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LEONARDO. Capolavori espatriati. Fu lartista a portare molte sue opere in Francia
di CARLO BERTELLI
26 novembre 2009, il corriere della sera

- Al Louvre lasciti e acquisti. Immotivate le rivendicazioni patriottiche per la Gioconda






Il 21 agosto 1911 tutti i giornali del mondo pubblicarono la sensazionale notizia: al Louvre era stata rubata la Gioconda. Due anni dopo, il 29 novembre 1913, lantiquario fiorentino Alfredo Geri ricevette una lettera firmata Leonardo. Vi si proponeva, per amor di patria, la restituzione allItalia del dipinto in cambio di 500 lire. Il ladro, un imbianchino italiano che aveva lavorato al Louvre, fu scoperto e il dipinto, prima di essere riconsegnato al Louvre, venne esposto alla Galleria Borghese, dove ebbe un successo di folla mai visto in un museo. Alla fine, la brutta avventura contribu a fare del ritratto duna sconosciuta il dipinto pi celebre del mondo.

Le giustificazioni patriottiche addotte dal falso Leonardo erano del tutto fuori luogo. La Gioconda non era stata portata via dal-lItalia con la forza. Dopo averla tenuta per anni nello studio, Leonardo la port con s in Francia dove si trasfer alla morte di Giuliano de Medici, suo protettore, su invito del re Francesco I, grande ammiratore del maestro. Nel 1517 il cardinale Luigi dAragona visit, in Francia, lo studio di Leonardo . Il pittore mostr loro tre dipinti: un san Iohanne Baptista giovane, ossia il San Giovanni Battista che giunge ora a Milano, la Madonna col Bambino e santAnna e il ritratto duna dama eseguito a istantia di Giuliano de Medici, ovvero la Gioconda. Un altro San Giovanni Battista, sempre di Leonardo, talvolta confuso con un Bacco, era gi nelle collezioni reali francesi nel 600. Naturalmente, tutti questi dipinti erano stati eseguiti in Italia. Alla posa profetica, seducente e languida del San Giovanni esposto a Milano, Leonardo pensava gi quando era a Firenze, come dimostra lo schizzo dun allievo sullo steso foglio dove appare un appunto per la Battaglia dAnghiari. Leonardo non dipingeva pi nei pochi anni in cui visse in Francia, ma certamente torn a insistere sul San Giovanni giovane aggiungendo uno strato di vernice allaltro, nella ricerca di quella pictura nigra di cui aveva parlato Plinio e che appariva conturbante e seducente come uno specchio. Nella raccolta di Mariano Astalli, a Roma, Leonardo aveva visto una statua di Ermafrodito. Non poteva non intrigare la sua mente inquisitiva quella creatura che univa in s entrambi i sessi e, rimeditando sul suo San Giovanni, ne esalt lambiguit in un disegno in cui, con lucida franchezza, raffigur la sua visione fisiologica e anatomica dun ipotetico ermafrodito.

Se i dipinti visti dal cardinale nello studio di Leonardo appartengono tutti allultimo periodo dellartista, non cos per un ritratto di dama posseduto dal Louvre e che era gi a Fontainebleu almeno dal 600. Si tratta di unopera eseguita a Milano circa nel 1495 che ebbe profonda influenza sui pittori milanesi. La figura tagliata poco sopra la cintura e occupa lo spazio come se si trattasse non di un dipinto, ma di una scultura cui si potesse girare intorno. Lovale del volto perfetto e lo sguardo sicuro e senza ambiguit. Stranamente, il dipinto noto come La belle ferronire , ovvero la bella moglie

La dimenticanza Quando dopo la caduta di Napoleone la delegazione milanese ottenne il rimpatrio del Codice Atlantico, per un puro errore materiale non aveva nellelenco delle richieste i fascicoli con i disegni, che rimasero allInstitut de France



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