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PESCARA. Dopo nove ore di Consiglio passa a Pescara il Piano Casa
09/04/2010


Il Piano Casa è stato varato alla mezzanotte e mezza tra mercoledì e giovedì dal Consiglio comunale con 18 voti a favore, 1 voto contrario e 3 astenuti.




Il Piano concederà delle premialità di cubature su immobili già esistenti e su immobili che si intendono demolire e ricostruire «con norme urbanistiche chiare».
E' stata inserita ad esempio la possibilità di ampliamento del 20 per cento per gli immobili già esistenti, progetti che partiranno con una semplice Dia.
E' stata confermata, invece, l’esclusione per le superfici ricadenti all’interno del perimetro del Piano Demaniale comunale, o vincolate dall’articolo 65 delle norme tecniche d’attuazione e ricadenti all’interno delle zone A e B del redigendo Piano di Rischio Aeroportuale.
Le premialità saranno invece consentite, ad esempio, nelle aree del centro, su Porta Nuova, nella zona compresa tra il fiume e lo Stadio, la zona colli, la zona della via Tiburtina e di via Tirino.
Due le deroghe previste: la prima riguarda la distanza minima dei fabbricati dai confini, in tutti i settori urbanistici è consentito un aumento della volumetria di 3 metri, ovunque tranne che nel quartiere dei Colli e nella fascia dei 50 metri dal mare, dove l’altezza massima resta fissa a 10,80 metri.
Anche i condomini potranno avvalersi del Piano Casa purchè venga presentato un progetto unitario, approvato all’unanimità dall’assemblea condominiale: in questo caso l’ampliamento del 20 per cento potrà svilupparsi in altezza o in appoggio, ma senza la copertura dei balconi.
Per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ovviamente, oltre a dover comunque sottostare alle norme del Piano regolatore in merito alle altezze massime consentite, per il rilascio dei permessi sarà comunque richiesto il parere dei Beni Ambientali, artistici e architettonici.
Tre sostanzialmente le modifiche inserite ieri alla versione originale del Piano Casa: «Innanzitutto», ha spiegato l'assessore all'Urbanistica, Marcello Antonelli, «abbiamo previsto la riduzione del 50 per cento dei contributi di costruzione, i cosiddetti oneri concessori, per gli interventi sulle abitazioni principali, le stesse per le quali non si paga l’Ici. Poi abbiamo previsto la possibilità di effettuare interventi con l’utilizzo dei benefici del Piano Casa sulle aree agricole, opportunità però concessa solo agli imprenditori agricoli che utilizzano l’abitazione per la conduzione del fondo. Sulla fascia rivierasca dei 50 metri, calcolata dal ciglio del marciapiede lato monte verso l’interno, saranno consentiti solo interventi di aumenti volumetrici del 20 per cento, come stabilito dall’articolo 4. Mentre ai sensi dell’articolo 6, sulle demolizioni e ricostruzioni di edifici realizzati prima del 31 marzo 2009 la premialità sarà del 35 per cento se i nuovi fabbricati saranno adeguati agli attuali standard energetici con classe A; il bonus scenderà al 30 per cento se sarà di classe B».
Il Piano Casa è stato approvato dopo «nove ore e mezza di ostruzionismo in aula da parte del centrosinistra che comunque – ha commentato il capogruppo Pdl Lorenzo Sospiri – non è riuscito a scalfire la compattezza del centrodestra il quale, poco dopo la mezzanotte, è riuscito ad approvare lo strumento».
La pensano in modo diverso, però, il Pd, che fa la conta degli emendamenti presentati dalla opposizione ed approvati. Tra questi l'esclusione degli interventi di demolizione e ricostruzione nella fascia litoranea per una profondità di 50 metri misurata a partire dal ciglio stradale lato monte; l' abbattimento degli oneri di costruzione nella misura del 50% per gli interventi di ampliamento per i soli soggetti titolari di prima casa; l' abbattimento degli oneri di costruzione nella misura del 50% per gli interventi di demolizione e ricostruzione per i soli soggetti titolari di prima casa; l' eliminazione competenza della Giunta comunale ad apportare modifiche e/o integrazioni al provvedimento; l' inserimento della norma che prevede, in caso di demolizione e ricostruzione, l’applicazione delle tecniche riferite al miglioramento dell’efficienza energetica di classe A per coloro che vogliono usufruire dell’aumento volumetrico massimo del 35%».
«All'1 e 30 di notte», raccontano dal Pd, «il sindaco ha tentato di approfittare dell’ora e, ipotesi sbagliata, della stanchezza dei consiglieri di opposizione per approvare la proposta di delibera riguardante la revoca di un precedente atto dell’amministrazione di centrosinistra sull’armamento della Polizia Municipale. Nella confusione generale, ma nella lucida chiarezza delle tesi sostenute dalla opposizione sono stati prontamente ed immediatamente presentati decine di emendamenti che hanno fatto ritenere alla maggioranza, scoccata la ora 03,00 di rinviare i lavori ad altra data».



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