirebbero di portare al Museo un pubblico pi ampio. Insomma, cosa si aspetta ora dalla nuova giunta? Considerato il fatto che il passato prossimo stato disastroso spero che qualcosa cambi in meglio. Abbiamo visto che la Regione ha varato dei bandi aperti anche a soggetti privati come il nostro che un museo di interesse locale. Mi sembra un importante segnale di allargamento: magari ci arriver qualcosa di quei 12 milioni tagliati al Madre e alle altre manifestazioni. E del Natale in piazza Plebiscito che cosa ne pensa? L'assessore De Mita dice che cambier. Non si discute la qualit delle opere che negli ultimi anni sono state allestite a piazza Plebiscito. Ma perch le opere stesse non sono state lasciate poi alla citt come patrimonio pubblico? E perch la manifestazione non si poteva allargare ad altri luoghi della citt? Bisogna aprirsi. Napoli interpreta male il senso della parola cultura. Prendiamo Galassia Gutenberg: era diventata una fiera paesana con fondi di magazzino. Quest'anno non si fatta e chi se ne accorto? Dobbiamo avere pi coraggio, creare comitati scientifici di alto profilo e puntare in alto, altrimenti non si crescer mai.

Museo Nitsch Il museo di salita Pontecorvo parteciper al Forum delle Culture con un progetto di gestione del vicino Convento delle Cappuccinelle
Eventi e luoghi Piedigrotta Sono d'accordo con l'assessore De Mita: meglio tagliare su questa festa che stata molto importante ma che ha anche fatto il suo tempo. Napoli deve pensare a progetti nuovi e soprattutto internazionali
Teatro Festival Una manifestazione di indubbia qualit ma non credo che abbia davvero il respiro internazionale che si detto. Non arriva certo una massa di pubblico dall'estero, per assistere agli spettacoli



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