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L'esplosivo universo di Dal
Giorgia Taffarelli
Nuova Venezia-Mattino di Padova-Tribuna di Treviso 10/9/2004

L'accoglienza stupefacente come si conviene al genio ridondante di Dal. Sovrasta il salone d'ingresso di Palazzo Grassi una gigantesca struttura - le cui metamorfosi sono sottolineate da bianchi velari - che riproduce il celebre quadro Sogno causato dal volo di un ape intorno a una melograna, un attimo prima del risveglio dove appunto la melograna si trasforma in tigri ruggenti. E' una delle scenografie dell'antologica che l'istituzione culturale della Fat (ancora per poco) a Venezia ha voluto dedicare al grande pittore catalano nell'anno del centenario. Anzi, la pi grande mostra tra quelle programmate per la ricorrenza tanto che Palazzo Grassi l'ha organizzata in collaborazione con la Commissione spagnola por l'anno daliniano che ha scelto la "vetrina veneziana" per dare dimensione europea all'evento. La presenza spagnola si evidenzia non solo nel numero delle
opere prestate dalla Fondazione Gala Salvador Dal e da altri musei iberici ma anche dalla scelta della curatrice aggiunta Montse Aguer Teixidor e dell'allestitore, l'architetto-artista Oscar Tusquets Blanca, che fu amico personale e stretto collaboratore di Dal. Con lui ide, ad esempio, il celebre divano Mac West che riproduce la forma delle labbra della diva e che a Palazzo Grassi ritorna in tutte le aree di sosta e nelle sale di visione dei filmati. Per il resto, l'architetto spagnolo ha scelto sfondi dai colori tenui e polverosi (grigi, azzurrini, verdini) per non interferire con la vivace coloristica delle opere di Dal. Solo la sala dedicata alla guerra civile immersa nel rosso sangue.
Quanto alla curatrice dell'antologica, la studiosa inglese Dawn Ades, ha scelto per le trecento opere in mostra provenienti da ogni parte del mondo un percorso espositivo che pur "giocando" con i molti terni daliniani preferisce la completezza dell'illustrazione
evitando l'abbagliante spettacolarit nella quale sarebbe stato facile cadere. Se molte sezioni che invitano al ludico e alla sorpresa pur ci sono all'interno dell'esposizione, queste hanno sempre un intento esplicativo della poetica daliniana. Un esempio proprio il percorso che finisce con l'inizio cronologico, cio con le opere giovanili del pittore. Come non pensare agli "orologi molli", al motivo del tempo cos caro a Dal? Dopo un'introduzione sulla vita di Dal, la mostra di Palazzo Grassi si apre proprio con la sala in cui campeggia (nonostante le ridotte dimensioni). La disintegrazione della persistenza della memoria con i suoi orologi e tutta la sezione Disintegrazione della materia affronta subito uno dei temi pi cari all'artista catalano, ripreso dalla citazione rinascimentale della Testa raffaellesca esplosa; e moltiplicato anche nelle diverse immagini scomposti; della moglie-musa Gala in veste di Leda Atomica o di Madonna di Port Ligat.
Il gioco continua con le immagini doppie dove i quadri di Dal citano Escher (Il teschio di Zurbaran). e la scultura classica con le Veneri di Milo che formano l'immagine del Torero allucinogeno. Il gioco delle citazioni prosegue nelle sale successive con i bozzetti per scene tra cui quello di Labirynth che richiama l'Isola dei morti di Bocklin ma soprattutto il grandissimo quadro La stazione di Perpignan che d l'idea dell'inizio dell'arte di Dal. Accanto, altre opere esemplari che si ispirano al pointillisme e al cubismo. Ha un forte riferimento familiare, invece, il Ritratto di mio fratello morto, basti dire che il bimbo aveva lo stesso nome di Dal pittore e anche del genitore notaio, mor piccolissimo e Dal padre se ne fece una colpa per la vita libertina che aveva condotto, con conseguenti fobie. L'eredit pass al Dal futuro pittore, insieme alla paura-attrazione per la sessualit che ha poi contraddistinto tutta la sua vita.
