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QUADRO TERRITORIALE A VALENZA PAESAGGISTICA: UNA NUOVA CULTURA DEL GOVERNO DEL TERRITORIO IN CALABRIA
Notiziario Marketpress di Giovedì 12 Novembre 2009




Reggio Calabria, 12 novembre 2009 - “Il Quadro territoriale regionale a valenza paesaggistica rappresenta un momento decisivo per inaugurare una nuova cultura di governo del territorio in Calabria”. E’ quanto afferma l’assessore regionale all’Urbanistica Michelangelo Tripodi alla vigilia del seminario di studi sul Qtr che si terrà venerdì 13 a Reggio Calabria.

“La partecipazione aperta alle forze sociali ed economiche, il partenariato interistituzionale, il coordinamento effettivo delle strategie delle diverse amministrazioni - aggiunge Tripodi - sono condizioni indispensabili perché il piano diventi un sentire comune, che rafforza complessivamente le capacità del sistema Calabria. Anche la costruzione di competenze interne alla Regione, che consentano di portare avanti nel tempo le strategie prefigurate, diventa altrettanto importante ai fini dell’efficacia auspicata. Per questo motivo la Regione ha scelto di costruire il piano al proprio interno, avvalendosi delle proprie strutture e di esperti selezionati con procedura di evidenza pubblica”.

Il Quadro territoriale regionale paesaggistico, in attuazione della legge urbanistica della Calabria, tratteggia, nei suoi contenuti, una evoluzione delle “Linee guida della pianificazione regionale” approvate tre anni fa e ora rese operanti attraverso lo strumento fondamentale di governo del territorio regionale, il primo strumento per la regione Calabria che, tra l’altro, ha anche la valenza paesaggistica, ai sensi del Codice Urbani.

Anticipato nella sua sostanza dal Documento preliminare approvato dalla Giunta nel giugno di quest’anno, il Qtr/p conferma gli indirizzi per una nuova cultura di governo delle città e del territorio calabrese, riconducendole a quattro principi di fondo:
1) Coerenze multilivello: Contro la proliferazione e la sovrapposizione di molteplici piani applicati allo stesso territorio, che rende spesso confusa la gestione, il Qtr/p intende portare a coerenza le diverse previsioni di trasformazione del territorio nella prospettiva di “un piano, un territorio”. Per questo scopo è fondato sul coinvolgimento attivo dei principali soggetti di governo del territorio, promuovendo la coerenza degli atti di pianificazione ai diversi livelli mediante il partenariato interistituzionale e la comune condivisione delle scelte più qualificanti per lo sviluppo sostenibile, coeso e competitivo del territorio calabrese. Un’occasione particolarmente preziosa in questo senso è offerta dalla concomitanza della formazione in atto di Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (Ptcp) e Piani Strutturali Comunali (Psc e Psa), che permette di armonizzare preventivamente le previsioni formulate ai diversi livelli di governo del territorio;

2) Convergenze programmatiche: Forte dell’esperienza accumulata nella programmazione dello sviluppo, con le sue potenzialità ma anche i limiti riscontrati fino ad oggi, il Quadro persegue la convergenza delle strategie territoriali e paesaggistiche con quelle previste dalla programmazione economico-sociale (in particolare il Por 2007-13). In modo innovativo anche rispetto ad altri piani territoriali regionali del nostro Paese, le previsioni di sviluppo territoriale sono costruite in modo da integrarsi con le scelte della programmazione, portando quel valore aggiunto che nasce appunto dalla complementarità tra azioni sulle città e sul territorio e azioni di sostegno all’economia e alla società;


3) Certezze della tutela: Altrettanto importanti delle previsioni di sviluppo sono quelle relative alla tutela del patrimonio paesaggistico-ambientale e alla difesa dai gravi rischi di frane, terremoti, inondazioni e incendi che gravano sulla regione. A questo scopo il Quadro territoriale predispone una rigorosa disciplina di vincolo per le aree a rischio e per la conservazione dei paesaggi di maggior valore, conferendo certezza al sistema delle tutele in piena intesa con il ministero per i Beni e le Attività culturali;


