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TOSCANA - Villa Feltrinelli allasta (con bunker)
Marco Gasperetti
CORRIERE FIORENTINO 8 mag 2010





Vendita quasi a saldo per la residenza della famiglia di Giangiacomo dopo che la prima asta andata deserta. Miti e misteri
Servono 24 milioni per aggiudicarsi limmobile a picco sul mare. Fu il nido di Ricucci-Falchi

Da pagina 1 MONTE ARGENTARIO Dire che la supervilla a prezzo stracciato o addirittura in svendita sembra quasi un paradosso, un insulto alla miseria. Ventiquattro milioni di euro sono un patrimonio irraggiungibile per la stragrande maggioranza dei comuni mortali.
Leditore Giangiacomo Feltrinelli, morto nel 1972 dilaniato da unesplosione. E due immagini della villa

Eppure Villa Feltrinelli, la mitica residenza supervip a picco sul mare di punta Cacciarella sulla strada panoramica di Porto Santo Stefano, quei soldi li vale tutti. Anzi ne vale molti di pi. Alla prima asta, un paio di anni fa, fu battuta a 29 milioni. Nessuno se la sent di acquistarla, e allora eccola che ritorna allincanto con sconto di cinque milioni. C tempo sino al 3 giugno per presentare domanda al tribunale di Roma che gestisce i beni della Magiste, la societ di Stefano Ricucci, ultimo proprietario della dimora. Tanto amata, dicono voci non verificate, che per accaparrarsela lex furbetto del quartierino lavrebbe pagata almeno una cinquantina di milioni.

Fantasie, forse. La cosa certa che qui, in trenta stanza extralusso con terrazze e balconi, scalinate verso il mare e ascensori immersi in 35 ettari di parco e di vigneti, Ricucci ha voluto sposare (nel luglio del 2005) lattrice Anna Falchi.

A dir la verit la scelta non port troppo bene alla sposa dellimmobiliarista che si present davanti ad un imbarazzato Nazareno Alocci, allora sindaco di Monte Argentario, con una sciatalgia dolorosissima. Che la afflisse anche alla cena nuziale, in realt un buffet in piedi, a base di sushi e carpaccio di pesce spada, linguine allastice, trofie alla genovese, aragosta e spigola alluva. E persino durante il rito del bacio della sposa.

Qualche malalingua parl di sciatalgia diplomatica per evitare il rito civile in una sede comunale, ovvero lantica Fortezza Spagnola. Una cerimonia che sarebbe stata presa dassalto da orde di paparazzi impazziti e cronisti impertinenti rimasti invece a bocca asciutta davanti allaustero cancello del parco. Adesso la villa, che ha appena compiuto settantanni di storia, cerca un nuovo padrone. Che, Ricucci a parte, meriterebbe di essere blasonato, come da tradizione.

I primi padroni, forse i pi innamorati ai luoghi, lo sono stati certamente: leditore Carlo Feltrinelli e la moglie Gianna Elisa Gianzana, i genitori di Giangiacomo. Voglio una villa su questo Promontorio, comand Carlo con il consenso assoluto di Gianna Elisa.

Nel 1940 il suo sogno fu esaudito con un progetto, allavanguardia per i tempi, firmato dagli architetti milanesi Pozzi e Lancia. In questo ambiente principesco si sono consumati i capitoli meno conosciuti della storia della famiglia Feltrinelli. Ma anche un tratto di storia del grande inviato del Corriere della Sera Luigi Barzini jr, secondo marito di Gianna Elisa Gianzana. Nella villa c tutto quello che pu far gridare al miracolo architettonico e paesaggistico. Compreso il nascondiglio segreto. Come il sotterraneo scavato nella roccia che divent il rifugio anti-bombardamenti e rappresaglie tedesche della famiglia Feltrinell. Alcuni biografi raccontano che proprio a quei tempi e in quel rifugio, Giangiacomo allora adolescente inizi a pensare al comunismo e alla rivoluzione frequentando gli operai che costruirono il rifugio e guardando con un certo interesse agli esplosivi impiegati negli scavi.

Forse unaltra leggenda metropolitana, che per ha accresciuto il fascino della villa. Come quella, gotica, di una oscura premonizione. Quando i Feltrinelli decisero di vendere si narra che dal lampadario del salone si form una macchia di sangue come nel pi improbabile romanzo di Edgar Allan Poe.

Fantasie, ovviamente. Lultimo sfarzo, (stavolta senza presagi) prima del declino e lamessa allasta, la festa voluta da Ricucci per ringraziare lArgentario dopo il suo matrimonio. Con fuochi dartificio e giochi dacqua. Proprio come a Versailles. Con un problema di fondo: Ricucci non mai stato Re Sole e il suo impero tramontato molto presto.







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