Il percorso espositivo proseguo nella sala delle Architetture del sogno con un fuoco d'artificio di opere come la grande Tentazione di S. Antonio proveniente da Bruxelles con accanto il quadro del Sogno provocato dal volo di un'ape e poi ancora l'Autoritratto molle con pancetta fritta. Il cuore della mostra ne1la Sala della guerra con il grande dipinto Costruzione molle con fagioli bolliti. Presagio di guerra civile in cui deflagrano arti e carni che si straziano una con l'altra in un delirio di autostrangolamento, come spieg lo stesso Dal che dipinse una Spagna in decomposizione, dilaniata fino a distruggersi, un anno prima della picassiana Guernica e con la quale il confronto inevitabile. La grande tensione si spezza nella sala delle Illusioni ottiche in cui un gioco di specchi moltiplica all'infinito
le prospettive daliniane della doppia versione di Dal di spalle dipinge Gala di spalle... che a sua volta cita il Velasquez di Las Meninas e si conclude con la proiezione di un film-documentario d'epoca in cui Dal, l'anticipatore della pop art, protagonista in veste di anticipatore della videoarte.
Lo sale del secondo piano di Palazzo Grassi accolgono il visitatore con i ritratti di Freud. Dal ammirava il padre della psicanalisi al punto da dichiarare che L'interpreta-zione dei sogni aveva ispirato tutta la sua opera ma quando,
dopo molti tentativi, l'artista riusc ad incontrarlo l'unico commento che strapp a Freud fu: Che fanatico!. Una novit per gli allestimenti di Palazzo Grassi l'introduzione in alcune sale di video che mostrano spezzoni di rari filmati con protagonista Dal che, insieme alla sala della "videoarte" e a quella in cui si proiettano i film di Dal-Bunuel, costutuiscono una sorta di altro percorso visivo nel percorso.
Tra le sale del secondo piano fondamentale quella dedicata al metodo paranoico critico di Dal che permette di vedere altre immagini dietro la raffigurazione principale come un Enigma, senza fine, nel Mercato degli schiavi con il busto di Voltaire che scompare, nella Metamorfosi di Narciso e nelle Impressioni d'Africa. E' il gioco della scoperta di rocce che diventano figure antropomorfe e zoomorfe, di gruppi di figure che ne compongono altre. Il tema di Bocklin torna invece nella sala Amore e morte che presenta anche l'opera La nascita dei desideri liquidi custodita dall'altra parte del Canal Grande, alla Fondazione Guggenheim. Mentre un curioso approccio al tema del surrealismo viene dalle illustrazioni di Dal per il poema I canti di Maldoror del conte di Lautramont alias Isidore Ducasse: ricordate l'Enigma di Isidore Ducasse di Man Ray? E a proposito di object trouv, una sala dell'antologica daliniana riservata agli oggetti-scultura: dal Telefono aragosta alla Venere a cassetti fino al divano Mae West.
Le ultime sale sono dedicate a La conquista dell'irrazionale con diverse opere che provengono da musei statunitensi mentre da Monaco arriva l'Enigma del desiderio con tanto di risposta scritta: Ma mere. E a proposito di sesso, non solo il dipinto Il grande masturbatore da citare ma anche la ben pi esplicita serie di chine dai temi fortemente erotici.
Con la sala dei Desideri insoddisfatti inizia la parte finale, cronologicamente a rebours, dell'antologica di Palazzo Grassi che presenta le opere giovanili tra cui spiccano il tema dell'amicizia tra Dal e il poeta Garcia Lorca, quello delle bagnanti, le interpretazioni cubiste, le citazioni czanniane e le marine e i paesaggi di sapore impressionista dei luoghi della sua giovinezza (Cadaques, Port Lligat) e i ritratti tra cui quelli del padre, della madre e - straordinariamente penetrante - di Luis Bunuel.



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