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LOMBARDIA - Demolita la villa liberty, cos lItalia spreca tesori
Vittorio Sgarbi
Il Giornale 01/11/2009

Molta rabbia e molto sconforto. E anche una crisi di identit. Ma non sullorientamento sessuale; bens sullutilit ed efficacia di scrivere, denunciare, indignarsi. Grandi dibattiti sul nulla, dichiarazioni dintenti, retorica sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio artistico. Parole, parole di uomini ridicoli che non sanno di cosa parlano. Cos, sotto i loro occhi, lItalia svanisce mentre ipocritamente si dice di difenderla e si immaginano improbabili comitati e associazioni. Ci che sconforta la disattenzione, linutilit delle denunce, lindifferenza con cui vengono accolte. La cupidigia non si ferma dinanzi a niente. Eppure questo giornale ha preso posizione, il suo direttore ha voluto documentare lo scempio che stava avvenendo a Morazzone, che sembrava essere stato scongiurato: labbattimento di una integra e perfetta villa Liberty dotata di vetri, ferri battuti, decorazioni, affreschi che in questi giorni sono stati spazzati via dalla furia di uomini selvaggi, veri barbari, inconsapevoli e ignoranti. Abbiamo tentato di fermarli, abbiamo scritto, ma lamministrazione di Morazzone si dimostrata complice dei vandali. Se questo il nuovo volto della Lega, non ci siamo. Distruggere un edificio che ha quasi centanni come bruciare un manoscritto di Pascoli o di dAnnunzio e a cancellare testimonianza e memoria, nellindifferenza delle autorit, peraltro chiamate alle loro responsabilit. Oggi Villa Bianchi a Morazzone non c pi. E il sindaco non capisce il delitto che ha consentito. Ma a cosa serve esaltare il patrimonio artistico architettonico italiano se poi impossibile frenare la furia che lo distrugge? I giornali locali titolano, stolidamente: Villa Bianchi, sgarbo a Sgarbi. Demolito ledificio Liberty difeso dal guru dellarte. Sembra un fatto personale, una questione che riguarda me, e non il terribile documento di indifferenza e incivilt. Eppure abbiamo scritto, e questo giornale letto dal ministro per i Beni culturali che vi collabora. Ma forse tutto inutile. Non c coscienza, non c sensibilit, non c attenzione. Dovera Bondi mentre Villa Bianchi veniva demolita? In che modo riteneva di dover manifestare la sua responsabilit? Forse il Giornale poco importante? E le mie denunce, diversamente da quelle di Salvatore Settis non meritano attenzione e risposta? Bondi ritiene giusto che larchitettura pi bella sopravvissuta a Morazzone venga demolita per costruire un orrido condominio in cemento armato? cos che si tutelano i beni culturali? Ma qualcuno potr dire: il ministro ha tante cose importanti da fare; perch dovrebbe leggere un articolo di Sgarbi, che lo ha preceduto al ministero dei Beni culturali e che, notoriamente, persona che non merita di essere ascoltata? Infatti Bondi ha i suoi, tutti competentissimi e preparatissimi ed espertissimi, pieni di passione e di fuoco per larte. E proprio perch Sgarbi sa quanto il ministro sia circondato di meravigliosi consiglieri per perdere tempo a leggere e ad ascoltare lui, ha chiamato il sovrintendente ai Beni architettonici della Lombardia, Alberto Artioli, che tanto gli era vicino quando era sottosegretario e assessore, e ha chiamato il direttore regionale Mario Turetta, segnalando loro la minaccia di speculatori e di barbari, nella speranza che un barlume di sensibilit li inducesse a intervenire. Niente: da noi si parla di beni culturali, in dibattiti e convegni, e poi si consente che vengano distrutti, senza piet, senza rispetto. Artioli si preoccupa degli abusi nei sottotetti della Galleria, ma che venga distrutto un edificio Liberty gli pare irrilevante, non crede necessario procedere a un vincolo, perch tanto la Lombardia piena di ville Liberty. E perch non buttarne gi una integra, perfetta in tutti i suoi apparati decorativi, e anche di significativo impianto monumentale? Turetta non d segnali di vita. Bondi non legge il giornale su cui scrive. Artioli sembra non distinguere fra unelegante architettura degli inizi del secolo scorso e un orrido condominio in cemento armato. Il sindaco che ha lo stesso cognome degli antichi proprietari della villa, non appare in grado distinguere ci che ha valore da ci che mercificazione e mortificazione della citt che amministra. Anzi, indifferente e cieco come lassessore mafioso di Baara, promette dintervenire dopo le proteste, e intanto incassa gli oneri di urbanizzazione, autorizzando la distruzione delledificio. Questa lItalia di speculatori, barbari, distruttori, che non hanno ritegno e si comportano nel civile Nord peggio che in Sicilia o in Campania. Comera accaduto qualche tempo fa a Fidenza, anche la distruzione della palazzina Liberty di Morazzone indica un degrado delle istituzioni intollerabile, e la vanit del grido di chi protesta manifestando con coerenza di aderire agli stessi principi che ministri, sovrintendenti e sindaci dichiarano solennemente di riconoscere e di far rispettare. Menzogne. In ogni parte dItalia cittadini consapevoli assistono impotenti a vandalismi inammissibili e inauditi: non riuscimmo a salvare ad Acqui Terme il Politeama Garibaldi, orgogliosamente eretto alla fine dellOttocento (ora c un garage). Abbiamo visto abbattere senza piet la bellissima Cavallerizza ottocentesca ad Alba. Ministri, sovrintendenti, sindaci indifferenti e complici. Non c pi speranza. Ma abbiano la mia maledizione.



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