ROMA - URBANISTICA.La città e il degrado. Una discarica nella valle delle querce LAURA SERLONI SABATO, 06 FEBBRAIO 2010 LA REPUBBLICA - Roma
Bomba ecologica a Ponte di Nona: detriti, liquami e bitume Ponte di Nona, la maxi-discarica. In una valle camion e furgoni lasciano rifiuti, plastiche e liquami
UN FRONTE di rifiuti lungo mezzo chilometro nel verde di Villa Alfonsina, tra i quartieri di Ponte di Nona e Villaggio Prenestino. Di giorno i camion scaricano terra e detriti dai cantieri edilizi e, la sera, arrivano anchei rifiuti tossici. Nel Fosso dell'Osa un torrente è stato deviato dall'immondizia lasciata nella discarica a cielo aperto. «Era un'oasi, ora non abbiamo più nemmeno il poco verde che ci restava dopo la cementificazione selvaggia» dice Lionello Mazzoni che organizzava escursioni nella zona. Il consigliere comunale del Pd Dario Nanni presenterà presto un'interrogazione in aula.
UN TEMPO era una vallata con colline di querce. Oggi, il verde di Villa Alfonsina, una decina di ettari tra i quartieri di Ponte di Nona e Villaggio Prenestino, è una mega-discarica a cielo aperto. E a Roma non è certo l'unica.
Il territorio alla periferia della città è costellato di grandi e piccole aree, trasformate in pattumiere. «Arrivano furgoni e lasciano a terra immondizia di tutti i tipi - racconta Lionello Mazzoni, che un tempo organizzava escursioni nella zona - Tanto quaggiù, nell'estrema periferia, chi viene a controllare? Era un'oasi, ora non abbiamo più neanche il poco verde che ci restava dopo la cementificazione selvaggia».
Di giorno arrivano i camion dai vicini cantieri edili a scaricare terra e detriti. Poi, quando cala il buio, nel parco vengono gettati rifiuti tossici. Nel polmone verde costellato da palazzoni e strade, si erge un fronte di rifiuti lungo mezzo chilometro. Il peso dell'immondizia ha sradicato gli alberi secolari, solo pochi esemplari resistono all'aggressione. Non è difficile scovare decine di fusti di petrolio vuoti e arrugginiti, poi ce ne sono altri ancora con il tappo che contengono liquami e bitume. Una bomba ecologica che uccide il verde delle borgate romane. La strada è a poche centinaia di metri dalla vallata, molte case hanno l'affaccio proprio su quest'area che raccoglie decine di pneumatici usati, lastre di eternit, carcasse di motorini e automobili, sedili smontati e ancora mobili, cassette di legno e acciaio. Il degrado avanza. A ridosso della vallata si estende il Fosso dell'Osa: qui i rifiuti sono riusciti a deviare il percorso di un torrente. Bottiglie, fusti di detersivi e buste di plastica colme d'immondizia hanno spinto l'acquaa cercare vie di fuga. E questo parco, che collega siti storici come la Città di Gabii, il Castello di Lunghezza e il Casale del Cavaliere. è abbandonato all'incuria. Un'area di decine e decine di ettari.
«Abbiamo chiesto all'amministrazione di realizzare una pista ciclabile che colleghi i tre siti e una zona attrezzata per i bambini, ma l'abusivismo edilizio continua e i vandali trasformano le periferie in un'immensa discarica». Una lettera al comandante dei vigili è stata inviata dal consigliere comunale del Pd Dario Nanni che presenterà un'interrogazione in aula. «Da chi guida la città - dice Nanni - mi aspetto un controllo ulteriore, viste le polemiche sulla gestione delle periferie quando il centrosinistra era al governo».
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