4) Integrazione progressiva: Per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di governo complessivo del territorio regionale, il Qtr/p non può esaurirsi nella sua configurazione iniziale, quella che dovrà essere approvata nel corso dell’ attuale legislatura. Questo strumento va concepito come un dispositivo dinamico, che perfeziona progressivamente il sistema delle tutele e delle previsioni di sviluppo alla luce del contributo portato da altri soggetti, in particolare da Province e Comuni, nell’ambito della redazione e dell’adeguamento dei loro rispettivi strumenti. A questo scopo il completamento definitivo del piano è fissato in tre anni a seguito dell’avvenuto perfezionamento entro due anni da parte di province e comuni dei dispositivi di conoscenza e disciplina dei territori e paesaggi di area vasta e locali, in coerenza con i criteri e i metodi enunciati dal Qtr.

Nello specifico il Quadro territoriale si compone dei seguenti documenti:

1) Il Quadro programmatico territoriale sintetizza gli orientamenti strategici e le scelte di fondo che sostanziano la visione guida del territorio calabrese al futuro, attrattivo, capace e coeso, proposta dal Qtr/p; la visione fa leva sulle principali risorse identitarie della Calabria e individua gli obiettivi generali cui deve tendere la pianificazione del territorio regionale: accrescere l’attrattività, mantenere la coesione ed elevare la capacità di sviluppo competitivo. Gli obiettivi rinviano a precise strategie di processo intersettoriali individuate nell’agenda strategica territoriale: valorizzazione della montagna; riqualificazione della costa; sviluppo sostenibile dei territori urbani; valorizzazione dei centri storici e dei paesaggi associati; rafforzamento della competitività territoriale; miglioramento della qualità progettuale e attuativa.

2) Lo schema territoriale (Sterp) identifica gli obiettivi di sviluppo e le regole di controllo delle trasformazioni territoriali, articolandoli con riferimento ai territori regionali di sviluppo che sono assunti come unità fondamentali di riferimento per la pianificazione e programmazione regionale. Lo Sterp ha individuato 16 territori regionali organizzati in tre gruppi: territori metropolitani dell’innovazione e della competitività (territorio metropolitano di Cosenza-rende e dei Casali; territorio metropolitano dell’istmo di Catanzaro-lamezia Terme; territorio metropolitano dello Stretto-reggio Calabria); territori urbani intermedi (Piana di Sibari, sistema lineare costiero del Tirreno Cosentino, Crotonese, Vibonese, Piana di Gioia Tauro, Locride, Soveratese); territori rurali e aree parco (Pollino, Sila, Serre, Aspromonte, Area Grecanica). Lo schema di coerenza delle Reti identifica gli obiettivi di sviluppo delle reti infrastrutturali e definisce le strategie generali di riassetto del sistema relazionale complessivo che interessa il territorio regionale (reti di mobilità, reti energetiche, reti idriche, reti di telecomunicazione, reti di prevenzione del rischio ambientale).

Lo Schema paesaggistico ambientale (Spae) definisce le strategie di conservazione, trasformazione sostenibile e riqualificazione del paesaggio regionale identificando gli obiettivi di qualità e le regole di controllo delle trasformazioni in funzione dei diversi 14 contesti di paesaggio individuati e le loro articolazioni in paesaggi di area vasta. Allo Spae è associato come parte integrante il Quadro delle Tutele che definisce regole e discipline per i beni paesaggistici, i beni paesaggistici regionali, i beni identitari e gli ambiti di paesaggio da assoggettare a Piani d’Ambito e per la difesa del suolo in riferimento anche alla prevenzione dei rischi ambientali. La valenza paesaggistica del Quadro territoriale a valenza paesaggistica si compone di 58 articoli che disciplina sotto vari profili non solo la tutela del paesaggio ma anche la salvaguardia dal rischio idraulico franoso e costiero nella regione Calabria. In attuazione del Dlgs. 42/004 “Codice del paesaggio e dei beni culturali” e per una migliore lettura e conoscenza delle vocazioni paesaggistiche esistenti, il territorio calabrese è stato diviso in “paesaggi regionali” e “paesaggi di area vasta”.

