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FIRENZE - David, Bondi attacca Renzi ma spunta la gestione a met. Il ministro: questione meschina. Il sindaco: imparino da noi
MASSIMO VANNI
MARTED, 17 AGOSTO 2010 la repubblica - Firenze



Il Regio decreto del 1871

Agli Uffizi e allAccademia prezzi pi bassi che nei musei allestero. Il Pdl chiede un aumento


La proposta di Toccafondi: prenotazione obbligatoria per evitare le code

Il sottosegretario Giro tenta di chiudere il caso: c apertura per unintesa


Neppure il ferragosto fuga lo scontro sul David. Il ministro Sandro Bondi parla di polemica assurda e inopportuna. Per di pi lamentando di vedersi coinvolto contro la sua volont: Il problema della propriet del David, sollevata in termini propagandistici dal sindaco di Firenze, una questione meschina, si legge nella nota del ministero dei Beni culturali. Subito dopo per apre uno spiraglio: per la prima volta, discutendo del David, si dice pronto a discutere di una gestione condivisa e progettuale.
Palazzo Vecchio replica a ruota: Ha ragione il ministro, ma dovrebbe spiegarlo ai suoi avvocati che hanno presentato la relazione per dire che il David dello Stato, replica il sindaco Matteo Renzi. Sventolando il Regio decreto del 1871 e le carte catastali dello stesso anno che dimostrano che il David, posto allora sullarengario, passano assieme sotto la propriet del Comune. E sventolando anche le parole del sottosegretario agli interni Michelino Davico che, lo scorso aprile, a nome del governo riconobbe la propriet comunale del David rispondendo ad uninterrogazione del deputato Pdl Gabriele Toccafondi. Qui nessuno erede della famiglia dei Bischeri, dice il sindaco lasciandosi andare alla battuta.
Renzi ricambia comunque la disponibilit, invitando Bondi a Firenze (Se vuole posso andare a Roma io). Pronto a discutere di un possibile accordo: Siamo pronti a tutti i tipi di gestione condivisa, non nellinteresse delle singole amministrazioni, ma ai fini della fruizione di beni da parte dei cittadini. A patto per di chiarire un punto, insiste il sindaco: Noi siamo per il federalismo e il nostro modello pu essere interessante: mentre la biblioteca delle Oblate sono aperte fino a mezzanotte, la Biblioteca Nazionale chiude il pomeriggio per mancanza di personale. E se Palazzo Vecchio apre la sera gli Uffizi non fanno altrettanto. Senza contare, annota il sindaco, che se il Regio decreto anzich negli archivi del Comune lo avesse dovuto cercare allArchivio di Stato non avrebbe potuto farlo perch chiuso per ferie fino al 28.
Il governo impari da Firenze, il messaggio di replica inviato da Renzi a Bondi. Anche se, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, viceministro di Bondi, sottolinea i toni concilianti del sindaco di Firenze: A questo punto per noi la polemica si chiude definitivamente, anche nel ribadire le sue ragioni, il sindaco Renzi lancia un segnale di apertura e disponibilit verso la proposta avanzata dal ministro Bondi su una gestione condivisa.
Cos la gestione condivisa? Nessuno lo sa: sia al ministero che a Palazzo Vecchio la domanda cade nel vuoto. Laccordo, se mai verr siglato, tutto da costruire: parte dellincasso dei biglietti dellAccademia, che oggi va interamente allo Stato, andr al Comune? La questione economica, per il sindaco Renzi, deve far parte della trattativa Comune-Stato. Ma il ministero deve comunque riconoscere il modello fiorentino: Noi teniamo aperti i musei e le biblioteche, lo Stato pronto a fare altrettanto? Firenze o no un passo avanti? Renzi convinto naturalmente di s: Roma e Venezia hanno gi avuto, sufficiente che ci diano poteri speciali o modalit di gestione che non ci hanno ancora dato, sostiene il sindaco. Che, a scanso dequivoci, spiega e rispiega i documenti del David.
Come indennizzo per la finanze fiorentine disastrate dagli anni della capitale, il Regio decreto del 9 giugno 1871 pass la propriet di Palazzo Vecchio al Comune. E le carte catastali di quellanno mostrano che larengario, che aveva sempre ospitato il David, fa parte a tutti gli effetti di Palazzo Vecchio, la tesi del sindaco. Tesi opposta a quella dei legali ministeriali, convinti che il Comune di Firenze nato in epoca granducale non sia lerede della Repubblica fiorentina che pag Michelangelo. Tant che nel 1873, dicono i due legali, quando il David venne spostato allAccademia, il sindaco di allora non ne rivendic la propriet. Ma Renzi non ci sta: Sono forse le parole del sindaco a dare il titolo di propriet? Che succede se rivendico la propriet del Colosseo? Le fonti normative sono solo nelle carte.



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