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TOSCANA - Io, signor 5.000 case, ammetto S, qualche errore stato fatto
Mauro Bonciani
CORRIERE FIORENTINO 16 giu 2010



Il presidente di Unica, una delle pi grandi cooperative: I problemi non si risolvono dando pi potere alla Regione
Tossani replica a Settis: Per non si pu congelare lesistente. E di abitazioni c bisogno

Cambierei qualcosa nella ristrutturazione dellarea ex Stianti a San Casciano, alleggerirei il progetto

No allo sviluppo zero, al congelamento del paesaggio e delle citt, ma in passato qualche errore stato fatto (anche dalla cooperativa che presiede). Cos Stefano Tossani, presidente di Unica, replica al professor Settis su urbanistica e consumo del territorio. Costruiamo perch c un bisogno abitativo non soddisfatto spiega Tossani e volumi zero si pu fare, ma per riqualificare serve anche il contributo pubblico, come anche per costruire case da dare in affitto. Errori? La Scuola marescialli e lintervento che abbiamo fatto a San Casciano, allex Stianti, che oggi alleggerirei

Ha costruito 4.500 abitazioni (e ne sta realizzando altre 400). Unica una cooperativa di abitazione tra le pi grandi del Centro Italia, nata nel 1996 dalla fusione di sei cooperative dellarea fiorentina. E il presidente Stefano Tossani conosce bene la materia dellurbanistica.

Presidente, c stato in Toscana un uso eccessivo del territorio negli scorsi anni?

Qualche errore stato fatto, ma c un bisogno di abitazioni che insoddisfatto e a cui occorre rispondere. Un bisogno che a Firenze, ad esempio, formato da pi fattori: nuove famiglie, anche monopersonali, immigrazione, turismo di lunga durata, presenza di studenti universitari fuori sede che da soli abitano 8.000 alloggi. Per rispondere a questo bisogno la risposta non pu essere non fare niente.

Si pu combattere la rendita immobiliare e costruire a volumi zero, come vuol fare il sindaco Matteo Renzi?

Si pu, ma con politiche adeguate, non congelando lesistente. Volumi zero? Benissimo, ma se fino ad oggi non stato fatto, vuol dire che qualche problema esiste. Costruire case o riqualificare zone si pu fare sempre, ma servono investimenti e se si vuole dare un valore sociale a questi interventi necessario lintervento pubblico a fianco di quello privato. Firenze in 30 anni ha perso 100.000 abitanti soprattutto per i costi pi alti delle case rispetto a citt e paesi limitrofi, un fenomeno che espelle giovani e fasce deboli.

Lei ha parlato di errori passati: c un intervento che non vorrebbe aver visto?

S. La Scuola marescialli a Castello.

Unica ha realizzato il contestato progetto di 150 appartamenti nellarea ex Stianti a San Casciano. Nessun errore vostro?

Cambierei qualcosa, alleggerirei il progetto, anche se l stato fatto tutto a volume zero e senza consumo di territorio: si costruito con gli stessi volumi dellex fabbrica e sullo stesso terreno. Per ammortizzare linvestimento serve un certo numero di abitazioni e che nel costo entri anche la voce dei terreni, per la quale servirebbe una qualche forma di calmierazione pubblica.

Il professor Salvatore Settis, nellintervista al Corriere Fiorentino ha sottolineato che gli oneri di urbanizzazione sono una voce di introiti importante per i Comuni e che questo pu spiegare alcune leggerezze nel consentire ledificazione: daccordo?

Gli oneri di urbanizzazione nei bilanci dei Comuni, hanno pi peso di prima anche a causa del taglio dei trasferimenti centrali e a volte fanno la differenza tra un bilancio chiuso o meno in pareggio, ma non farei nessuna equazione.

Settis propone anche di restituire pi potere alla Regione su urbanistica e programmazione, togliendo ai Comuni: qual il punto di equilibrio?

Negli anni 80 e per met di quelli 90 stata la commissione regionale a decidere con potere assoluto sulla pianificazione, poi si dato pi poteri ai Comuni, ma non mi sembra che la prima esperienza sia stata immune da rischi di sottovaluzione del consumo del territorio. Il problema non si risolve dando pi potere alla Regione.

Non stato costruito troppo, anche in Toscana?

Non realizziamo case perch restino vuote. che cambiano le condizioni sociali, le esigenze. E gli strumenti legislativi in materia di urbanistica ci sono gi: la legge 1 e il piano paesaggistico della Regione sono presi come paradigma in tutta Italia quando si parla di riforma dellurbanistica.

possibile conciliare mercato e responsabilit sociale?

faticoso, ma possibile. E come cooperativa chiediamo a Comuni e Regione un confronto per aprire la partita della costruzione di alloggi da dare in affitto, mettendo assieme risorse private e pubbliche.



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