Queste partizioni hanno la funzione di individuare caratteristiche omogenee di territori sulla base della presenza di fattori antropici culturali e naturalistici peculiari. All’interno di questi paesaggi sono stati individuati “ambiti locali di pianificazione”. L’articolazione proposta tende, dal generale al particolare, a selezionare le parti del territorio calabrese sulle quali l’analisi conoscitiva permette una più dettagliata disciplina finalizzata a tutelare e valorizzare i valori paesaggistici riconosciuti.

All’interno di queste partizioni sono presenti alcuni beni che per le loro caratteristiche intrinseche richiedono una tutela “rafforzata” denominati “beni paesaggistici”. Si tratta come è noto di “dichiarazioni di notevole interesse pubblico”, ovvero quei provvedimenti amministrativi che hanno apposto vincoli di tutela su aree di particolare interesse paesaggistico relativo alla tutela delle bellezze naturali; di “beni paesaggistici ex lege” previsti dall’art. 142 del Codice che riguardano la fascia costiera, i territori contermini ai fiumi ed ai laghi, le foreste,le zone umide, le zone d’interesse archeologico; di “beni paesaggistici regionali”, ovvero quei beni che nella Calabria sono testimonianza di valori di civiltà come a esempio le torri costiere, i castelli le cinte murarie, i monumenti bizantini, i comprensori ecologico termali, i centri storicie gli insediamenti di interesse storico. Tra questi particolare attenzione riveste la fascia costiera, in alcuni casi oggetto di tutela fino ai 700 m dalla battigia, per la quale, nelle aree inedificate è precluso qualunque intervento di nuova costruzione e trasformazione, salvo gli interventi di manutenzione, consolidamento, restauro conservativo, interventi funzionali alle attività agricolo-pastorali, opere forestali e di risanamento e consolidamento di aree interessate dai fenomeni franosi, sistemazione idrogeologica e bonifica di siti inquinati.

Per tutti i “beni paesaggistici” e i loro intorni richiamati sopra, il Qtr/p detta una disciplina di tutela tesa al conservazione e manutenzione dei valori paesaggistici, definita di concentro con il Ministero per i Beni e le attività culturali e la Direzione regionale per i Beni culturali e il Paesaggio. Oltre a queste categorie di beni sono individuati sul territorio regionale anche i beni “identitari” che costituiscono anch’essi testimonianze aventi valore di civiltà da tramandare alle generazioni future Nell’ambito della disciplina paesaggistica un titolo è dedicato ai rischi nel quale sono indicate le norme inerenti il rischio idraulico, frane, erosione costiera, incendi e sismico. Si tratta prevalentemente di disciplina già esistente in base alla legislazione nazionale o regionale o in base a specifici atti di pianificazione come ad esempio il piano stralcio di assetto idrogeologico (Pai) che vengono espressamente richiamati ma che attraverso i Qtr/p assumono una specifica valenza territoriale. Una disciplina, per alcune tematiche, aggiornata e integrata nell’ambito del Qtr/p grazie agli appositi quadri conoscitivi elaborati. Per quanto riguarda il contenuto delle Nta va osservato che queste si distinguono, in ragione delle efficacia degli atti sulla pianificazione sub regionale e sui privati, in tre categorie: indirizzi, direttive e prescrizioni. Ne discende che il contenuto del Quadro territoriale per la parte paesaggistica, costituisce fattispecie a formazione progressiva li dove in alcuni casi è direttamente prevalente sugli strumenti urbanistici comunali e provinciali, in altri invece costituisce indicazione alle amministrazioni locali di quale attività d’ordine deve essere osservata nel recepimento delle disposizioni delle scelte paesistiche nei propri strumenti urbanistici. .



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