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SICILIA - Scovati oltre 3000 immobili "fantasma"
Tito Cavaleri
Messina (10/08/2010) Gazzetta del Sud




Il Comune ha già deliberato l'avvio degli accertamenti relativi agli ultimi cinque anni. Tesoretto?

Sono 3.148 le case "fantasma". Praticamente inesistenti per il Catasto che si è accorto della "svista", mentre Palazzo Zanca ha già fatto scattare le relative procedure di riscossione: data la cospicua volumetria, consentiranno di recuperare un bel tesoretto. Fra Ici, Tarsu e balzelli vari non pagati fino ad oggi, gli oltre tremila proprietari riusciti a sfuggire alle tasse adesso avranno a che fare con una serie di batoste brucianti. La Giunta Buzzanca, già ieri, a seguito dell'individuazione dell'Agenzia del territorio degli immobili, ha deliberato l'avvio delle procedure di regolarizzazione. L'accertamento è stato effettuato attraverso riscontro su foto aerea del territorio comunale. «Tramite le banche dati in possesso del Sit comunale – dichiara l'assessore alle Politiche del territorio Giuseppe Corvaja – è stato dato il via all'attività di individuazione dei 3148 fabbricati e dei relativi intestatari catastali delle particelle su cui insistono gli immobili che hanno perso i requisiti della ruralità o che non risultano in tutto o in parte, per vari motivi, censiti al Catasto urbano».
Il termine per la regolarizzazione catastale dei cespiti, già scaduto il 15 luglio scorso è stato prorogato al 31 dicembre 2010 dalla legge finanziaria n. 122 del 30 luglio scorso ma deve essere verificata la conformità urbanistica ed edilizia degli immobili.
«L'individuazione delle case e dei relativi intestatari da parte del Dipartimento edilizia privata – riferisce l'assessore alle Politiche finanziarie, Orazio Miloro – avrà immediate e consistenti conseguenze sia sotto il profilo urbanistico che sotto quello economico-finanziario e patrimoniale». Secondo Miloro, l'esistenza di tali immobili costituisce in ogni caso un ulteriore carico che potrebbe incidere sulle fragilità già note del territorio comunale e per cui dovranno essere adottati altri specifici provvedimenti.
Ma ciò che preme maggiormente, almeno in questo momento, è la notevole sacca di evasione dei tributi comunali, in relazione alla quale l'Amministrazione sta predisponendo un'attività di accertamento e recupero relativamente agli ultimi cinque anni in sinergia tra il Dipartimento attività edilizie e il Dipartimento tributi. Nell'ipotesi in cui fosse verificata la non conformità degli immobili al Prg bisognerà procedere alla demolizione degli stessi o alla loro acquisizione al patrimonio comunale. Ipotesi quest'ultima che – spiega Miloro – andrà a costituire un ulteriore elemento utile ai fini degli equilibri di bilancio.
Sia Corvaja che Miloro hanno dato massima priorità all'azione amministrativa di accertamento, al fine di garantire la tutela del territorio e l'eventuale successivo recupero degli introiti tributari (Ici e Tarsu), che aggiunti a quelli già inseriti nel bilancio di previsione 2010, anche se non preventivamente quantificabili, possono rappresentare un valido supporto agli attuali equilibri finanziari.
L'Agenzia del territorio, ai sensi del D. L. 03/10/2006 n. 362, convertito nella legge 24/11/2006 n. 286 ha individuato i fabbricati iscritti al Catasto terreni per i quali sono venuti meno i requisiti della ruralità e pure quelli che non risultano dichiarati al Catasto urbano. In relazione a quanto previsto dalla legge, l'Agenzia del territorio, il 15 dicembre dello scorso anno ha costituito liste di particelle iscritte al Catasto terreni interessate da fabbricati presenti sul territorio comunale, ma che non risultano dichiarati al Catasto urbano, pubblicando l'elenco sulla Gazzetta ufficiale. Gli elenchi delle particelle, sulle quali è stata accertata la presenza di costruzioni, o di ampliamenti di costruzioni non dichiarati sono consultabili presso le sedi degli uffici provinciali dell'Agenzia oltre che sul relativo sito internet. La verifica della conformità allo strumento urbanistico è necessaria ai fini della tutela ambientale e del territorio (Zps, Sic); ma anche ai fini della tutela degli stessi soggetti fruitori degli immobili: rischi connessi alle realizzazioni delle stesse strutture relativamente alle zone in cui sono ubicati, alle vie di fuga e a quant'altro collegato alla tutela più generale del territorio e al rischio per la pubblica e privata incolumità. Accertamenti indispensabili quindi in considerazione della vulnerabilità idrogeologica del nostro territorio.
Nel caso di immobili realizzati in conformità al Prg, si accennava, ci sarà un importante incremento delle entrate per il Comune: costi di costruzione, oneri concessori, Ici e Tarsu. Nel caso in cui invece le strutture individuate fossero difformi allo strumento urbanistico, si dovrà procedere all'eventuale formulazione di ordinanze di demolizione con possibile acquisizione di manufatti al patrimonio comunale (nell'ipotesi in cui non fosse possibile procedere alle demolizioni).
Alla luce di tutto ciò, ieri la Giunta Buzzanca ha così deliberato di dare mandato al dirigente per l'attività edilizia e repressione dell'abusivismo, di intimare agli intestatari delle particelle interessate dai fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità o che non risultano dichiarati al Catasto urbano di «esibire, dimostrare o fornire al Comune di Messina il titolo abilitativo in virtù del quale hanno realizzato, modificato e/o ampliato la costruzione e/o a regolarizzarlo, in conformità allo strumento urbanistico e alla legge entro il 31 dicembre 2010».
3148 furbetti
Si tratta di fabbricati iscritti al Catasto terreni per i quali sono venuti meno i requisiti della ruralità e pure quelli che non risultano dichiarati al Catasto urbano.
Nel caso in cui gli immobili fossero stati realizzati in conformità al Prg ci sarà un importante incremento delle entrate per il Comune: costi di costruzione, oneri concessori, Ici e Tarsu.
Nel caso in cui fossero difformi allo strumento urbanistico, si dovrà procedere alle eventuale formulazione di ordinanze di demolizioni con possibile acquisizione di manufatti al patrimonio comunale, nell'ipotesi in cui non si potesse demolire.



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