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SICILIA - Opposizioni al Piano paesaggistico e divergenze sui modelli di sviluppo
GAZZETTA DEL SUD - Venerdì 16 Aprile 2010



«Si vuol negare un'ancora di salvezza a un territorio ampiamente ferito»

Francesco Celi
Come si possono conciliare i programmi di riordino e sviluppo urbanistico, tracciati da lungo tempo ormai, coagulo di straordinari interessi ed economia, con le esigenze di tutela di un territorio martoriato dall'edilizia, unica forma di sviluppo perseguito in questa città, rispetto a cui sono stati eretti nuovi argini come, ad esempio, il Piano paesaggistico? E su un fronte politico, come può conciliarsi la presenza in Giunta di uomini e partiti che hanno visioni opposte sui modelli di crescita della città, sulle priorità da individuare? Insomma, all'orizzonte dell'Amministrazione Buzzanca si può intravedere una spaccatura insanabile tra alcune componenti, pensiamo in particolare ai rapporti tra Udc e Pdl?
Le osservazioni al Piano paesaggistico: irrompono Anna Giordano e il Wwf Sicilia con una nota che è un atto di accusa, ma anche un monito rispetto a ciò che può ancora accadere, Giampilieri docet, a Messina. «Il Piano paesistico», per Anna Giordano, è un ancora di salvezza che si vuol negare». L'analisi non è suscettibile di interpretazioni. «Si assiste sempre più sconcertati all'assalto di ogni angolo di terra libera e quando si affacciano norme e strumenti utili per fermare la deregulation che ha colpito e continua a colpire, si elevano opposizioni che non si comprendono, come sta accadendo con il nuovo Piano paesistico che vede forti ostilità anche dagli stessi amministratori che pure invocano a volte nuovi strumenti urbanistici pur di non proseguire sulla "cattiva strada".
La Zona a protezione speciale», si rileva, «è rimasta solo carta e null'altro, sotto il cui regime di tutela si è avuto un sacco edilizio e un proliferare di strade, sbancamenti, fiumare alterate e distrutte, senza precedenti. E ora si vorrebbe pure osteggiare il Piano paesistico. Anche l'annuncio di nuove linee guida del Prg e un nuovo strumento che, senza fermare ciò che continua ad accadere sotto gli occhi di tutti ogni giorno, provoca solo un'accelerazione del sacco del territorio, un perfetto "effetto annuncio" che nulla impedisce e da qui al 2011 tutto si vorrebbe ancora una volta stravolgere o distruggere. Eppure», per Anna Giordano, «Basterebbe poco per garantire l'occupazione senza ipotecare il futuro di tutti i cittadini che sono giorno dopo giorno costretti a domandarsi cosa accadrà alla prossima pioggia o terremoto: recuperare l'esistente, riqualificare il territorio ferito, verificare la staticità degli edifici.
L'assessore Scoglio parla di territorio "ingessato", dimenticando però che sta riferendosi ad un territorio gravemente ferito in ogni suo angolo e il minimo che si possa fare è fermare l'assalto che tutti criticano ma che nessuno ha impedito realmente, salvo pochi uffici e poche persone in diversi ruoli. Fermarsi, accettare il Piano paesistico senza ostruzionismo e opposizione, fare la Valutazione di incidenza non su singole opere, molte delle quali non ne avrebbero neanche bisogno, ma sul complesso dell'intera variante urbanistica e relativi piani di ogni genere, effettuare anche la Vas (valutazione ambientale strategica), dimenticata da tutti, renderebbe questa città meno pericolosa e certamente più vivibile.
Ben venga, inoltre, un nuovo passaggio a procedura di Valutazione di impatto ambientale dell'opera ponte, "Via" già esitata ma contestata nel 2003 con 250 pagine di osservazioni delle associazioni ambientaliste. Molti forse dimenticano che il ponte non sarebbe solo due piloni e un viadotto poggiati dall'alto, ma decine di cantieri, piste di servizio, sbancamenti, siti di deposito temporaneo e definitivo, via vai di mezzi da e per i cantieri. Opera che drena ingenti soldi pubblici mentre le necessità di Messina e non solo sono ben altre. Tutta l'Amministrazione», conclude il Wwf Sicilia, farebbe bene a cogliere l'occasione d'oro del Piano paesistico, ottemperando anche agli obblighi di legge della Zps e fermare lo scempio del territorio, una volta per tutte, prima che sia troppo tardi».





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