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LUCCA. Chiesto dalla procura il giudizio per il dirigente dellufficio urbanistica
ILARIA BONUCCELLI
MERCOLED, 11 NOVEMBRE 2009 IL TIRRENO - Lucca


Laccusa ipotizza abuso di ufficio per la vicenda della realizzazione di case al posto di serre



Le concessioni edilizie per realizzare case al posto delle serre dismesse a San Macario avrebbero violato la legge regionale sullurbanistica e il regolamento urbanistico del Comune procurando un ingiusto rilevante vantaggio patrimoniale allimpresa di costruzione. Su questa tesi si basa la richiesta di rinvio a giudizio per larchitetto Maurizio Tani, dirigente comunale allurbanistica, accusato di abuso dufficio per il rilascio delle concessioni edilizie prima alla societ San Macario srl (nel luglio del 2006) e poi alla Imital spa (nel gennaio del 2008). Ludienza preliminare - per decidere se processare il dirigente o archiviare la sua posizione - fissata per il 24.
La questione si pu cos riassumere: il 24 luglio 2006, il Comune rilascia due concessioni edilizie (la 213 e la 214) alla San Macario srl (poi volturate a Imital spa) per trasformare serre dismesse in appartamenti. Vista la portata dellintervento e il rischio che trasformando tutte le serre in case il territorio lucchese sarebbe stato cementificato, inizia una discussione sulla revisione del regolamento per impedire ulteriori interventi di questo tipo. Infatti, la sera del 28 gennaio 2008, il consiglio comunale adotta una variante al regolamento che blocca la possibilit di trasformare le serre in condomini. Ma la mattina dello stesso giorno, il Comune rilascia una nuova concessione edilizia a Imital spa per eseguire opere in sostituzione di quelle ammesse con le precedenti concessioni edilizie. Opere che non sarebbero state possibili solo poche ore dopo, una volta adottatta la variante. In tutti questi atti la Procura della Repubblica ravvisa gli estremi per unaccusa di abuso datti dufficio nei confronti dellarchitetto, difeso dagli avv. Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno.
Tre, nello specifico, i fatti contestati allarchitetto Tani dal sostituto procuratore Domenico Manzione. Il primo, come responsabile del procedimento amministrativo, il rilascio alla San Macario srl del permesso a costruire (poi volturato a Imital spa) 214 del 24 luglio 2006. Si tratterebbe, secondo quanto ricostruisce la Procura, dellautorizzazione a costruire case al posto di serre mediante intervento di sostituzione edilizia (demolizione di volumi esistenti e spostamento in unaltra zona del lotto, ndr) con sanatoria per quanto eseguito in violazione di leggi e regolamenti (la legge regionale 1 del 2005 e il regolamento urbanistico del Comune) non facendo precedere il rilascio da alcuna sanatoria edilizia con conseguenti sanzioni e preventivo nulla-osta della Sovrintendenza, procurando cos alla San Macario srl un ingiusto, rilevante vantaggio patrimoniale. Secondo la Procura il permesso a costruire le case nelle serre sarebbe privo di sanatoria (con relative sanzioni) e via libera delle Belle arti, considerando che lintervento previsto in una zona a vincolo paesaggistico.
Il secondo episodio contestato allarchitetto risale al 20 novembre 2007. In questo caso, Tani - sempre come responsabile del procedimento amministrativo, accusato di aver negato un permesso a costruire ad Alessandro Terigi, proprietario del lotto confinante con quello della San Macario srl, sul quale in origine insistevano parte delle serre Casula dismesse. Le stesse trasformate dalla Imital in appartamenti. Secondo laccusa, il diniego sarebbe stato motivato con lassenza del manufatto ex agricolo (le serre, ndr), causando cos al proprietario un ingiusto danno patrimoniale in quanto per lo stesso immobile originario stata rilasciata, sulla base degli stessi presupposti urbanistici, il permesso a costruire 214 del 2006 a favore della confinante societ San Macario. Anche in questo caso, sarebbero stati violati sia la legge regionale sullurbanistica che il regolamento urbanistico comunale.
Infine, il terzo episodio contestato risale al gennaio del 2008. Per lesattezza al 28 gennaio 2008, quando il dirigente Tani, quale pubblico ufficiale responsabile del procedimento, rilasciava un nuovo permesso a costruire (il n. 70) alla societ Imital. Questa nuova autorizzazione - secondo la Procura ancora in violazione della legge regionale 1 del 2005 e del regolamento urbanistico comunale - sarebbe stato in sostituzione di opere gi realizzate con i permessi 213 e 214 del 2006, confermando, per, la validit di questi ultimi due permessi malgrado la presentazione, il 30 gennaio 2008, di inizio lavori relativi al nuovo permesso 70 del 2008, oltre il quale i permessi sostituiti dovevano ritenersi definitivamente decaduti. In sostanza, la Procura sostiene che il permesso del gennaio 2008 cancella di fatto quelli dellestate 2006. Solo che il permesso del 2008 viene poi annullato dalla Sovrintendenza e in tutto questo valzer di permessi sarebbe stato di nuovo procurato un rilevante vantaggio patrimoniale alla Imital spa.



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