LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

LA PROPOSTA DI ALEMANNO SU TOR BELLA MONACA Sì, le periferie si salvano demolendole
di Vittorio Sgarbi
IL GIORNALE 24-08-2010



Con stupore e soddisfazione ho saputo della proposta del sindaco Alemanno di radere al suolo il moderno insediamento di Tor Bella Monaca.
Una lodevole, motivatissima intenzione, anche se sono certo che non verrà mai realizzata. Ho già aspramente rimproverato al sindaco di Roma la sua irrisolutezza rispetto all'orrida teca
dell'Ara Pacis. Adesso, come allora, apprezzo lo spirito. Ma non credo che anche se si trattasse di una convinzioneprofonda e non di una provocazione, i poteri, pur ampi, di un sindaco, non consentano azioni così decisive.
Ci vorrebbe una dittatura, per certi versi auspicabile, e non estranea alla cultura polit- ica di provenienza di Alemanno. Ma oggi i contrappesi democratici hanno a tal punto trasformato le ideologie, che il «fascista» Fini può apparire, più che un liberale o un democratico, un libertario, con venature radicali. Oggi Alemanno sembra tornato in sé, ovvero nel sé che lo fa assomigliare ai gerarchi e al duce, cui si devono imponenti bonifiche e città. Penso a Fertilia, Sabaudia, Latina, la Tresigallo di Rossoni, il quartiere dell'Eur. L'ultima grande architettura civile d'Italia è quella fascista. Dopo, la catastrofe. Con questi occhi Alemanno vede Tor Bella Monaca, così come tutta l'edilizia degli anni '60, '70 e '80. Speculazione selvaggia, senza alcun rispetto per l'uomo, in nome di valori popolari e democratici. Così le città sono state sfigurate. Non è stata espressa alcun idea di Città e di sviluppo. Di fronte a questo fallimento non ci sono rimedi: solo l'abbattimento. Alemanno è stato insieme nostalgico e progressista.
Come Tor Bella Monaca si possono ricordare anche imprese «firmate», e non meno devastanti, come l'area del «ferro di cavallo» a Perugia con gli interventi di Aldo Rossi, e quella della Bicocca a Milano su progetto di Vittorio Gregotti. Quest'ultimo quartiere è contiguo al villaggio Pirelli, edificato con straordinaria misura ed eleganza nel 1923. Un’ultranovantenne che vi abita, la signora Anastasia, interrogata sul nuovo quartiere, l'ha liquidato con la formula «scatola da scarpe! ». Tor Bella Monaca ha an-- che l'aggravante di essere, a distanza di pochi anni dalla sua realizzazione, fatiscente e degradata. Con il piano regolatore del 1962, che la dichiara «zona d'espansione», Tor Bella Monaca patisce un piano di sviluppo di edilizia economica e popolare che- è difficile distinguere dalle aree di abusivismo edilizio anche in zone tutelate.
Così, tra condoni e costruzioni, si innalzano torri a quindici piani, senza servizi e opere di urbanizzazione che nessun programma di recupero urbano può portare a compimento.
Non bastando questa situazione, nell'area si è infierito con una chiesa, Santa Maria del Redentore, progettata da Pier Luigi Spadolini. Se si pensa a cosa è stata l'architettura a Roma per circa due millenni, e che ancora ve ne sono tracce, di età romana, proprio nell'area del nuovo insediamento, ci si rende conto di come in cinquant'anni si sia persa ogni nozione di una lunga tradizione dell'edificare. Tra il '60 e oggi si è costruito più che negli ultimi tremila anni, e con una miseria e sciatteria senza precedenti. È inutile tentare di risanare in condizioni così estreme, e con edifici costruiti con materiali inadeguati e di rapido deterioramento.
Ha ragione Alemanno, lucido nell'aria fine di Cortina: «A Tor Bella Monaca ci sono case costruite con un sistema di prefabbricazione in cui piove dentro». E offre anche una soluzione: «Se abbiamo terreni e aree per costruire un nuovo quartiere a Tor Bella Monaca, per permettere alle persone che lì abitano di spostarsi, sarebbe una scelta popolare. Chi vive dentro quelle case non vive bene e dovrebbe spo-- starsi ». Una conseguenza sociologica è che luoghi sordidi favoriscono comportamenti sordidi. E in aree degradate, come a Scampia e alle Vele di Napoli, la piccola grande criminalità, lo spaccio della droga, i rischi di aggressione siano la naturale conseguenza della sciatteria, della sporcizia e dell'abbandono. Le borgate generano borgatari. L'assenza di regole, servizi pubblici e decoro, favorisce il ricorso a espedienti, genera uno spirito di adattamento di cui l'illegalità è la compensazione dell'assenza di garanzie minime di servizi. Le numerose lottizzazioni sono concepite nell' interesse dei costruttori e non dei cittadini. L'attuazione dei piani particolareggiati nell' area industriale del villaggio Breda e di Tor Bella Monaca avrebbe dovuto portare alla ristrutturazione urbanistica della zona. Ma queste opere non sono mai state attuate. Le scellerate autorizzazioni edilizie e, non diversamente, gli interventi diretti di edilizia pubblica indicano un'epoca di straordinaria decadenza, e non è detto che un nuovo quartiere garantisca risultati migliori. Sarebbe arrivato il momento, di stabilire con una legge, che nessun edificio nuovo può essere costruito, prima che l'ultimo storico sia restaurato. Così potremmo risolvere una contraddizione e tutelarci da quegli orrori che oggi indignano Alemanno.
Vittorio Sgarbi



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news