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CONDONO EDILIZIO: CONTRORDINE... AZZURRI. OGGI PARTE ESAME PROPOSTA PDL
01-07-10




(ASCA) - Roma, 1 lug - Esce dalla porta ma rientra dalla finestra. Ecco il nuovo condono edilizio, che il governo si era affrettato a smentire nella manovra. Tentativi c'erano stati con emendamenti di tre senatori del Pdl, Paolo Tancredi, Cosimo Latronico e Gilberto Pichetto Fratin, subito stoppati dall'esecutivo. Ma in Commissione ambiente alla Camera era gia' pronta un'altra proposta di legge su cui oggi inizia la discussione.

Il provvedimento e' stato sottoscritto da tre deputati, anche questa volta del Pdl, e tutti eletti in Campania: Maria Elena Stasi, Luigi Cesaro e Giovanna Petrenga. Il titolo e' eloquente: 'disposizioni per accelerare la definizione delle pratiche di condono edilizio al fine di contribuire alla ripresa economica'. Un solo articolo ma di contenuto 'pesante'. Comma 1: i comuni e le soprintendenze provvedono alle istanze di condono edilizio presentate ai sensi delle leggi del 1985, del 1994 e del 2003 ''entro il termine di sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge''. Comma 2: il rigetto dell'istanza di condono deve essere motivato in relazione all'assoluta e insuperabile incompatibilita' con il contesto paesaggistico-ambientale vincolato. Comma 3: decorsi i sei mesi, se il soprintendente non ha espresso il parere, l'amministrazione competente procede comunque all'adozione del provvedimento, con specifica motivazione sulla compatibilita' o incompatibilita' dell'immobile oggetto di istanza di condono. Comma 4: la mancata adozione del provvedimento motivato per la definizione della pratica di condono e' valutata ai fini della responsabilita' dirigenziale o disciplinare e amministrativa ed anche ai fini dell'attribuzione dei premi di produzione. Il privato (ossia colui che ha commesso l'abuso edilizio, ndr) puo' chiedere risarcimento per il danno derivante dal ritardo della pronuncia dell'amministrazione, indipendentemente dalla spettanza o meno dei diritto di condono.

Nella relazione illustrativa che precede il testo si sottolinea che presso i comuni pendono ''milioni di istanze di condono edilizio'' che non vengono esaminate per ostacoli burocratici che tengono bloccate le procedure. ''Si segnala in particolare - e' scritto nella relazione - la difficolta' dovuta a una interpretazione eccessivamente rigida delle norme di tutela delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico''. Quindi ''le attese dei cittadini si avvertono in misura crescente ed espremamente pressante'' anche perche' gli interessati ''non possono neppure procedere alle opere di restauro, ristrutturazione e completamento se non previo rilascio delle autorizazzioni in sanatoria''.

Infine la motivazione che, di questi tempi, puo' sembrare appetibile. La definizione delle pratiche di condono ''consentirebbe ingenti introiti per la finanza degli enti locali'' ed anche per l'erario. Ma ''il vero volano che ben puo' incidere al fine di contribuire alla ripresa economica, e' costituito dalla possibilita' di intervenire su milioni di immobili che ormai abbisognano di interventi manutentivi, risalendo la loro costruzione a decenni addietro''.

lsa/cam/rob




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