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TOSCANA: TAVOLA ROTONDA AGLI STATI GENERALI SUL PAESAGGIO A FIRENZE
Notiziario Marketpress di Venerdì 26 Febbraio 2010



LA TOSCANA SARÀ LA PRIMA IN ITALIA CON UN PIANO PAESAGGISTICO


Quello toscano, già adottato dal Consigli o e pronto per essere approvato entro la fine dell´anno, sarà il primo piano paesaggistico in Italia. Non lo dice la Regione ma il professor Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e docente all´Università La Sapienza, Ma il primato toscano non è solo temporale. «Il piano paesaggistico elaborato dalla Regione – ha detto stamani a Firenze, partecipando alla tavola rotonda che ha concluso i lavori della mattinata degli Stati Generali sul paesaggio – può ben indicare una strada per tutta Italia: per come è stato pensato, per come è stato vissuto ed elaborato, per come, fino all´ultimo istante, si dimostra pronto all´apertura e al confronto con cittadini ed esperti. Esemplare, commovente e spettacolare da questo punto di vista». Per Felicia Bottino, docente all´Univesità Iuav di Venezia, la sfida più importante rimane quella della qualità progettuale. &l aquo;Quella che in troppe parti d´Italia, a! nche nel le regioni come l´Emilia-romagna e la Toscana che più hanno pianificato negli ultimi venti anni, è purtroppo mancata». Controllo, partecipazione, «ma soprattutto formazione per architetti e geometri» è la ricetta che la professoressa propone. D´accordo con lei anche Saverio Mecca, neo preside della facoltà di architettura dell´università di Firenze. «Il paesaggio – dice – pone sfide che necessitano di un lavoro di squadra e della collaborazione tra più istituzioni per risolvere l´antinomia, solo apparente, tra tutela dell´ambiente e sviluppo». Un contrasto che si stempera quando la contrapposizione e il fare tribunizio, tipico dei lavori di un´assemblea, diventano un dialogo pacato grazie anche ai town meeting elettronici e al le nuove frontiere delle partecipazione dei cittadini alle decisioni delle istituzioni. Un primato toscano rivendicato dall´assessore alle riforme istituzionali, in una Regione che, per prima e finora unica in Italia, nel 2007 si è dotata di una legge che incentivare il coinvolgimento dei cittadini. Una rivoluzione, ha aggiunto, di cui la politica non deve aver paura ma con cui dovrà fare i conti. Un modello, ha ribadito l´ex presidente della commissione ambiente e territorio del Consiglio regionale, di cui andare fieri, in una regione che ha comunque saputo difendere e tutelare i suoi gioielli. C´è un sentire diffuso per cui in Toscana sarebbe difficile investire sul territorio: troppi vincoli nelle pianificazioni comunali, dice qualcuno. Ma secondo l´assessore al governo del territorio e ai trasporti della Regione la colpa non è tanto della politica di tutela dell´ambiente, che deve esserci e che se ben fatta può essere anzi un elemento di attrazione. La colpa è dell´eccessiva burocrazia, del sovrapporsi di troppe norme e procedure, che a volte ostacola, scoraggia e fa male agli investimenti. Cosa fare dunque? La Regione Toscana ha la sua ricetta, ribadita stamani nel corso degli Stati generali del paesaggio che si sono svolti per l´intera giornata nell´Auditorium di Santa Apollonia a Firenze. E la risposta non sta in un commissariamento permanente, pericoloso e dai vantaggi illusori secondo l´assessore, ma in un piano paesaggistico “intelligente” e partecipato con i terri tori, con chi ci vive e li amministra: un piano figlio delle esperienze portate avanti i n Toscana da almeno venti anni e figlio del! la Conve nzione europea, siglata a Firenze il 20 ottobre del 2000 da ventisei Stati e già ratificata da dieci (tra cui l´Italia), dove il paesaggio è un qualcosa sempre in movimento e frutto dell´azione dell´uomo; un piano paesaggistico che il Consiglio regionale ha già adottato l´anno scorso a giugno e che ora la Regione intende aprire al contributo di università, cittadini ed esperti per essere approvato definitivamente, si augura l´assessore, magari proprio in occasione del decennale della firma della convenzione europea tra otto mesi. Il piano, che per l´assessore può diventare lo strumento per rendere più sereno il rapporto tra tutela dell´ambiente e sviluppo, sarebbe già pronto per essere approvato. Ma la Regione ha deciso di aprirlo ad ulteriori confronti. Così in questi giorni è stata firmata una convenzione con l´università. Appena qualche settimana 150 cittadini di cinque luoghi presi ad esempio d i tutta la Toscana – Prato, Castelnuovo Berardenga, Cortona, Orbetello e Piombino - sono stati invece coinvolti con un electrocnic town meeting. E da loro sono già arrivate 30 proposte operative. Il piano divide la regione in 38 ambiti (ciascuno con i suoi valori e le sue specificità, i suoi canoni e i suoi problemi) e aiuterà a tutelare meglio il paesaggio. Ma semplificherà anche la vita a cittadini e imprese. Si calcolano almeno 20 mila atti in meno l´anno, con un risparmio di tempo fino a quattro mesi. L´adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al piano paesaggistico sostituirà infatti gran parte delle piccole autorizzazioni da richiedere alle Soprintendenze .



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