MILANO - Pgt, più verde negli ex scali Fs Moratti cerca l'accordo coi suoi STEFANO ROSSI SABATO, 06 FEBBRAIO 2010 LA REPUBBLICA - Milano
Il Comune ricorre al Tar del Lazio contro una decisione del governo: Roma ha trattenuto 27 milioni di Ici attesi da Milano Il caso
SALTA l'incontro programmato ieri pomeriggio fra il Pd e l'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli sul Piano di governo del territorio, mentre in aula sono stati discussi in tutto, finora, appena 119 emendamenti su quasi 1.400 e il presidente Manfredi Palmeri si arrabbia con i pianisti: «Se vedo qualcuno schiacciare il pulsante al posto di un altro faccio rifare tutte le votazioni e il Pgt lo approviamo nel 3090». In aula compare per una ventina di minuti anche il sindaco ma le trattative si prendono un giorno di pausa: «Aspettiamo il chiarimento interno al Pdl» spiega il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino.
Per lunedì è convocata una riunione del Pdl con Letizia Moratti, il coordinatore cittadino Luigi Casero e probabilmente il presidente della Provincia Guido Podestà per sancire l'accordo raggiuntoe il ritiro degli emendamenti del Pdl.
Nell'accordo viene confermato il parco allo Scalo ferroviario Farini, ma ciò che non si costruirà in orizzontale si farà in altezza.
Potrebbero essere ridotte le volumetrie nell'altro scalo Fs da dismettere, Porta Genova, come chiede il Pd. Si lascerà più spazio ai consiglieri per proposte singole, come un maggior risparmio energetico. «Il dibattito interno è sempre positivo - commenta Milko Pennisi, presidente Pdl della commissione Sviluppo del territorio - Anche grazie al lavoro in commissione otteniamo un risultato importante, lasciare in eredità ai nostri figli un grande parco compatto a Farini. Avremo un Central Park milanese più grande del parco Sempione».
In Comune non si è parlato solo di Pgt. Ieri la giunta ha approvato un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del governo di trasferire 27 milioni in meno (111 contro 138) di quelli pretesi da Milano per l'Ici sugli stabili produttivi (negozi, industrie, cinema, alberghi, ospedali) per gli anni dal 2000 al 2007. Motivo? I calcoli del Comune non collimano con quelli del governo, che a dicembre ha modificato i parametri. Altri 4 milioni sarebbero decurtati sul bilancio 2008. Milano ha già incassato 16,3 milioni in più del dovuto, secondo Roma, e li dovrebbe restituire proprio mentre cerca faticosamente di far quadrare il bilancio previsionale del 2010. «È il federalismo della carta bollata», ironizza Filippo Penati, candidato alla Regione per il centrosinistra.
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