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MILANO AllItalia manca sinergia tra le istituzioni culturali
31 OTTOBRE 2009, CORRIERE DELLA SERA

Lanniversario Il presidente in collegamento dal Quirinale

Napolitano ricorda Paolo Grassi al concerto della Verdi

Caro Napolitano di nome e di fatto. Si rivolgeva cos Paolo Grassi nel marzo del 1943 a chi sarebbe diventato presidente della Repubblica 63 anni dopo. A svelarlo lo stesso Giorgio Napolitano nel suo personalissimo ricordo dello storico fondatore del Piccolo Teatro. Un giovane sottotenente e uno studente di belle speranze, amanti delle letture, dello studio, che intrecciano una fitta corrispondenza sul tema a loro pi caro: il teatro.

Auditorium Verdi. Novantanni dalla nascita di Paolo Grassi. La sala piena. In programma c la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. Ma prima che il maestro Xian Zhang impugni la bacchetta, il capo dello Stato si collega in video con il teatro. Lo accoglie un lungo applauso.

Sollecitato dal direttore de il Corriere della Sera , Ferruccio de Bortoli, Napolitano racconta il suo Grassi. La lunga amicizia, i moniti del pi anziano (Grassi aveva 24 anni) al pi giovane (Napolitano aveva 18 anni), le collaborazioni teatrali. Ma soprattutto loccasione per fare il punto sulla cultura italiana. Deve essere considerata parte essenziale della nostra identit nazionale e del nostro prestigio istituzionale. Il giudizio, per non positivo. Credo che ci che manca in Italia attacca Napolitano sia il clima di sinergia tra istituzioni culturali, un clima di rispetto reciproco e di apertura. Non voglio parlare di tolleranza perch mi sembra eccessivo e va bene per i rapporti tra le religioni.

Un clima incarnato invece dalla figura di Grassi, grande mediatore e figura di raccordo come ha ricordato de Bortoli. Anche in un periodo segnato storicamente dalle grandi contrapposizioni ideologiche. Forse allora continua Napolitano cera minore contrapposizione e cera grande cultura perch cera sinergia e Milano stata grande proprio perch in quel clima c stato il Piccolo Teatro, la Scala, le librerie, le case editrici, i centri culturali: cera la citt.... Non che fosse tutto rose e fiori. Ogni volta che andava in scena Brecht scoppiava la rivoluzione. Ma anche in quei casi prevaleva sempre la qualit culturale. La qualit. Un tema caldo, soprattutto quando la qualit si deve coniugare con la crisi economica, con i tagli.

I sacrifici sono imperativi per un Paese che ha un debito elevato accumulato nei decenni ricorda Napolitano. Anche la cultura deve farsene carico. La ricetta del capo dello Stato semplice: Bisogna informare dove necessario e aprire a pubblici pi vasti e a forme di fruizione pi larghe. Ritengo si possa discutere di una razionalizzazione dei conti dello spettacolo. Il problema ripartire i costi di un allestimento su un pubblico pi ampio.

possibile? S, ricorda il presidente: come ha dimostrato la tourne della Scala a Tokio. Il segreto quello scritto nelle ultime righe della lettera di Grassi a Napolitano: Studiare, leggere perch altrimenti tutto inutile .

Maurizio Giannattasio



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