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FIRENZE - Soprintendenze: ora c' ordine nei depositi
Marco Ferri
il Giornale della Toscana 29/11/2009

Appena tre anni fa, alla fine di un appassionante reportage nei depositi di beni culturali delle soprintendenze fiorentine, scoprimmo l'esistenza di una cospicua parte del patrimonio ancora infangata dall'alluvione del 1966. Visitammo 9 sedi e verificammo di persona le situazioni: in qualche caso positive, in altre drammatiche. Con grande soddisfazione oggi possiamo annunciare che le situazioni pi difficili sono state risolte, i depositi-discariche non esistono pi e finalmente, in larga parte, stata fatta pulizia non solo del fango, ma anche di un certo modo di pensare (e di agire) dettato dal disinteresse per le opere di non altissimo valore. Dal momento che l'unica soprintendenza fiorentina che agisce sui beni mobili (sia nei musei sia nel territorio comunale) ha per competenza la tutela, l'azione diventata obbligatoria e i risultati si sono visti. Ma cos' accaduto di preciso? In questi tre anni, per esempio, sono stati svuotati tre depositi che erano la vergogna delle soprintendenze fiorentine: prima di tutto il Rond di Bacco (la cui responsabilit era del direttore della Galleria Palatina, cio di Serena Padovani prima e, recentemente, di Alessandro Cecchi), che in un ambiente davvero malsano manteneva grandi tele alluvionate e non; poi venne liberato il deposito di Palazzo Serristori (che ospitava quasi un centinaio di pezzi tra dipinti e tele su rulli); e infine stato liberato dei circa 250 affreschi staccati il deposito del Buontalenti (o Delle Cacce), all'interno del Giardino di Boboli, dove erano stati parcheggiati (ma non catalogati!) pezzi da almeno mezzo secolo. Grazie a dei finanziamenti ordinari, ma soprattutto ai quasi 400mila euro arrivati grazi ai Fondi Lotto del triennio 2007-2009, la funzionaria della soprintendenza fiorentina, Matilde Simari, ha messo a punto e ormai completato il progetto di riordino e restauro di opere d'arte di propriet ecclesiastica nei depositi di propriet demaniale e statale. Si trattato di un lavoro enorme, delicato, da seguire passo dopo passo e che si svolto grazie a un team affiatatissimo di colleghi della soprintendenza e ditte private specializzate nei vari interventi necessari. Con quelle risorse la maggior parte dei dipinti sono stati trasferiti nel nuovo deposito della Certosa del Galluzzo (ma anche in quello della Palazzina Poggi in piazza San Felice e a San Salvi); gli affreschi staccati sono ora depositati al Rond delle Carrozze di palazzo Pitti. In totale sono state restaurate (o sono in corso di restauro) 17 dipinti su tela e su tavola per lo pi di grandi dimensioni; allo stesso tempo stata fatta la revisione, spolveratura e interventi d'urgenza su affreschi staccati e sinopie oltre alla verifica di altre pitture murali arrotolate. Grazie al certosino lavoro di Gioia Romagnoli e Laura Pacciani - sotto l'attenta regia di Angela Rensi - tutti questi materiali sono stati inventariati, fotografati, schedati e inseriti in un database che realmente mancava. La situazione attuale vede presenti al Rond delle Carrozze 248 affreschi (tra cui alcuni bellissimi provenienti da Santa Maria Novella) e 74 pezzi di affreschi arrotolati; alla Certosa si trovano ancora 76 dipinti e 128 cornici, mentre 9 ruli (con dipinti su tela) vennero spediti a suo tempo a San Salvi. Da segnalare il caso a parte dell'ex-deposito discarica della villa medicea di Poggio a Caiano. Qui, all'indomani dell'alluvione, venne ammassate tonnellate di arredi sacri delle chiese fiorentine danneggiate dal fango. E cos sono rimaste per 37 anni, fino a quando, nel 2003, non facemmo un primo reportage dai contorni scandalosi. A distanza di 6 anni, tutti gli oggetti presenti sono stati contati (sono 602 pezzi), ordinati per provenienza, in qualche caso restituiti (i primi 35 pezzi sono tornati all'Opera di Santa Maria del Fiore) e talvolta ne stato avviato il restauro. Praticamente una vittoria, della quale ci sentiamo, in piccolissima parte, responsabili.



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